Le stelle, luci che non feriscono gli occhi e confortano il cuore

Roberto Filippetti vive a Camponogara (Venezia), è originario di Fano nelle Marche. Per quarant’anni docente di Lettere nelle scuole superiori a Padova, nonché di Iconologia e iconografia cristiana presso l’Università europea di Roma. All’attivo oltre venti pubblicazioni da Leopardi e Manzoni a Pascoli, Montale, Pirandello e Dante.

Oggi, una conversazione intervista per illustrare due grandi passioni che lo animano: la letteratura e l’arte

sacra, sia religiosa che profana, cui ha dato grande spazio con diverse pubblicazioni in più lingue, come allestendo numerose mostre itineranti su Giotto, Caravaggio, Van Gogh, percorrendo l’Italia per introdurre bambini, giovani e adulti all’incontro con la grande arte, così da risvegliare il desiderio della Bellezza; in dialogo tra Immagine e Parola.

Negli ultimi anni, la sua opera di divulgazione ha abbracciato anche nuove forme di comunicazione social con un profilo Facebook e un canale You Tube, oltre al sito www.filippetti.eu.

Da tempo, collabora con Libertà e Persona, pubblicando alcuni dei suoi Diari da Facebook, scritti tra una conferenza e l’altra.

Lo scorso Dicembre, è uscito, sempre con Itaca Edizioni, “Il desiderio e l’allodola”. Un libriccino sull’attrattiva delle parole, già ristampato una prima volta.

L’intervista con Roberto Filippetti

Ma l’intervista, da me condotta con la collaborazione tecnica della Professoressa Gisella Merli, ci aprirà alla natura e al significato del nuovo libro, riflettendo sul rapporto tra parola e modernità, parola e incontro, parola e giovani; scoprendo intrecci di significati, cui non avremmo mai pensati e che svelano profondità suggestive e affascinanti, capaci di generare, sembrerebbe impossibile ma è così, nuovi legami. Mentre l’allodola a non piccole altezze batte le ali, coperta dal suo curioso cappuccio, noi scopriamo il capo a rimirare nelle altezze e profondità dell’anima parole nuove e parole di sempre a noi ancora ignote.

Alla fine potremmo scoprire che la parola non è tanto un segno convenzionale, ma ciò che chiama ad essere, a pensare e a scoprire il novum: la parola, che apre alla vocazione della persona.

Un’occasione propizia, questa intervista e conversazione, che non lascia indifferenti e che cade innanzi per un nuovo senso.

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Autore: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O.F.M.Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Di prossima uscita Gesù è veramente risorto?

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