La prima intuizione del Big bang, per così dire, è un testo medievale del vescovo Roberto Grossatesta, intitolato il De luce; la seconda, per quanto ne sappia io, è in una lettera di Galilei a mons. Pietro Dini, in cui Galilei fa notare all’amico sacerdote che Dio crea a partire dalla luce; la terza è quella del sacerdote belga G. Eduard Lemaitre. Il Big bang come evento singolare, non ripetibile, fisicamente descrivibile (in parte), ma inspiegabile alla luce della pura fisica, fu accolto nel Novecento con molta rabbia da parte del mondo ateo e materialista. Rigettato nella Germania nazista, messo al bando nell’Urss comunista, fu avversato anche da molti fisici occidentali, tra cui, all’inizio, lo stesso Albert Einstein, allora spinoziano, che disse a Lemaitre che il suo modello assomigliava troppo al Genesi della Bibbia. Non bisogna
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