I media al servizio delle guerre

Alla fine dell’Ottocento, negli Usa, un editore famoso, Randolph Hearst (1863-1951) lancia i suoi giornali riempiendoli di notizie sensazionali, manipolate, vignette a colori, caratteri cubitali, immagini a tutta pagina… Questo giornalismo scandalistico è noto con il nome di yellow journalism.

Nel 1895 a Cuba prende il via un’insurrezione contro il dominio spagnolo.

Israel Zolli, il rabbino censurato

Subito dopo l’entrata dei tedeschi a Roma, nel settembre 1943, vi fu uno scontro tra il presidente della comunità, Ugo Foà, e il presidente dell’Unione delle comunità israelitiche italiane, Dante Almansi (già prefetto fascista e vice capo della polizia fascista), da una parte, e il rabbino capo, dall’altra: quest’ultimo infatti invitava gli ebrei a scappare e nascondersi quanto prima (chiese anche a Foà, invano, di sospendere le funzioni religiose e di distruggere le liste degli iscritti alla comunità), mentre Foà e Almansi consigliarono agli ebrei romani di continuare a vivere normalmente, senza «spirito disfattista», fidandosi delle assicurazioni della polizia fascista. Il 20 settembre 1943

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I giornalisti secondo Kierkegaard

Durante l’Ottocento il peso del giornale continua a crescere, al punto da destare una critica radicale e circostanziata da parte di uno dei più grandi filosofi del secolo, il danese Søren Kierkegaard (1813-1855). Anche Kierkegaard è, a modo suo, un giornalista: dal 1854 al 1855 collabora con il giornale “La Patria”, e si trova spesso al centro di aspre polemiche.

Il cuore della sua riflessione è la convinzione dell’importanza di difendere il singolo da sistemi filosofici e politici massificanti del proprio tempo, in particolare dall’hegelismo, che in nome di una generica “Umanità”, al pari del marxismo e del positivismo finisce per azzerare l’uomo concreto, realmente esistente.

Ebbene per Kierkegaard politici demagoghi, stampa e giornali, sono intenti a fabbricare un’unica opinione già bella e pronta per tutti, che finisce per negare al singolo il suo pensiero e la sua responsabilità. Nella società dei giornali

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I 3 anelli di congiunzione impossibili

E’ nota l’affermazione di Darwin “i fatti riportati sembrano dimostrare che l’uomo è disceso da qualche forma inferiore, nonostante non si siano potuti finora scoprire gli anelli di congiunzione”. Altrettanto note sono, almeno ai più interessati, le tante falsificazioni, consapevoli e non, proposte per colmare la lacuna. La più celebre è il famoso cranio di Piltdown, “un antichissimo cranio, pressoché completo, che poteva costituire il perfetto anello evolutivo mancante fra l’uomo e gli altri primati e che fu in effetti proposto per decenni come tale, prima di rivelarsi “una truffa, dato che la mascella e i canini provenivano presumibilmente da un orango e parti della teca cranica da un uomo moderno”. Ma gli evoluzionisti più radicali non potevano limitarsi a trovare il presunto anello di congiunzione tra primati e uomini, non sarebbe servito più di tanto alla loro filosofia atea, avevano bisogno, nel loro tentativo di attribuire al caso proprio tutto, di dimostrare l’evoluzione della vita dalla non vita, di un anello di congiunzione tra materia inorganica e materia vivente.

Per questo gli amici di Darwin, Thomas Huxley e il biologo pre nazista Ernst Haeckel, inventarono la MONERA o Bathybius,

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