LUTERO, RIVOLUZIONE SENZA APPELLO

IMG_4703

 

Lutero maestro della fede, cultore della buona musica, grande riformatore del Cristianesimo? A leggere l’articolo firmato da Chiara Bertoglio sul sito di Avvenire, sembra che il monaco tedesco sia questo ed anche di più. Scrive la Bertoglio: «Nella storia del cristianesimo, c’è stato un teologo di grande importanza […] Un cristiano appassionato della parola di Dio”. Ed ancora: “Un leader religioso […] un colto dottore in teologia». A leggere l’elenco di complimenti impallidirebbe anche il più santo tra i santi. Sarà forse necessario ricordare

alla Bertoglio cosa insegnano il Catechismo della Chiesa Cattolica e il Magistero sul monaco ribelle.

La storiografia contemporanea ha ormai abbandonato quasi del tutto l’espressione “Controriforma” di anti – luterana memoria in quanto immagine falsata di una chiesa considerata dal monaco tedesco (e da buona parte della propaganda modernista) retriva e oscurantista, contraria a qualsiasi tentativo di rinnovamento. In realtà oggi si parla, per lo più, di Riforma Cattolica, intendendo con essa la grande stagione riformista che ha attraversato il XVI secolo ed è culminata con il Concilio di Trento. Di certo è vero che la spinta luterana ha scosso la Chiesa dalle fondamenta favorendone il rinnovamento. È però solamente all’interno di questo rapporto che trova giustificazione la sua dimensione indicata come “Controriforma”, anche perché, semplicemente, in Lutero non albergava nessuna idea riformista.

Ad Avvenire sarà forse sfuggito che le idee del «colto dottore in teologia» siano già state giudicate eretiche, non solo da Papa Leone X con la bolla “Exsurge Domine” del 15 giugno 1520, nella quale si condannano 41 proposizioni luterane (bolla peraltro che il «teologo di grande importanza» bruciò con gran disprezzo davanti ai suoi studenti), ma anche dal magistero di San Pio X, che nel Catechismo Maggiore definisce il Protestantesimo come «la grande eresia prodotta e divulgata principalmente da Lutero e da Calvino». «Questi novatori – prosegue San Pio X – col respingere la Tradizione divina riducendo tutta la rivelazione alla S. Scrittura, e col sottrarre la S. Scrittura medesima al legittimo magistero della Chiesa, per darla insensatamente alla libera interpretazione dello spirito privato di ciascheduno, demolirono tutti i fondamenti della fede, esposero i Libri Santi alla profanazione della presunzione e dell’ignoranza, ed aprirono l’adito a tutti gli errori».

La Chiesa, Madre e Maestra, arrivò ad affermare con il Papa della Pascendi che «Il protestantesimo o religione riformata […] è la somma di tutte le eresie, che furono prima di esso, che sono state dopo, e che potranno nascere ancora a fare strage delle anime». Ora se si può imputare a papa Leone X una certa fretta nel giudicare un fenomeno che forse andava meditato nel tempo, ciò non si può certamente dire di Pio X, il quale muove parole di fuoco quattrocento anni dopo la nascita della “chiesa” protestante, dopo avendone constatato gli effetti e le terribili conseguenze per la fede. Cosa sia cambiato nel XX secolo tale da indurre ripensamenti così radicali circa i protestanti è mistero che avvolge certe alte (e basse…) sfere dell’ecumenismo nostrano. Cosa poi oggi di quelle eresie i protestanti disconoscano, tanto da essere chiamati “fratelli separati”, è altrettanto misterioso. Il fatto è che pare ci si trovi di fronte ad un fenomeno opposto: invece di ricondurre sulla via della Verità coloro che l’hanno abbandonata si sdoganano per vere idee e posizioni già condannate, rischiando di creare confusione sul piano della Dottrina e della prassi. Non è un caso che Gerard Muller, Prefetto per la Dottrina della Fede, in un recente discorso tenuto ai vescovi del Cile, abbia ricordato come si debba far attenzione affinché la Chiesa non si abbandoni ad una certa “deriva protestante”.

