Lorenza Perfori

Fine vita, trappola gesuitica

Dottrina sociale di Stefano Fontana.

“Aggiornamenti sociali”, la rivista milanese dei Gesuiti, dedica un articolo del numero di novembre al fine vita. Padre Giacomo Costa scrive un “contributo per una legge condivisa”, e conclude: “Solo il rispetto e l’ascolto di tutte le posizioni, all’interno dell’orizzonte definito dalla nostra Costituzione, ci consentiranno di arrivare ad una legge che potremo autenticamente definire ‘nostra’ in quanto di tutti. Sarà tanto migliore quanto più saremo capaci di impegnarci nel dialogo che la sua elaborazione esige”. Un tempo si sarebbe chiesta una legge “giusta”, oggi invece si chiede una legge “condivisa”, che nasca dal confronto, dalla partecipazione, dal dialogo pubblico di “tutte le posizioni”, di “tutte le visioni del mondo presenti in una società pluralista”. Si tratta quindi di fondare la legge sul consenso e non sulla giustizia Continua a leggere

Sarah: “Celibato, preghiera e dottrina: ecco come usciremo dalla crisi della Chiesa”

di Robert Sarah*.

“Come siamo arrivati a tanta follia tanto da respingere in modo schiacciante Dio?”. Partecipatissima presentazione a Milano del libro del cardinal Robert Sarah nell’evento promosso dalla Nuova Bussola Quotidiana. La crisi della fede, della Chiesa e dell’uomo. “Senza Cristo le nostre riforme sono una rovina”. E ancora: il celibato (“nessun bisogno potrà cancellarlo”), la perdita del sacro (“ci sono preti che non credono alla presenza reale dell’Eucarestia), le responsabilità dei vescovi (“Abbiamo decristianizzato l’Occidente), “l’enciclica” di Benedetto XVI e il paganesimo. “Se la Chiesa parla di fenomeni sociali, subisce la pressione per cambiare il suo insegnamento su celibato e morale sessuale”. Il Prefetto del Culto Divino ha analizzato e denunciato i mali di oggi. Ma anche offerto i rimedi per la rinascita. Quali? Anzitutto ricominciando a pregare come sta facendo Ratzinger: “Digiunate per la codardia dei vostri pastori”.  Continua a leggere

I polacchi e gli ungheresi conoscono bene il nazi-comunismo

di Francesco Agnoli.

Per capire meglio cosa accade oggi nell’ Ungheria di Viktor Orban e nella Polonia di Jaroslaw Kaczynski, due paesi ex comunisti fortemente identitari, occorre tornare ad uno dei tanti episodi della storia poco raccontati, sebbene cruciali: il patto Von Ribbetrop-Molotov del 23 agosto 1939, che portò allo scoppio della II guerra mondiale e che vide Hitler e Stalin alleati per ben 22 mesi. In quel patto nazi-comunista l’Europa orientale veniva spartita tra  due dittatori. Continua a leggere

Crolla un Muro, assolto il Costruttore

di Marcello Veneziani.

Ma la Caduta del Muro di Berlino è solo un caso di edilizia abusiva? Chi lo edificò, quel maledetto muro, Hitler, Nixon o Trump da ragazzo? Ma davvero col crollo del Muro di Berlino cadde finalmente il nazionalismo, con le sue frontiere chiuse e cominciò il via libera ai flussi migratori? A leggere e vedere le cronache di oggi a trent’anni dal Muro di Berlino, l’impressione che resta è questa. E l’immagine ricorrente è una specie di festa, di concerto pop, dei centri sociali tra muri caduti e murales.

In tutta questa rappresentazione manca il protagonista, sparisce il costruttore del muro: il comunismo. Continua a leggere

Ruini, Mattarella e gli esegeti del Quirinale

di Gaetano Quagliariello.

Il cardinale Ruini non ha mai negato la rilevanza storica dei “democratici”. Ha piuttosto fotografato l’avvento di un nuovo contesto nel quale chi ritiene che al centro delle opzioni politiche debba esserci la concezione dell’uomo, che la prima ecologia sia quella umana, che la difesa della libertà passi anche dal recupero di una identità culturale che appartiene a credenti e non credenti, non può essere tacciato di integralismo: si limita a contrapporre una visione laica a un’altra visione laica di segno opposto che è stata egemone nel ‘900 e oggi, semplicemente, non lo è più perché non ha compreso le linee di frattura del nuovo mondo. Se oggi, nel mutato contesto, questa corrente “antropologica” del cattolicesimo riuscirà nell’obiettivo di dare a uno schieramento politico (il centrodestra) un imprinting culturale adeguato ad affrontare le grandi sfide del nuovo secolo, potrà incidere assai più in profondità di quanto non possa fare una corrente “democratica” sempre più incline ad assecondare lo spirito del tempo Continua a leggere

Il suicidio degli italiani

di Marcello Veneziani.

Cos’hanno in comune le coppie che non vogliono avere figli, i ragazzi che se ne vanno all’estero, i pensionati che prendono la cittadinanza in paesi dove il costo della vita e delle tasse è più basso; oppure quanti rigettano i simboli viventi della vita italiana, dal crocifisso al presepe, quelli che chiedono di abbattere le frontiere e di lasciar entrare chiunque decida di vivere da noi e i censori che condannano chiunque voglia tutelare la nostra identità nazionale? Concorrono tutti, spesso a loro insaputa, al suicidio degli italiani o se preferite alla loro eutanasia. Corale, anche se spesso individuale. Continua a leggere

Cattolici & politica, il dramma è la fede in crisi

di Stefano Fontana.

