Un laico della TOFI scrive a padre Fidenzio Volpi

di Ing . Allocca Antonino
Caro Padre Volpi,
per fortuna che oggi la dittatura è finita , a parte qualche residua traccia ancora nei paesi del terzo mondo.
– Se per raddrizzare un Istituto religioso,( perché ci sono dei problemi interni dovuti a torto o a ragione al Padre Fondatore), si devono adottare dei sistemi di polizia sovietica, allora, siamo
proprio fuori della Chiesa Cattolica, che invece predica amore e rispetto per il prossimo.
– Se per unificare bisogna dividere, allora, in quello che sta facendo o che ha fatto fino adesso c’è un’intrinseca contraddizione : i padri insegnanti, che Lei ha allontanato dalle loro sedi, accusandoli di educare contro il Concilio Vaticano II e contro il Santo Padre i giovani frati che si devono preparare per il sacerdozio, sono gli stessi che nel corso degli anni passati a tutt’oggi hanno educato e formato anche noi laici, e nessuno di noi può dire che nelle loro meditazioni e omelie abbiano mai parlato contro il Concilio Vaticano II e contro il Santo Padre, anzi ci hanno illuminato sempre più a rispettare il Concilio Vaticano II e ad amare il Santo Padre .

– Se per giustificare certe drastiche misure prese ( guarda caso solo unilateralmente: ha dato solo retta alle richieste di pochi frati, senza tener conto della maggioranza – e questa è la verità – ) ha bisogno di trincerarsi dietro il nome del Santo Padre, allora, debbo pensare che Lei non è in grado di unire, ma solo di dividere, perché non riesce o non vuole vedere la vera realtà della situazione.

– Se per far tacere i laici, che seguono da sempre il carisma originario dei frati francescani dell’Immacolata e dal quale hanno tratto enormi benefici di maggiore ed autentico amore alla Chiesa e al Santo Padre, Lei si è ridotto a vietare le loro riunioni ( o come le chiama Lei “ incontri sociali “) e le loro attività di formazione e cammino spirituale; o, peggio ancora, ad impedire di fare indossare lo scapolare ai Terziari, allora, questo è un chiaro segno di debolezza e di mancanza di dialogo .

– Come fa a dire che le riunioni possono essere occasione di “ dileggio contro il Papa, contro di Lei e contro i frati” se a dette riunioni non è presente nessun frate francescano dell’Immacolata, dal momento che, bruscamente e stalinianamente, ha deciso di non mandarne ?

– Quando fa delle accuse così forti, per acquistare credibilità in quelli che leggono i suoi scritti sulla stampa e che non conoscono i fatti reali, e parla addirittura di accuse contro il Papa, perché non porta le prove ?

– Il Santo Padre, chiariamolo una volta per tutte, entra solo nella Sua nomina, ma non certo in quello che Lei fa. Se poi, solo perché nominato dal Santo Padre, Lei acquista anche l’infallibilità, ce lo dica !

– Quando si svolge un incarico pubblico, bisogna pure accettare le critiche (non dico le offese).

– Quanto poi alle accuse di “ deriva cripto-lefebvriana “ fatte al Fondatore dai soli frati ribelli, ribatto che questa è la più grande falsità e menzogna, perché Padre Stefano, da quando ha iniziato a seguire il motu proprio di Benedetto XVI, non ha mai obbligato nessun frate a celebrare messa in latino ; tanto è vero che il padre spirituale del mio Cenacolo, Padre Massimiliano Maffei, che Lei ha allontanato dal suo incarico senza dare nessuna motivazione, ha sempre celebrato messa in italiano perché non se la sentiva di dirla in latino . E il Fondatore non ha mai avuto nulla da obiettare al riguardo.

– Dulcis in fundo: l’accusa infame che ha fatto inorridire, disgustare noi laici è quella che lei ha lanciato contro Padre Stefano Manelli quando Lei dice che “ ha affidato ai suoi familiari e figli spirituali tutti i beni mobili e immobili dell’Istituto“, con una chiara allusione ed insinuazione ad un passaggio di proprietà dai frati ai laici . Ma come si permette ? Questo è un comportamento completamente scorretto ed illegale . Tutte queste accuse dimostrano ancora di più con quanto odio e con quanta avidità per i beni materiali Lei si sta scagliando contro il Fondatore e i laici suoi devoti .

– Di tutte queste accuse, stia tranquillo, ne renderà conto a noi, quanto prima, nelle sedi opportune .
Tanto per correttezza, per mettere i puntini sulle ” i” . Quando è troppo, …..è troppo !
Roma, 07 dicembre 2013

Ing . Allocca Antonino

Un benefattore dell’Istituto
Terziario francescano
Direttore della Fraternità TOFI di Roma

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