“PREPARARE IL CUORE!”

Pieter Bruegel il Vecchio, La Predica di san Giovanni Battista, 1566, o/tavola 95×160,5 cm, Budapest, Museo di Belle Arti

Antifona

Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare le genti
e farà udire la sua voce maestosa
nella letizia del vostro cuore. (Cf. Is 30,19.30)

Commento artistico-spirituale al Vangelo della II DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A – 04 Dicembre 2022

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

«E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati».
È l’effetto della «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!» e che predica: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».
Qualche istante di ricerca e, seguendo la direzione dello sguardo delle numerose persone presenti sulla scena, si

riesce a trovare il Battista. È il percorso quasi obbligatorio scelto da Pieter Bruegel il Vecchio nel dipinto dal titolo «La Predica di san Giovanni Battista», realizzato (1566) ad olio su tavola, conservato nel Museo di Belle Arti di Budapest. La vicenda narrata da Matteo (3,1-12) è collocata dall’artista olandese in una radura di bosco, su un fondo dove scorre il fiume Giordano e s’intravvedono edifici e montagne. Il precursore in piedi, al centro della folla, sta in secondo piano, ma si differenzia dalle altre persone per la postura e perché con il braccio e la mano sinistra indica a tutti la determinante presenza di Gesù, lì accanto, in ascolto, dalla barba e dai capelli rossicci, con le braccia incrociate sul petto, vestito con una tunica chiara. Il profeta cerca di far comprendere chi è il Maestro di Nazaret dicendo: «colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Tra i partecipanti, vestiti in svariate fogge ad indicare le diversità dei mestieri e delle le classi sociali, alcuni ascoltano con interesse anche dai rami degli alberi, altri in modo svogliato, altri ancora commentano. Qualcuno sonnecchia e qualche altro gioca o si diverte (l’aristocratico con abiti contemporanei si fa leggere la mano da un mago che con il cane sta di fronte a una donna con un bambino). Uno solo dei convenuti, nascosto dietro l’albero di sinistra, in primo piano, si rivolge a chi guarda il quadro quasi ad annunciare che tra poco la scena cambierà completamente. Si vedono bene infatti il pomolo e l’impugnatura di una spada ora nel fodero da cui tra non molto sarà estratta per tagliare la testa al predicatore.
Lanza del Vasto, interprete di Gandhi e messaggero della non violenza, ci consegna una preziosa riflessione:
«Verrà a risplendere sul tramonto del mondo/colui che ogni cosa attendeva dall’alba».

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