DALL’IMMAGINE TESA DI CLEMENTE REBORA

Giorgio Morandi, Natura morta, 1955

Riceviamo dal Blog di Alfredo Tràdigo questo articolo che pubblichiamo volentieri.

La Redazione

Ci sono poesie in cui in un verso viene detto tutto, come nel celebre “M’illumino d’immenso” di Giuseppe Ungaretti (1888-1970), un verso di sole sette sillabe, un settenario. Mi piace paragonare questo verso a un altro settenario – Dall’immagine tesa – che dà il titolo a una poesia di Clemente Rebora (1885-1957), il poeta milanese che dopo la conversione diventò sacerdote rosminiano. E, mentre per Ungaretti la grazia della rivelazione avviene quasi in una auto-riflessione (“m’illumino) qui, nel

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ALL’ASCOLTO DI PASCOLI

Dal Blog di Alfredo Tràdigo

Ogni due novembre mi ritorna alla mente, dalla raccolta “Myricae”, l’intensa poesia di Giovanni Pascoli intitolata “La notte dei morti”. “Myricae” appunto, “piccole cose”. Il fiume, il camino, il ceppo, il paiolo e la fiasca del vino che, nella Toscana di Pascoli, era certamente panciuta e avvolta nella paglia. Siamo nel 1891 e in quella casa

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VIBRA IL CUORE ASSETATO NELL’INCANTO DELLA BELLEZZA CHE SA DI CIELO

Giacomo Leopardi – Fonte Skuola.net

Mi permetto, ad insaputa dell’Autore, di inserire queste umili righe e domande. Sarà proprio fuori contesto pubblicare queste belle considerazioni di Roberto Filippetti, e i versi di Leopardi, tra tutti questi articoli sul Sinodo in corso? E non sarà questo, forse, un’esempio di come poter vivere un vero dia-logo con il mondo nella Verità?

Marcello Giuliano

Dal Diario Facebook del 5 Ottobre 2023

Un anniversario che – se non vado errato – solo la rivista “Tracce” ha ricordato: i 200 anni della Canzone “Alla sua donna” di Leopardi, composta com’è detto nel manoscritto, in sei giorni nel settembre 1823.

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QUEL RUVIDO NODO D’AMORE

Antonello da Messina, Ecce Homo (1475) – Piacenza,
Collegio AlberoniFonte Wikipedìa

Dal Blog di Alfredo Tràdigo

Smagrito consunto quasi scolpito nel legno
Tutt’uno col giunco che ti lega spinoso
Il bel capo tondo e come fermaglio trattiene

Quei tuoi folti capelli inanellati dallo Spirito vivo

E quell’innocua cordicella per trainarti
Come tu fossi capretta o un tenero animale
Da condurre a un pascolo di sangue rotto

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