Religione

Adamo ed Eva sono discesi dalla scimmia?

 

Sappiamo come nella concezione cattolica tutta l’umanità trae origine da una coppia originaria, alla quale la Scrittura dà il nome di Adamo ed Eva. Questa dottrina, che fu a suo tempo confermata da Pio XII nell’enciclica Humani Generis del 1950, la troviamo ancora nel Catechismo della Chiesa Cattolica, dove ripetutamente si insegna che l’umanità deriva da “un solo uomo” alludendo evidentemente ad Adamo, ed anzi in più luoghi nominandolo espressamente (cf nn.359, 374, 375, 376, 388, 391, 399, 402, 403, 404, 405, 406), il che lascia ben intendere che Eva è sottintesa.

Sappiamo altrettanto bene come secondo il racconto genesiaco la coppia primitiva è creata da Dio a sua immagine e somiglianza in una condizione fisica e spirituale di totale perfezione – il cosiddetto “stato di innocenza” o “giustizia originale” o “stato edenico” – in un mondo meraviglioso a loro totalmente sottomesso ed in una comunione di grazia con Dio. Continua a leggere

Salvini alleato o nemico dei cattolici?

div-7di Antonio Fiori

È possibile, alla luce del cattolicesimo più autentico, esprimere stima per Matteo Salvini?

La politica è l’arte del possibile, mentre la religione (cristiana) è il regno della perfezione.

Dio è naturalmente perfetto e nella sua Rivelazione comunica delle dottrine perfette anzi perfettissime agli uomini: cosa c’è in effetti di più perfetto dei 10 Comandamenti o dei 7 Sacramenti o dei 4 Vangeli? Assolutamente nulla.

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Teologia astratta e teologia morale

dio_padre-2Qualche tempo fa il Papa, parlando a proposito di un convegno sulla «Teologia della tenerezza», ha detto che la «teologia astratta è ideologia», dimenticando il famoso detto scolastico «abstrahentium non est mendacium».

Ora bisogna dire che non esiste una «teologia astratta», da contrapporre, quasi, a una teologia «concreta», cosa che non avrebbe senso. Può esistere certo, una teologia inoperante ed inefficace nel campo morale, superata od utopistica, quindi inutile, perché non tiene conto della situazione concreta nella quale occorre operare. Continua a leggere

Sul problema dell’agnosticismo

L’agnosticismo in generale è un’impostazione gnoseologica, che ritiene impossibile decidere quale sia la verità tra due tesi contrapposte. L’agnostico non nega e non afferma, ma ammette come possibili le tue tesi opposte. Tuttavia, non sceglie né l’una né l’altra. Da qui il ritenersi neutrale e la decisione di sospendere il giudizio.

L’agnosticismo in campo teologico è la posizione di chi si astiene dal pronunciarsi circa la questione se Dio esiste o non esiste. L’agnostico non è né teista né ateo e ritiene impossibile decidere per l’una o per l’altra tesi. In tal modo all’agnostico non interessa affrontare la questione o ritiene inutile affrontarla, perché è convinto o sembra convinto che è insolubile e indecidibile. Egli crede peraltro che si possa vivere bene lo stesso.

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Francesco Severi: un matematico verso la Conoscenza

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“La persuasione dell’impossibilità di conseguire scientificamente qualche verità assoluta, tende piuttosto a piegare la mente umana, riverente e umile, di fronte all’infinito ignoto, al mistero che circonda le nostre scarse conoscenze, le quali possono essere integrate soltanto dalla Rivelazione”

Francesco Severi, nato ad Arezzo il 13 aprile 1879, rimasto presto orfano di padre, giunge come docente nella prestigiosa università di Padova nel 1905. Vi rimane per diversi anni, sino al 1921, svolgendo anche la carica di assessore socialista alla Pubblica Istruzione e di presidente delle Aziende municipalizzate del gas e dell’acquedotto.

Tra i suoi colleghi, che non dimenticherà mai, ci sono il matematico cattolico Gregorio Ricci Curbastro e Roberto Ardigò, massimo rappresentante del positivismo sensista e scientista italiano, dopo essere stato sacerdote ed aver deposto prima l’abito talare, poi la fede in Dio, ed infine la vita stessa (morirà suicida).

Come molti socialisti e come lo stesso Ardigò, anche Severi nel 1915 si schiera con gli interventisti, e parte per la guerra. E’ nel 1921 che approda all’Università di Roma per divenirne presto rettore.

Di fronte al fascismo, prima lo avversa, con coraggio (sino a dimettersi dopo l’omicidio Matteotti e a firmare il Manifesto degli intellettuali antifascisti nel 1925), poi aderisce al regime, dimostrando, come farà anche in altre occasioni, un certo desiderio di potere mondano e di riconoscimenti. Si schiera, però, contro le idee che provengono dalla Germania, secondo cui i libri di Matematica dovrebbero essere classificati e valorizzati in base alla razza degli autori.

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Riflessioni sul cosiddetto «primato della coscienza»

coscienzaSi sente oggi spesso parlare del «primato della coscienza» come di valore sommo e irrinunciabile. L’espressione sembra a tutta prima innocua e pare riflettere l’alta dignità della coscienza nel giudicare del valore delle nostre azioni e in tal senso parrebbe accettabile. Ma in questa materia così delicata non ci si deve abbandonare a una facile retorica o alla frase ad effetto, ma occorrono molta precisione e cautela, perché in questo campo sono frequenti e pericolose le insidie sotto l’apparenza della verità.

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Humanae Vitae – La verità che risplende. Convegno a Brescia

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Gli Amici di Paolo VI hanno promosso a Brescia, per sabato 9 giugno, una giornata di studio e approfondimento aperto a studiosi, movimenti e famiglie: Humanae Vitae – La verità che risplende. 

