Storia

Dove non giunge Cristo, c’è Erode.

 

Il documentatissimo libro “Strage di innocenti. La politica del figlio unico in Cina” (Guerini), a cura di Antonello Brandi e della Laogai research foundation, dimostra implacabilmente come oggi, nel XXI secolo, migliaia e migliaia di bambini vengono uccisi nel grembo della madre, in qualsiasi periodo della gestazione, oppure vengono affogati, strozzati, lasciati morire di freddo, una volta nati.

Con conseguenze terribili: l’invecchiamento della popolazione, la pazzia e il suicidio di moltissime donne, l’incredibile numero di orfani e di bambini senza esistenza legale che vagano per il paese… Quello che accade in Cina, lo si sa molto bene, avviene anche in India, con modalità analoghe ed effetti similari. Tra questi, il più evidente, è che a lasciarci le piume sono più spesso le femmine.

Ebbene, chi ama la storia sa che quello che succede oggi in questi due grandi paesi, che insieme costituiscono quasi un terzo della popolazione mondiale, è sempre accaduto, in passato, anche nella vecchia Europa o nel nuovo Mondo. Sino all’avvento del cristianesimo. Continua a leggere

Natale, una storia vera

Cosa c’è di vero nel Natale che ci apprestiamo a festeggiare? La tradizione natalizia è pura invenzione oppure ha dei fondamenti storici? Gesù Cristo è nato davvero il 25 dicembre? Per tentare, almeno in parte, di rispondere a questi quesiti Continua a leggere

Alcune considerazioni su Chiesa e schiavitù

Per tanto tempo la storiografia sulla schiavitù è stata, per lo più, parziale e incompleta. Per due motivi. Da una parte perché si è privilegiato lo studio dello schiavitù praticata dagli europei e dai coloni americani in età moderna, ingenerando così in molti la convinzione che lo schiavismo sia stato un vizio tipicamente nostrano, una colpa limitata ad una sola epoca e ad alcuni singoli popoli. Continua a leggere

Costantino: un imperatore “miracolato” cambia la storia dell’infanzia.

Tra i tanti episodi miracolosi della storia, quelli che lo storico non riesce a spiegare (il caso di Giovanna d’Arco è uno dei più eclatanti), c’è quello dell’imperatore Romano Costantino (nella foto l’arco di Costantino).

Un uomo su cui si è scritto tanto, su cui, soprattutto, si sono raccontate enormi menzogne al fine di infangarne la memoria. Alcuni lo hanno infatti presentato come un furbo, un uomo senza scrupoli, pronto a convertirsi al cristianesimo per interesse, per allearsi con la Chiesa, a loro dire sempre più potente. In realtà Costantino rappresenta il “paganesimo in cammino“, essendo, in origine, un adoratore non di molte divinità, né di dei inferi, e neppure di oscure e misteriche divinità orientali, ma del Sol Invictus, il deus summus, un dio supero, uno, che porta con sé l’idea di luce, di energia, di trascendenza, di spirito. Questo culto del Sol Invictus era divenuto sempre più importante nell’impero, già dal II secolo, e poi soprattutto coi Severi: una preparazione, insomma, all’idea monoteista, che pian piano si sarebbe affermata. Continua a leggere

Marthe Robin: una mistica contemporanea

Una figura singolare del nostro tempo, mistica straordinaria, di cui è in corso a Roma il processo di beatificazione, è quella di Marthe Robin, vissuta dal 1902 al 1981. Segnata ben presto dalla malattia che la ridurrà paralizzata a letto, dal 1928 fino alla morte si ciberà esclusivamente della sola eucaristia ricevuta una volta la settimana. Starà per più di cinquant’anni senza mangiare, senza bere e senza dormire. Continua a leggere

Il secolo pieno di croci

Non è solo un libro di storia. “Un secolo senza croce” (Francesco Agnoli, edizioni Sugarco, pag. 151, € 16,00) è qualcosa di meno, è qualcosa di più. L’autore si volge indietro per affrontare la storia del “secolo breve”, così come è definito il Novecento, nella convinzione che molte cose si sono dette, ma forse censurata la natura più radicale.

