UN CONCISTORO OGNI ANNO. LA SVOLTA DELLA CHIESA E DELLA SINODALITÀ

Quali novità ha portato e sta portando il recente Concistoro? Un voltare pagina, una nuova fisionomia nel pontificato di Papa Leone XIV? Come mai alcuni cardinali non hanno potuto partecipare? Come hanno partecipato i numerosi cardinali anziani? Chi ha introdotto e organizzato il concistoro? Quali erano le attese interne ed esterne? Perché tanta riservatezza? Come mai viene

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A 5 anni dalla morte di Mario Palmaro

Cinque anni fa, il 9 marzo 2014, moriva Mario Palmaro, una vita spesa in difesa della Vita e per la fede cattolica! Da allora l’Associazione san Giuseppe sostiene con un mensile la famiglia di Mario. Scopri come partecipare. Fatti provvidenza per la famiglia di un eroe della fede e della difesa della Vita! www.sangiuseppeassociazione.com

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BULLI E “VITTIME” UNITI CONTRO IL BULLISMO! ACBS – Associazione Contro il Bullismo Scolastico

 Per chi credevamo non avere né ali, né voce

Perché parlare di “bullismo” su Libertà & Persona? Continue reading “BULLI E “VITTIME” UNITI CONTRO IL BULLISMO! ACBS – Associazione Contro il Bullismo Scolastico”

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La scienza per la vita contro la scienza per la morte

Mentre da una parte si moltiplicano gli sforzi per introdurre misure eugenetiche di selezione degli embrioni, c’è chi propone delle cure. I finanziamenti per la ricerca vanno principalmente alla scienza per la morte, ma con un piccolo impegno personale è possibile sostenere la scienza per la vita. Continue reading “La scienza per la vita contro la scienza per la morte”

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Il Circo della Farfalla

Un uomo ha valore in base alla sua prestanza fisica? O al suo intelletto?
In molti oggigiorno rispondono affermativamente a questa domanda, ma la realtà ci dimostra come persone apparentemente meno dotate della norma possano essere fonti inesauribili di ricchezza: “quello di cui ha bisogno il mondo è di stupore!”.

Proponiamo qui un interessante cortometraggio, intitolato “Il Circo della Farfalla”. Continue reading “Il Circo della Farfalla”

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Olivero: i rifugiati diventino italiani

Ernesto Olivero: "I rifugiati diventino italiani o tornino a casa loro" Ernesto Olivero ha fondato l’Arsenale della Pace nel 1983

«Devono diventare italiani, altrimenti possono anche tornarsene a casa…».

Nella sua stanza al Sermig, tra icone della Vergine benedette dai Papi e appunti autografi dei potenti d’Italia, Ernesto Olivero parla dei rifugiati somali con inaspettata durezza. Ragiona e procede per esempi, come gli capita spesso.

 «Sa perché le sto preparando un caffè? Perché sono gentile. Ma non lo farei mai se lei pensasse che questa tazzina è un segno della mia vigliaccheria…».

Non la seguo, Olivero. Che cosa vuol dire?

 «Vede, noi qui siamo stati i primi ad accogliere persone venute da altri Paesi. Con amore e senza distinzioni, perché se uno straniero viene a Torino e nessuno ha il coraggio di mandarlo via, quello straniero diventa torinese come me e lei. Ma all’inizio, quando l’Arsenale era poco più di un rudere, qui stava scoppiando il caos. E allora ci siamo detti: o lasciano perdere tutto, o cerchiamo di capire questa gente. E per capirla dobbiamo andare a casa loro. Lo abbiamo fatto, abbiamo incontrato persone illuminate che ci hanno detto: voi italiani siete presuntuosi, e non capite niente…».

Perché?

«Perché accogliamo gli arabi come se fossero i veneti che venivano a Torino negli Anni Cinquanta. Non capiamo che sono diversi, che ad esempio per loro la gentilezza è sottomissione. Che persino il gesto semplice di offrire un caffè può essere equivocato».

Sta dicendo che con gli immigrati islamici bisogna essere duri per principio? Proprio lei?

 «Sì. Proprio io che ospito centinaia di persone ogni giorno dico che accogliere non basta. Bisogna fissare le regole: dobbiamo comprendere queste persone, e spiegare che l’Occidente sarà in decadenza ma qualche passo lo ha fatto. Bisogna far capire che chi viene qui deve adeguarsi alla nostra Costituzione, o andarsene».

Senta, ma che cosa si deve fare se un rifugiato non vuole inserirsi e non può tornare a casa sua perché finirebbe perseguitato per motivi politici?

«Noi al Sermig abbiamo varato da poco l’Arsenale dei Ragazzi: giovanissimi di 17 etnie giocano insieme, studiano musica insieme. Hanno una sola regola: devono parlare italiano. Chi usa la sua lingua viene allontanato per una settimana».

Ma i bambini non sono rifugiati politici. Non si possono paragonare le situazioni…

«Quello che conta è essere chiari, fissare immediatamente le regole, tenere alla larga i demagoghi. Queste persone non possono pretendere di avere subito una casa, perché prima di loro ci sono centinaia di immigrati e anche di italiani che stanno aspettando. Bisogna ragionare prima, altrimenti ci si trova nell’angolo. E quando si sta con le spalle al muro ogni decisione finisce per essere sbagliata».

 Il questore dice che dei quindici irriducibili di corso Chieri dovrebbero farsi carico associazioni come la vostra. Che cosa risponde?

«Che quando lo Stato ha fatto l’ultima sanatoria, noi abbiamo ospitato 2-3 mila immigrati al giorno. E aspettiamo ancora i 700 milioni di vecchie lire che ci avevano promesso. E comunque noi qui abbiamo già dei rifugiati somali usciti da via Asti. Lo Stato deve dare risposte, il volontariato agisce per amore, non perché qualcuno glielo ordina».

 Olivero, qual è la sua posizione sulla moschea che si sta costruendo a Torino?

 «Che è giusto, perché chiudersi è sbagliato. Ma prima bisogna chiamare i musulmani torinesi e dire loro: che cosa farete da domani perché in Iraq o in Arabia, se un prete dice Messa in un albergo non arrivi più la polizia ad arrestare tutti? Noi vorremmo aprire un Arsenale della Pace a Gaza: abbiamo chiesto di poter costruire una chiesa, non per convertire gli altri, ma per pregare noi. Non abbiamo mai avuto risposta. Bisogna ragionare prima di agire: ha visto Obama che ha approvato una moschea a Ground Zero?».

Certo, non è d’accordo?

 «Secondo me ha agito con leggerezza».

La Stampa, 20/08/2010

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