Anche l’ex Prefetto poi divenuto Papa Joseph Ratzinger, nel suo ormai noto libro intervista con Vittorio Messori “Rapporto sulla fede”, metteva già in guardia dal fenomeno della “protestantizzazione” della Chiesa Cattolica nel 1984. «Chi oggi parla di “protestantizzazione” della Chiesa cattolica, – sosteneva Ratzinger – intende in genere con questa espressione un mutamento nella concezione di fondo della Chiesa, un’altra visione del rapporto fra Chiesa e vangelo. Il pericolo di una tale trasformazione sussiste realmente; non è solo uno spauracchio agitato in qualche ambiente integrista». Deriva che certo non può essere fermata incensando troppo colui che ha combattuto la Chiesa come istituzione divina, i Sacramenti, la Tradizione e l’insostituibile necessità della ragione umana. Confidiamo che la “febbre” ecumenica che pare stia colpendo diversi apparati della Chiesa, possa comprendere che il dialogo è si possibile e necessario, purché si eviti di perdere “pezzi” di Verità che Dio stesso ha dato ai suoi pastori. La Verità, che è Cristo, è una ed essa non ci è stata Rivelata come la somma delle “verità”. Ci conforta una sola certezza: la Verità non può perdere, la Verità ha già vinto il mondo. Per quanti sforzi si possano fare, il risultato non potrà che essere scontato.

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Riti pagani in Vaticano, dopo lo sfregio la menzogna

      di Riccardo Cascioli. Una situazione surreale si trascina da giorni ai briefing del Sinodo: alle domande dei giornalisti che chiedono chiarimenti sui riti pagani svoltisi nei Giardini Vaticani il 4 ottobre e che si susseguono nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, i responsabili della comunicazione del Sinodo, Paolo Ruffini e padre Giuseppe Costa, prima fanno finta di non sapere e poi offrono versioni platealmente smentite dalle numerose testimonianze fotografiche e video. Intanto un sito di magia ed esoterismo esulta: «Finalmente la Chiesa riconosce l'importanza delle religioni pagane». Leggi il seguito…

    • La contraddizione più evidente del Sinodo sull’Amazzonia

      di Stefano Fontana. Se, come dicono, la Chiesa è in Amazzonia per dialogare con le culture indigene e difendere l’ecosistema, perché ci sarebbe bisogno di più sacerdoti, al punto da ordinare uomini sposati? Quello dei viri probati è solo uno stratagemma. E bisogna interrogarsi su cosa significhi, oggi, missione. Solo dalla fede e dall’annuncio di Cristo sorgono sacerdoti. Come dimostra la storia. Leggi il seguito…

    • L’opzione Domopac del democristiano Conte

      di Emanuele Boffi. Grillino coi grillini, cattolico coi cattolici. Il premier è come la pellicola trasparente: un contenitore che s’adatta al contenuto Poiché la Democrazia cristiana in Italia non muore mai, uno come Giuseppe Conte non poteva farsi sfuggire l’occasione di dimostrarsi fratello “anche” degli ultimi epigoni della Balena bianca. Sceso ad Avellino in terra demitiana, il premier ha svolto una lectio magistralis sul contributo dei cattolici nei lavori dell’Assemblea costituente. Ad ascoltarlo in platea, raccontava ieri sul Corriere Francesco Verderami, «il vecchio sinedrio [Dc] seduto in prima fila: De Mita, Bianco, Mancino, Zecchino, Gargani, Mastella». Leggi il seguito…

    • Il governo in procinto

      di Marcello Veneziani. Ma che roba è questo governo giallorosso? Proviamo a dare una definizione attinta dalla grammatica politica, anzi solo dalla grammatica, visto che la politica sta morendo di miseria. Questo è un governo perifrastico, un costrutto artificioso fondato sul participio futuro. La perifrasi, spiegano i dizionari, esprime l’imminenza di un’azione, l’intenzione di fare qualcosa o la predestinazione a compierla. Ecco il Premier “Siamo in procinto di”, segue a ruota il leader “Siamo sul punto di”, appresso viene il Ministro “Ci accingiamo a”. È la grammatica del potere grillo-sinistro, un governo intenzionale, di annunciatori e futurologi. Stanno sempre per fare qualcosa che sarà una svolta epocale, ma non è fatta ancora, verrà. Leggi il seguito…

    Eventi

    Ancora nessun post.