Il suo non è il noioso ripetersi di date, di uomini, di guerre e di retroscena politici/militari con cui altri storici di professione dettagliano i loro studi sulle vicende del secolo passato. Agnoli ripercorre la storia del XX secolo, non attraverso la cronaca, ma indagandone l’anima profonda, cogliendone le ferite, ultimamente, l’orrido abisso in cui il cuore dell’uomo è andato scivolando. Il suo pamphlet non si può definire quindi solamente storico, nel senso più tecnico della parola, quanto uno studio originale di storia ateologica del secolo appena varcato. E’ l’assenza di Dio la ragione ispiratrice di un secolo (ahimè tutt’altro che “breve”, i cui effetti sono ancora mortiferi) tracimante di lutti, cadaveri, orrori come mai nella storia dell’umanità. Quello appena varcato è un lungo inverno dell’umano sottoposto al ghiaccio di ideologie materialistiche, positivistiche, nichilistiche. Continua a leggere

Polonia, una patria che parla all’Europa

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Janusz Andrzej Kotański è Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica di Polonia presso la Santa Sede ed il Sovrano Militare Ordine di Malta. Laureato in storia nel 1983 presso l’ Università di Varsavia, ha lavorato dal 2001 al 2006 per l’Istituto di Memoria Nazionale. Tra le altre cose è autore di libri sul Primate polacco Stefan Wyszyński e di percorsi educativi per i giovani, per la divulgazione della storia contemporanea polacca.

Signor Ambasciatore, sulla sua pagina in rete campeggia la scritta “Essere fedele alla mia patria, la Repubblica di Polonia”. Patria non è una parola desueta?

Il motto “Essere fedele alla mia patria, la Repubblica di Polonia” è visibile su tutte le pagine internet delle ambasciate polacche. Lo condivido pienamente. La Patria, come ha detto il Santo Padre Francesco poco tempo fa in Cile, è la madre di tutti i suoi cittadini. Si può non amare la propria madre? Il patriottismo non è qualcosa di cattivo, arcaico o non attuale. I polacchi hanno sempre amato la loro patria. Spesso erano pronti a sacrificare la propria vita per essa. Limitiamoci alla Seconda guerra mondiale, quando per difendere la Polonia i nostri soldati morivano su tutti i fronti, anche qui in Italia: vorrei ricordare per esempio la battaglia di Montecassino e la liberazione di Bologna. Morivano coloro che combattevano durante la rivolta del getto di Varsavia nel 1943 e i soldati dell’Esercito Nazionale nell’insurrezione di Varsavia nel 1944. Morivano i prigionieri di Auschwitz e Katyn, nei campi di sterminio tedeschi e nei lager della Siberia”.

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Legge sui lager, tutto pur di attaccare la Polonia

 

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Piuttosto spesso, ultimamente, Polonia ed Ungheria finiscono sul banco dei cattivi. Un motivo c’è sempre: un grande rosario lungo i confini del paese; una legge in difesa della vita nascente; una qualche obiezione ai diktat di Bruxelles o alle interferenze di George Soros… Sono tutte “colpe” che la grande stampa non dimentica, e che ultimamente vengono rilanciate anche da alcuni media cattolici ormai al traino di Repubblica.

