L’associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” offre un corso di formazione in bioetica gratuito sulla piattaforma zoom, in nove lezioni mensili della durata di un’ora dal prossimo 23 ottobre al 25 giugno 2027.
Continue reading “Corso di bioetica per pro-life e non solo”Tag: Eutanasia
Lo stato celebra la Bonino e il Papa seppellisce l’ideologia di morte
All’indomani dei solenni funerali della “cattiva maestra” Emma Bonino, instancabile strumento della rivoluzione anticristiana, è interessante proporre due riflessioni, la prima delle quali si deve a don Alessandro Iapicca, che l’ha pubblicata sulla propria pagina facebook (rif. qui).
Continue reading “Lo stato celebra la Bonino e il Papa seppellisce l’ideologia di morte”L’EUTANASIA NON È LA SOLUZIONE
Jacques-Louis David, Morte di Socrate, 1787, New York, Museum of Art – Fonte Wikipedìa. Pubblico dominio. Socrate fu costretto dalle leggi dello stato, ma noi?
L’eutanasia negli ultimi anni è ai primissimi posti nell’agenda mondialista. In sempre più Paesi sta venendo introdotta. L’Italia è un tassello fondamentale di questo programma di morte, soprattutto perché Roma è la sede del papato. Dal momento che non si riesce a
Continue reading “L’EUTANASIA NON È LA SOLUZIONE”Il coraggio di Leone
Lunedì 8 giugno Leone XIV ha tenuto un memorabile discorso ai membri del Parlamento spagnolo, durante il viaggio apostolico in Spagna (6-12 giugno 2026).
Continue reading “Il coraggio di Leone”Medici anti-life
«Vogliono disperatamente il controllo. Dicono: voglio morire adesso». Sono le parole di una dottoressa canadese che ha praticato oltre 400 morti assistite nel video sottotitolato dai curatori del blog https://vitadegna.it/blog, nato allo scopo di informare e sensibilizzare in tema di eutanasia e suicidio assistito.
Continue reading “Medici anti-life”Suicidio assistito: il punto del non ritorno
Rilanciamo l’ottimo editoriale pubblicato sul sito https://vitadegna.it/ che ha lo scopo di informare e sensibilizzare in tema di eutanasia, perchè nessuna società civile può accettare di eliminare chi soffre invece di curarlo.
Continue reading “Suicidio assistito: il punto del non ritorno”Suicidio assistito: la negazione della libertá.
Toscana. Legge sul suicidio assistito. Un attacco alla “Libertà e alla Persona”.
Sí, cari lettori. È andata proprio così. Qui si vende la propria vita per acquistare un’idea, nel mercato della dignità.
E volete sapere cosa è davvero successo? Ve lo raccontiamo.
Continue reading “Suicidio assistito: la negazione della libertá.”Il testamento biologico e il (dubbio) consenso

Il testamento biologico è forse la più complessa delle casistiche che il dibattito in bioetica abbia mai esplorato, e se diversi Paesi europei, per prassi o per legge, l’hanno autorizzato, questa non è affatto una buona ragione per liquidare, come tanti cervelloni vorrebbero, la questione come risolta. Del resto, casi agghiaccianti che mettono in crisi la presunta eticità delle direttive anticipate di trattamento di certo non mancano.
Ricordiamo la vicenda di Kerrie Wooltorton, ventiseienne inglese che, giunta in ospedale in seguito a volontario avvelenamento, ha esibito ai medici pronti a soccorrerla un foglietto nel quale documentava la propria volontà Continue reading “Il testamento biologico e il (dubbio) consenso”
Riflessioni di un medico sul testamento biologico.
Il testamento biologico reca in sé il potenziale per una pericolosa apertura all’eutanasia. La spinta verso il riconoscimento di esso nasce proprio nell’ambito della cultura e delle organizzazioni eutanasiche; Luis Kutner ne presenta la prima stesura nel 1967 per conto della Euthanasia Society of America.