Un’occasione per celebrare il capolavoro del beato pontefice bresciano sulla vita e la coniugalità, con presenze di primo piano.

Questo il programma della giornata:

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Aristotele contro la Marzano. È la felicità che vince

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Quale sarà lo stile di vita di un cittadino della polis? Il fine ultimo per Aristotele è certamente sapere cosa vuol dire essere buoni, ma anche e soprattutto diventare buoni. L’etica, per il Nostro,  non è un elenco di norme ma deve mirare a rintracciare qual è il fine della vita umana. Esso è la felicità: la ricchezza o il piacere possono essere dei fini, ma in realtà sono più propriamente tappe verso la felicità. Ciò che differenzia l’uomo dal resto è la ragione: il bene sarà allora vivere secondo ragione. L’uomo non sceglie di essere felice ma solo i mezzi che possono condurlo alla felicità. Il piacere è un bene, non il bene: tanto sarà migliore quanto migliore è l’attività che lo accompagna. Per questo motivo Aristotele distingue tra felicità e felicità compiuta. Nella vita secondo ragione risiede la virtù: ciò che fa si che l’uomo sia permanentemente uomo. La felicità può essere allora definita come attività dell’anima secondo virtù.

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Gaudete et exsultate

gaudete-et-exsultate-1024x666-646x420Il 9 aprile del 2018 papa Francesco ha proposto ai cattolici una nuova esortazione apostolica, la Gaudete et exsultate, sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.

Il papa si colloca nella tradizionale via di accompagnamento e incoraggiamento spirituale nel cammino di perfezione che tutti i battezzati, per piacere a Dio, hanno il dovere di compiere. Ovviamente, non mancano gli accenti tipicamente bergogliani nel documento. Però rispetto ad altri testi più noti, come l’Amoris laetitia, qui ci si trova immersi in quel perenne flusso della santità, che si è manifestato sempre nella vita vissuta della Chiesa, dai primordi sino alla non facile età contemporanea.

Papa Francesco non intende fare un completo “trattato sulla santità”, ma “far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità” (n. 2).

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News dalla rete
  • Fine vita, trappola gesuitica

    Dottrina sociale di Stefano Fontana. “Aggiornamenti sociali”, la rivista milanese dei Gesuiti, dedica un articolo del numero di novembre al fine vita. Padre Giacomo Costa scrive un “contributo per una legge condivisa”, e conclude: “Solo il rispetto e l’ascolto di tutte le posizioni, all’interno dell’orizzonte definito dalla nostra Costituzione, ci consentiranno di arrivare ad una legge che potremo autenticamente definire ‘nostra’ in quanto di tutti. Sarà tanto migliore quanto più saremo capaci di impegnarci nel dialogo che la sua elaborazione esige”. Un tempo si sarebbe chiesta una legge “giusta”, oggi invece si chiede una legge “condivisa”, che nasca dal confronto, dalla partecipazione, dal dialogo pubblico di “tutte le posizioni”, di “tutte le visioni del mondo presenti in una società pluralista”. Si tratta quindi di fondare la legge sul consenso e non sulla giustizia Leggi il seguito…

  • Sarah: “Celibato, preghiera e dottrina: ecco come usciremo dalla crisi della Chiesa”

    di Robert Sarah*. "Come siamo arrivati a tanta follia tanto da respingere in modo schiacciante Dio?". Partecipatissima presentazione a Milano del libro del cardinal Robert Sarah nell'evento promosso dalla Nuova Bussola Quotidiana. La crisi della fede, della Chiesa e dell'uomo. "Senza Cristo le nostre riforme sono una rovina". E ancora: il celibato ("nessun bisogno potrà cancellarlo"), la perdita del sacro ("ci sono preti che non credono alla presenza reale dell'Eucarestia), le responsabilità dei vescovi ("Abbiamo decristianizzato l'Occidente), "l'enciclica" di Benedetto XVI e il paganesimo. "Se la Chiesa parla di fenomeni sociali, subisce la pressione per cambiare il suo insegnamento su celibato e morale sessuale". Il Prefetto del Culto Divino ha analizzato e denunciato i mali di oggi. Ma anche offerto i rimedi per la rinascita. Quali? Anzitutto ricominciando a pregare come sta facendo Ratzinger: "Digiunate per la codardia dei vostri pastori".  Leggi il seguito…

  • I polacchi e gli ungheresi conoscono bene il nazi-comunismo

    di Francesco Agnoli. Per capire meglio cosa accade oggi nell’ Ungheria di Viktor Orban e nella Polonia di Jaroslaw Kaczynski, due paesi ex comunisti fortemente identitari, occorre tornare ad uno dei tanti episodi della storia poco raccontati, sebbene cruciali: il patto Von Ribbetrop-Molotov del 23 agosto 1939, che portò allo scoppio della II guerra mondiale e che vide Hitler e Stalin alleati per ben 22 mesi. In quel patto nazi-comunista l’Europa orientale veniva spartita tra  due dittatori. Leggi il seguito…

  • Crolla un Muro, assolto il Costruttore

    di Marcello Veneziani. Ma la Caduta del Muro di Berlino è solo un caso di edilizia abusiva? Chi lo edificò, quel maledetto muro, Hitler, Nixon o Trump da ragazzo? Ma davvero col crollo del Muro di Berlino cadde finalmente il nazionalismo, con le sue frontiere chiuse e cominciò il via libera ai flussi migratori? A leggere e vedere le cronache di oggi a trent’anni dal Muro di Berlino, l’impressione che resta è questa. E l’immagine ricorrente è una specie di festa, di concerto pop, dei centri sociali tra muri caduti e murales. In tutta questa rappresentazione manca il protagonista, sparisce il costruttore del muro: il comunismo. Leggi il seguito…