Chi decide la politica estera americana?

Da tempo negli Usa è scoppiata una grande battaglia sul ruolo dell’AIPAC, che si autodefinisce “Lobby dell’America pro Israele”. L’Aipac finanzia con fondi ricchissimi deputati e senatori che si impegnino a difendere Israele. Ma, questa è la domanda: la politica estera di Israele è la medesima degli Usa? Gli Usa possono continuare a spendere milioni e milioni di dollari per le guerre di Israele, o questo è contro i loro interessi, non solo per la spesa sostenuta, ma anche perchè aliena agli americani le simpatie di milioni e milioni di arabi? Gli elettori americani votano per avere parlamentari che fanno gli interessi del loro paese o di un paese straniero?

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L’ORIGINE del CORPO UMANO: Darwin e Pio XII

Come noto l’idea di Darwin è che un quadrupede peloso abbia dato vita, per selezione naturale e sessuale, senza salti, all’uomo e alla donna. Come accoglie questa ipotesi la Chiesa cattolica?

La posizione si chiarisce nel corso del tempo, finchè Pio XII non dichiara ufficialmente che “la fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime sono state create immediatamente da Dio”, mentre quanto al corpo si possono percorrere tutte le strade, senza però dare per dimostrato ciò che non lo è.

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Perchè non parli?

Si racconta che Michelangelo, una volta scolpito Mosè, tanta era la verosimiglianza, gli abbia chiesto: “Perchè non parli?”.

La parola è infatti il tratto più distintivo ed unico dell’essere umano. L’uomo parla, gli animali comunicano. C’è una differenza abissale. Forse oggi qualcuno potrebbe chiedere ad un robot: “Perchè non parli?”. No, l’uomo non sa fare in modo che le statue e i computer parlino. La parola è ciò che ci rende “simili a Dio”, che nel Vangelo è definito, appunto, Verbum. La parola è connessa all’anima, non alla materia; allo spirito, non agli atomi.

Dio, con la parola, crea;

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I media al servizio delle guerre

Alla fine dell’Ottocento, negli Usa, un editore famoso, Randolph Hearst (1863-1951) lancia i suoi giornali riempiendoli di notizie sensazionali, manipolate, vignette a colori, caratteri cubitali, immagini a tutta pagina… Questo giornalismo scandalistico è noto con il nome di yellow journalism.

Nel 1895 a Cuba prende il via un’insurrezione contro il dominio spagnolo.

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Israel Zolli, il rabbino censurato

Subito dopo l’entrata dei tedeschi a Roma, nel settembre 1943, vi fu uno scontro tra il presidente della comunità, Ugo Foà, e il presidente dell’Unione delle comunità israelitiche italiane, Dante Almansi (già prefetto fascista e vice capo della polizia fascista), da una parte, e il rabbino capo, dall’altra: quest’ultimo infatti invitava gli ebrei a scappare e nascondersi quanto prima (chiese anche a Foà, invano, di sospendere le funzioni religiose e di distruggere le liste degli iscritti alla comunità), mentre Foà e Almansi consigliarono agli ebrei romani di continuare a vivere normalmente, senza «spirito disfattista», fidandosi delle assicurazioni della polizia fascista. Il 20 settembre 1943

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I giornalisti secondo Kierkegaard

Durante l’Ottocento il peso del giornale continua a crescere, al punto da destare una critica radicale e circostanziata da parte di uno dei più grandi filosofi del secolo, il danese Søren Kierkegaard (1813-1855). Anche Kierkegaard è, a modo suo, un giornalista: dal 1854 al 1855 collabora con il giornale “La Patria”, e si trova spesso al centro di aspre polemiche.

Il cuore della sua riflessione è la convinzione dell’importanza di difendere il singolo da sistemi filosofici e politici massificanti del proprio tempo, in particolare dall’hegelismo, che in nome di una generica “Umanità”, al pari del marxismo e del positivismo finisce per azzerare l’uomo concreto, realmente esistente.

Ebbene per Kierkegaard politici demagoghi, stampa e giornali, sono intenti a fabbricare un’unica opinione già bella e pronta per tutti, che finisce per negare al singolo il suo pensiero e la sua responsabilità. Nella società dei giornali

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