Se tanti uomini di Chiesa oggi si appiattiscono sui problemi politici è perché è in crisi la loro fede. Però è anche vero che, affrontando primariamente i temi politici, si perde anche la fede, volendo partire dall’uomo si modifica la nostra visone di Dio e la fede in Lui. Entrando direttamente in politica, senza la fede, si ha come un’ondata di ritorno che corrompe anche la fede. Continua a leggere

Più rispetto per i n.

di Marcello Veneziani.

Ieri mi ha fermato un africano per vendermi qualcosa e mi ha detto “Fratello bianco”. Io gli ho risposto: “Ma come ti permetti?” Lui è rimasto allibito, pensando che ce l’avessi col fratello, invece ho proseguito: “a me bianco non me l’ha mai detto nessuno”, alludendo alla mia carnagione scura. Lui ha sorriso e mi ha detto: “Io però sono n., tu sei solo scuro”. Non posso pronunciare la parola perché è vietata dalla polizia culturale e l’algoritmo la censura e l’inquisizione poi sospende il blog. Detesto la retorica di dire nero anziché n., sapendo che l’insulto è nell’aggettivo che può accompagnarlo o nel tono, non certo nella parola n. Peggio di nero, c’è solo la definizione di uomo di colore, come se lui fosse un pagliaccio variopinto e noi degli esseri incolori. Due offese in un colpo solo. Continua a leggere

Super Ex: non si può tacere su Ruini. Forse non ne poteva più…

di Marco Tosatti.

Con grande ritardo, ma non si può tacere sull’intervento del cardinal Ruini sul Corriere della sera di domenica. Anzitutto perché ha sollevato un salutare vespaio, destando le ire funeste di alcuni (i soliti Melloni, Riotta…) e la speranza di altri. La prima cosa da dire è che se Ruini ha parlato, è perché evidentemente non ne poteva più! In questi anni in tanti gli abbiamo chiesto e richiesto di intervenire, e il cardinale ha sempre negato. Forse per modestia, forse perché sa che la Chiesa di Bergoglio è fatta così: nessuno può parlare, tranne il capo e i suoi scherani. I cardinali stessi non sono cardine di nulla: devono essere maggiordomi e yes man. Anche per questo sono scelti tra personaggi di secondissimo piano, se possibile culturalmente scadenti come il capo. Se poi hanno qualche scheletro nell’armadio, meglio: terranno la testa bassa! Continua a leggere

News dalla rete
  • Fine vita, trappola gesuitica

    Dottrina sociale di Stefano Fontana. “Aggiornamenti sociali”, la rivista milanese dei Gesuiti, dedica un articolo del numero di novembre al fine vita. Padre Giacomo Costa scrive un “contributo per una legge condivisa”, e conclude: “Solo il rispetto e l’ascolto di tutte le posizioni, all’interno dell’orizzonte definito dalla nostra Costituzione, ci consentiranno di arrivare ad una legge che potremo autenticamente definire ‘nostra’ in quanto di tutti. Sarà tanto migliore quanto più saremo capaci di impegnarci nel dialogo che la sua elaborazione esige”. Un tempo si sarebbe chiesta una legge “giusta”, oggi invece si chiede una legge “condivisa”, che nasca dal confronto, dalla partecipazione, dal dialogo pubblico di “tutte le posizioni”, di “tutte le visioni del mondo presenti in una società pluralista”. Si tratta quindi di fondare la legge sul consenso e non sulla giustizia Leggi il seguito…

  • Sarah: “Celibato, preghiera e dottrina: ecco come usciremo dalla crisi della Chiesa”

    di Robert Sarah*. "Come siamo arrivati a tanta follia tanto da respingere in modo schiacciante Dio?". Partecipatissima presentazione a Milano del libro del cardinal Robert Sarah nell'evento promosso dalla Nuova Bussola Quotidiana. La crisi della fede, della Chiesa e dell'uomo. "Senza Cristo le nostre riforme sono una rovina". E ancora: il celibato ("nessun bisogno potrà cancellarlo"), la perdita del sacro ("ci sono preti che non credono alla presenza reale dell'Eucarestia), le responsabilità dei vescovi ("Abbiamo decristianizzato l'Occidente), "l'enciclica" di Benedetto XVI e il paganesimo. "Se la Chiesa parla di fenomeni sociali, subisce la pressione per cambiare il suo insegnamento su celibato e morale sessuale". Il Prefetto del Culto Divino ha analizzato e denunciato i mali di oggi. Ma anche offerto i rimedi per la rinascita. Quali? Anzitutto ricominciando a pregare come sta facendo Ratzinger: "Digiunate per la codardia dei vostri pastori".  Leggi il seguito…

  • I polacchi e gli ungheresi conoscono bene il nazi-comunismo

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  • Crolla un Muro, assolto il Costruttore

    di Marcello Veneziani. Ma la Caduta del Muro di Berlino è solo un caso di edilizia abusiva? Chi lo edificò, quel maledetto muro, Hitler, Nixon o Trump da ragazzo? Ma davvero col crollo del Muro di Berlino cadde finalmente il nazionalismo, con le sue frontiere chiuse e cominciò il via libera ai flussi migratori? A leggere e vedere le cronache di oggi a trent’anni dal Muro di Berlino, l’impressione che resta è questa. E l’immagine ricorrente è una specie di festa, di concerto pop, dei centri sociali tra muri caduti e murales. In tutta questa rappresentazione manca il protagonista, sparisce il costruttore del muro: il comunismo. Leggi il seguito…