Lorenza Perfori

I Paesi frugali, l’Italia e la bellezza delle cicale

di Roberto Marchesini.

Recovery Fund, al danno dei pochi spiccioli, si unisce la beffa: l’Italia, insieme ai Paesi mediterranei, è stata additata dal club dei «frugali» con lo sprezzante epiteto di «cicala». Eppure, le cicale impiegano il tempo nel canto, che è armonia e quindi riflesso dell’ordine dell’universo. L’Ue ci vorrebbe tutti formiche, ma sicuri che non sia solo invidia? Continua a leggere

La dittatura a sorteggio, il Paese a caso

di Marcello Veneziani.

In effetti aveva ragione lui, Giuseppe Conte. Passerà alla storia. L’Italia sarà un caso da studiare, unico, speciale, da manuale. Abbiamo inventato un modello senza precedenti: un regime monocratico, para-dispotico, semi-dittatoriale, in cui l’uomo solo al comando, l’autocrate, non è un dittatore venuto da un golpe militare, non è il capo di un partito o un movimento che conquista il potere, non è un duce salito su dal popolo che marcia sulla capitale e dispone di un consenso popolare e una milizia agguerrita, non è il discendente di una dinastia che decide di incoronarsi monarca assoluto, non è un tecnocrate andato al potere come Massimo Esperto che poi sospende la democrazia per governare coi pieni poteri e non è nemmeno il viceré, il proconsole, il governatore insediato da una potenza straniera alla guida di un paese colonizzato. Continua a leggere

I bonuscratici tirano 600 euro di monetine addosso alla democrazia

di Frodo.

Il problema non è che cinque parlamentari abbiano richiesto uno dei tanti bonus predisposti dall’esecutivo Conte in questa dissennata gestione della crisi-economico sociale. Partiamo col dire questo. Il problema, semmai, è che il Parlamento – quello che i grillini vorrebbero ridotto all’osso a mezzo referendum, con non pochi problemi prospettici di rappresentanza e rappresentatività per il territorio italiano ed i cittadini – è diventato una pesca delle occasioni. Un luogo cui ambire per sistemarsi. La cultura politica è svanita dall’Italia, e chi anima le sorti della nostra Repubblica può non possedere nel suo background un minimo di etica civile. Dobbiamo farcene una ragione. Continua a leggere

Guadagnerai il pane con il sudore della fronte. Dalla cultura della domanda alla cultura dell’impegno

di Daniel Passaniti.

Raggiungere la piena occupazione e un’equa distribuzione della ricchezza presuppone che l’economia cresca in termini reali, che vi sia produzione e aumento della ricchezza, dal momento che nulla può essere distribuito se non lo si è prima prodotto mediate lavoro e sforzo. Ed ecco uno dei problemi dell’Argentina: la successione di governi populisti e demagogici che hanno enfatizzato il paradigma distributivo, ingiustamente ingigantendo il bilancio statale per perpetuare programmi di aiuto sociale, soffocando il settore produttivo che genera ricchezza, hanno abituato gran parte della società a ricevere un reddito senza alcuna contropartita, a chiedere e rivendicare senza fare gli sforzi necessari per ottenere, con i propri mezzi, un discreto livello di sussistenza. In questo modo, la povertà è stata trasformata in miseria consentita, se non voluta dal governo di turno. La cultura della domanda ha sostituito la cultura dello sforzo e diverse generazioni di argentini ne sono state vittime Continua a leggere

Il pensiero greco è parte integrante della fede cristiana. La storia della filosofia greca di Stefano Fontana

di Silvio Brachetta.

È vero che «filosofia», per l’umile Pitagora, è l’«amore della sapienza». È anche vero che qualcuno si azzardò – il gruppo dei sofisti – ad omettere il «filo» e a indicare se stesso come sophistés, sapiente. Ma questi eccessi di umiltà o di orgoglio oscurano la verità forse più grande che il pensiero greco avrebbe voluto tramandare: l’uomo ha la dignità, la vocazione, di accostare e convivere abitualmente con nulla di meno della sapienza. La scienza è grande, così come l’arte o la tecnica, ma la sapienza è più grande di ogni disciplina ed è l’unico vero cibo spirituale con cui l’anima può sopravvivere. Continua a leggere

Ddl Zan: non si tratta solo di una minaccia alla libertà di opinione

di Fabio Fuiano.

Tavolo di Lavoro sul dopo-coronavirus.

L’unico modo per vincere questa battaglia è adottare il principio dell’agere contra: per cui alla falsità si deve opporre la verità e al vizio la virtù. Senza una strategia del genere non metteremo mai in discussione le fondamenta su cui si basano certe proposte di legge e continueremo a subire cocenti sconfitte, come è già accaduto in passato. Se oggi siamo arrivati ad una tale dissoluzione morale e sociale, lo dobbiamo ad una rinuncia del mondo cattolico ad essere militante in virtù di una difesa incondizionata della libertà che però, senza la verità perde totalmente di significato e si tramuta in schiavitù Continua a leggere

Com’è buono (e inetto) il Comitato degli scienziatoni

di Andrea Zambrano.

Dai verbali desecretati del Cts emerge la volontà di imporre le norme del lockdown come esperimento di intruppamento sociologico. L’incredibie vademecum ai bambini: sveglia, bagno, colazione, igiene personale, attività domestiche e scolastiche. È l’insopportabile pretesa, tipica di uno Stato totalitario, di togliere la libertà insegnando a mamma e papà a fare i genitori. Questo daily plan andrebbe studiato nelle università di tutto il mondo perché è la prova che il Cts altro non era che una scusa per disporre della nostra libertà e intelligenza. È un insulto alla nostra pazienza, un’insopportabile e moralistica presa per il naso da parte di signorinessuno che hanno la grande responsabilità di aver dettato al governo l’azzoppamento di questo Paese Continua a leggere

News dalla rete
  • I Paesi frugali, l’Italia e la bellezza delle cicale

    di Roberto Marchesini. Recovery Fund, al danno dei pochi spiccioli, si unisce la beffa: l’Italia, insieme ai Paesi mediterranei, è stata additata dal club dei «frugali» con lo sprezzante epiteto di «cicala». Eppure, le cicale impiegano il tempo nel canto, che è armonia e quindi riflesso dell’ordine dell’universo. L’Ue ci vorrebbe tutti formiche, ma sicuri che non sia solo invidia? Leggi il seguito…

  • La Raggi scatta, ma il MoVimento è già finito

    di Frodo. Virginia Raggi ha rotto gli indugi, affermando in almeno due occasioni in poche ore (a Il Foglio e alla sua maggioranza) di voler correre di nuovo per la poltrona di primo cittadino della capitale. L’incubo dei romani potrebbe non essere terminato. Leggi il seguito…

  • La dittatura a sorteggio, il Paese a caso

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