L’ultima accusa alla Polonia è quasi grottesca. Proviene dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, il quale, parlando di una recente legge polacca, ha dichiarato: “Non tollereremo che la verità venga distorta e la storia riscritta o l’olocausto negato“. Ma davvero la Polonia ha interesse a negare lo sterminio degli ebrei? Davvero i polacchi vogliono riscrivere la storia? Continua a leggere

Il card. O’Connor e l’aids

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J. Joseph O’ Connor è stato arcivescovo di New York sino all’anno 2000. Viveva in una città fortemente secolarizzata, con un altissimo tasso di aborti, forse il più alto del mondo libero, ed una forte presenza di gay, frequentatori delle cosiddette bath houses, case in cui si consumavano orge, droga, festini sadomaso e quant’altro. Lungi dal conformarsi allo spirito del tempo e del luogo, O’ Connor difese la visione antropologica cattolica, ribadendo i principi della Chiesa: no al preservativo, come metodo di riduzione, presunta, dell’aids; immoralità degli atti omosessuali, da lui definiti “contro la legge naturale“; opposizione ferma alle prime leggi discriminatorie contro la cosiddetta “omofobia” ed ai principi e movimenti abortisti. O’ Connor fu addirittura creatore, nel 1991, di un nuovo ordine denominato Sisters of Life (o Sorores Vitae), dedite alla difesa del “rispetto della sacralità della vita umana”, soprattutto nascente.

Alla sua morte Repubblica lo ricordò così: “Il cardinale O’Connor è stato una figura di primo piano nel mondo cattolico e una delle personalità religiose più in vista d’America, noto per le sue battaglie anti-abortiste e per le sue dichiarazioni contro l’omosessualità, contrario al sacerdozio delle donne, ma anche voce dei deboli e degli emarginati“.

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News dalla rete
  • L’ombra dei pedofili e le strane carriere dei porporati gay tra le mura vaticane

    bergoglio_mccarrick di Riccardo Cascioli. Non basterà a papa Francesco la ormai certa riduzione allo stato laicale dell'ex cardinale statunitense Theodore McCarrick per calmare le acque e gestire a suo modo il vertice sugli abusi sessuali del clero convocato in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimo, con la presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Leggi il seguito… 

  • Tutti eredi di Sturzo. Ma c’è poco di cui rallegrarsi

    luigi_sturzo di Stefano Fontana. La statura morale e intellettuale di don Luigi Sturzo è indiscutibile, ma gli esiti di quel suo "appello ai liberi e forti" di cento anni fa sono tutt'altro che positivi: è iniziato allora il cammino di un progressivo distacco del criterio della fede dalla politica. Vedere oggi i tanti - anche di opposte visioni - che vogliono far rivivere quell'esperienza con nuovi appelli "ai liberi e forti" non può non lasciare perplessi. Leggi il seguito… 

  • ll ’68, sfida per i cattolici oggi. La lezione di Del Noce

    del-noce di Luca Del Pozzo. Tra le tante letture critiche di quel ‘68 che ha rappresentato, come ebbe a dire Benedetto XVI, una vera e propria “cesura storica”, un posto a parte merita quella di Augusto Del Noce. Tanto il marxismo quanto la società tecnocratica quanto il ’68 ponevano quella per Del Noce era “la” questione innanzi alla quale i cattolici erano (e sono) chiamati a dire la loro: la questione antropologica. Leggi il seguito… 

  • “Ecco chi raccoglie l’eredità di don Luigi Sturzo…”

    luigi_sturzo di Federico Cenci. È passato un secolo da quando un giovane sacerdote siciliano, don Luigi Sturzo, pronunciò il celebre appello destinato a cavare una massiccia sacca elettorale dalle paludi del "non expedit". Dopo decenni in cui i cattolici italiani, su indicazione di Pio IX, avevano rifiutato lo Stato unitario e la partecipazione alle elezioni, il Partito Popolare Italiano offrì loro una forza in cui riconoscersi.  Della possibilità di tener viva l'eredità popolare e democristiana se ne discute oggi alla Camera, nel corso della conferenza “1919-2019. Popolari oggi, da Sturzo al nuovo millennio”. La relazione introduttiva è affidata a Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. In Terris lo ha intervistato per conoscere uno dei diversi punti di vista sul tema Leggi il seguito… 

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