Il TEMPO SOSPESO DI MARIE

A quale panorama decideremo di appartenere?
Fonte privata

I gomiti puntellati al davanzale, Marie guarda la strada in una Milano, in genere, rumorosa di gente e parole. In questo “metà agosto”, invece, la brulla mollezza del panorama le procura un innaturale, gelido brivido lungo la schiena.

Appare, in un fotogramma, il ricordo di un altro vuoto cittadino.

Il deserto dell”’Era coviddica” tutti lo abbiamo attraversato e per molto più di quaranta giorni a trovare l’oasi di una “nuova normalità”.

In un sorriso un po’ storto torna, suo malgrado, alla mattina della discussione della Tesi di Laurea, quattro

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Il contagio della vita

Crepuscolo Foto originale

Quando un prof può tracciare nuove rotte e nuovi sentieri da percorrere insieme ai suoi studenti per guidarli e poi lasciarli pian piano a scoprire che “scuola” non è solo un luogo, ma un modo di essere e che valgono non solo perché studenti, ma in quanto persone che, oggi, svolgono il mestiere di apprendere e di apprendere sbagliando nel luogo a questo deputato. Domani, per loro, il tempo della raccolta, alla quale al seminatore non sarà dato di assistere.

– Uff, sbuffava Sophie quel pomeriggio mentre ciondolava perplessa lungo il Corso del suo quartiere. Sornioni, i raggi del sole già tradivano l’imminente arrivo dell’autunno così che una molle luce settembrina carezzava la

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LA MADONNA DI CONADOMINI. Il “sacro” dal balcone dell’antropologia

Santo Pietro – Foto originale

Caltagirone è una città del Barocco orientale della Sicilia lambita dal Bosco di Santo Pietro il quale, nel corso dei secoli, ha fornito agli abitanti del paese materiali facilmente reperibili quali sughero e argilla. Grazie all’abbondanza di questi materiali venne sviluppandosi un commercio che faceva della città un luogo relativamente ricco rispetto ai parametri dell’epoca.

Purtroppo, ora non è più così poiché la mano dell’uomo, nel corso del tempo, è riuscita a ridurre notevolmente le

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Gesto d’amore o silenziosa sconfitta? (2)

Una storia nella quale, in un piccolo paese, le motivazioni culturali possono, ancora, spingere a forzare le proprie scelte. “Una copertina azzurra”

Lasciare il proprio bambino in un ospedale, a volte lontano, per esiliare l’onta della vergogna o anche per tenere alla larga la quotidianità di un ricordo è l’inizio di uno scempio dell’anima che non troverà una fine.

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Gesto d’amore o silenziosa sconfitta?

Foto originale

Intervista a una giovane schiacciata dal peso della sua stessa vita. “Disincanto”

Lasciare il proprio bambino in un ospedale, dopo averlo dato al mondo, rappresenta l’estremo gesto di un percorso che, a volte, ha radici profonde e tormentate, e il primo passo di un sentiero di ricordi, di dolore, di sollievo, che si presenteranno lungo tutta la vita di una donna.

Non sempre si tratta di una scelta consapevole e, qualunque ne sia la sorgente, lascia cicatrici profonde

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DELLA POLITICA COME DOVERE SOCIALE E ATTO D’AMORE. Da don Sturzo a Papa Francesco (2)

(Seconda parte di due. Continua dalla prima parte di ieri QUI)

Don Luigi Sturzo – Fonte www.centenariosturzo.org/

La “Città dei ragazzi”

Il pungolo rappresentato dalle idee di Sturzo spronava le Istituzioni a sviluppare iniziative a carattere sociale, soprattutto a favore dei giovani senza istruzione, ma la ricerca di soluzioni canoniche portava a lungaggini burocratiche e a buchi nell’acqua.

La fondazione della Città dei Ragazzi, a Caltagirone, prende le mosse da queste premesse e si realizza in

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DELLA POLITICA COME DOVERE MORALE E ATTO D’AMORE. Da don Sturzo a Papa Francesco (1)

Alessandro Manzoni in una lettera del 28 febbraio 1848, indirizzata ad Antonio Rosmini scrisse: “Io laico in tutti i sensi”, sottolineando così l’approccio laico rispetto alla sua fede cattolica e la convinzione che l’uomo deve conquistarsi la propria libertà anche rispetto alla corruzione e all’oppressione dello Stato e della Chiesa.

Quello che unisce tra loro il pensiero dei cattolici liberali italiani è l’idea filosofica ed antropologica di persona

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TRADIZIONI POPOLARI E RELIGIOSE IN UNA CITTÀ DEL VAL DI NOTO. La preparazione e il fascino (5)

La lumera – Foto originale

Circa un mese prima della festa di San Giacomo, a Caltagirone, le persone addette ai lavori preparano tutto l’occorrente per la luminaria; è un’arte che si tramanda di padre in figlio con i tanti piccoli segreti di carattere operativo. Infatti, tali lavori assumono valore di rito per coloro che vi partecipano.

Sotto la canicola di Luglio

Si preparano con maestria i coppi, incollando con destrezza i vari fogli  di carta, che verranno, poi, lavorati a cilindro tutti della stessa misura; la preparazione e la pittura dei coppi deve assicurare sempre la

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TRADIZIONI POPOLARI E RELIGIOSE DI UNA CITTÀ DEL VAL DI NOTO. La Scala (4).

Scalinata di Santa Maria del Monte Caltagirone –
Fonte Wikipedìa

C’era una volta un tempo in cui la memoria era l’anima dei popoli. Il desiderio di raccogliere e raccontare il piccolo universo calatino è germogliato da quell’ anima ed ha avuto un tempo molto lungo per maturare nel mio cuore. Ha avuto inizio ispirato dai miei nonni ed è cresciuto accudito con tenerezza

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