La collocazione ed il ruolo che si intende attribuire a tali documenti è essenziale, perché da essi dipende l’eventuale deriva in senso eutanasico e lo stesso stravolgimento del ruolo dei medici, così come è stato concepito per almeno venticinque secoli. Tra i maggiori sostenitori di un impiego allargato delle dichiarazioni anticipate si contano medici di indiscusso valore; è dunque sorprendente la tendenza di questi a glissare sui fatti di cui gli oltre cinquemila studi pubblicati sull’argomento sono espressione difficilmente eludibile. Continue reading “Riflessioni di un medico sul testamento biologico.”
Travaglio: suicidio assistito? Ma siamo matti?

Ho sempre faticato a leggere Marco Travaglio. Spesso dice cose vere, ma quasi sempre lo fa, a parer mio, animato da una vena critica perentoria e unilaterale, senza considerare la possibilità di essere, come tutti, fallibile. Eppure lo leggo con assiduità: confrontarsi con le opinioni altrui non è mai una perdita di tempo, e poi scrive molto bene. Anche se questa lettura, dicevo, spesso mi risulta indigesta. Oggi no.
Succede infatti che dopo innumerevoli dissensi mi sia trovato – nella consueta rassegna di tutti i quotidiani – a leggere un editoriale di Travaglio che, cosa più unica che rara, ho condiviso in larghissima parte. L’articolo, intitolato “Il medico salva, non uccide”, riporta un commento del vicedirettore del Fatto Quotidiano a proposito della pratica del suicidio assistito, tornata tristemente alla ribalta con la morte di Lucio Magri, che vi ha fatto ricorso in Svizzera, colpito – come ha confermato anche una fonte insospettabile come la Repubblica – da «una depressione vera». Ebbene, poiché ritengo che l’articolo di Travaglio di oggi sia tutto da leggere, mi permetto – senza commenti aggiuntivi – di condividerne un’ampia parte:
«Dal punto di vista pratico, gli impedimenti alla legalizzazione del “suicidio assistito” sono infiniti. Che si fa? Si va dal medico e gli si chiede un’iniezione letale perché si è stanchi di vivere? O si prevede un elenco di patologie che lo consentono? Quasi nessuna patologia, grazie ai progressi della scienza medica, è di per sé irreversibile. Nemmeno la depressione. Ma proprio una patologia leggere può obnubilare il libero arbitrio della persona che, una volta guarita, non chiederebbe mai di essere “suicidata”. Qui di irreversibile c’è solo il “suicidio assistito”: ti impedisce di curarti e guarire, dunque di decidere consapevolmente, cioè liberamente, della tua vita. E se poi un medico o un infermiere senza scrupoli provvedono all’iniezione letale senza un’esplicita richiesta scritta, ma dicendo che il paziente, prima di cadere in stato momentaneo di incoscienza e dunque impossibilitato a scrivere, aveva espresso la richiesta oralmente? E se un parente ansioso di ereditare comunica al medico che l’infermo, prima di cadere in stato temporaneo di incoscienza, aveva chiesto di farla finita?
Se incontriamo per strada un tizio che sta per buttarsi nel fiume che facciamo: lo spingiamo o lo tratteniamo cercando di farlo ragionare? Voglio sperare che l’istinto naturale di tutti noi sia quello di salvarlo. Un attimo di debolezza o disperazione può capitare a tutti, ma se in quel frangente c’è qualcuno che ti aiuta a superarlo, magari ti salvi. Del resto, il numero di suicidi è indice dell’infelicità, non della "libertà" di un Paese. E quando i suicidi sono troppi, il compito della politica e della cultura è di interrogarsi sulle cause e di trovare i rimedi. Che senso ha esaltare il diritto al suicidio ed escogitare norme che lo facilitino? Il suicidio passato dal Servizio Sanitario Nazionale: ma siamo diventati tutti matti?» ("Il Fatto Quotidiano", 2/12/2011).
Come dicevo, davanti ad argomenti tanto lineari e convincenti, c’è poco da aggiungere. Eccetto un “bravissimo” che Marco Travaglio, questa volta, si merita senza tentennamenti. E’ un “fatto”, come direbbe lui.
