Il commercio degli schiavi fu prima di tutto responsabilità degli arabo- musulmani

Secondo la vulgata prima di sinistra e oggi woke l’uomo bianco deve espiare tra i suoi molti peccato anche la tratta degli schiavi, ma si dà il caso che furono innanzitutto i mercanti islamici ad alimentare il traffico di carne umana che provocò tra i 15 e i 17 milioni di vittime solo nell’Africa subsahariana. Un traffico che si fermò molto dopo quelli verso l’Occidente. Ma questo pochi lo sanno

In un mondo parallelo La capanna dello zio Tom, anziché svolgersi nel Kentucky di metà Ottocento, avrebbe potuto benissimo essere ambientata in Turchia, in Oman o in Egitto. Anche lì, infatti, sono stati deportati milioni di schiavi africani, vittime di una tratta di esseri umani che ancor oggi è poco conosciuta. E ancor meno condannata. Eppure la tratta schiavista del mondo arabo è stata assai più duratura e crudele di quella atlantica, che pure ha portato milioni di giovani africani a diventare merce e a solcare l’oceano in direzione del Nuovo Mondo colonizzato dagli anglosassoni, dai francesi, dagli spagnoli e dai portoghesi. I numeri parlano chiaro: la tratta atlantica durò quattro secoli (dal XVI al XIX) e provocò la deportazione di circa 10-12 milioni di persone, delle quali il 20 per cento morì durante la navigazione.

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BAMBINI DONNE E LA RIVOLUZIONE DEL NATALE

Qual’era la condizione dei bambini, delle donne, dei malati e degli schiavi nella società antica? L’avvento di Gesù, un dio nato bambino, dal punto di vista storico, assolutamente storico, portò dei cambiamenti? E quali?

Per quanti iniziarono a credere alla nuova fede cristiana, cosa significò credere in un dio bambino? Come

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