VIAGGIO NELLA SANTITÀ CAPPUCCINA. Evangelizzazione apostolica come «ridondanza di amore» (8)

Crocifisso venerato nel Convento di San Givnni Evangelista dei Frati Minori Cappuccini in località Barbarano, a Salò (BS). Il Convento fu eretto nel Sec. XVI. Foto di Marcello Giuliano

Il Servo di Dio Francesco Saverio Toppi († 2007) nell’introduzione alle prime costituzioni di Roma-S. Eufemia del 1536 cosi scriveva: «Nessun testo legislativo può paragonarsi a questo del 1536 per la sua importanza storica, giuridica e soprattutto spirituale. Fino ai nostri giorni è rimasto il codice fondamentale dell’Ordine, sostanzialmente ripreso nei testi

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Risorgimento: non è tutto oro…

Il processo che ha portato all’unità nazionale è stato in gran parte mitizzato ma accanto a qualche indubbia luce ci sono molte ombre che la storiografia ufficiale ha occultato per lungo tempo. Dal sito Rassegna Stampa la relazione tenuta al convegno di studi ” La nascita dello Stato italiano”, in occasione del 145° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia, organizzato dalla Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante (Aespi) di Milano, il 17 marzo 2006

Che l’Italia possa finalmente condividere una memoria comune è auspicio risalente nel tempo, purtroppo ben lontano dal realizzarsi, come dimostrano non solo le accese contrapposizioni cui ancora si assiste sui temi del fascismo e dell’antifascismo, ma anche quelle che si scatenano non appena si tocchi in maniera non conforme alla vulgata ufficiale una di quelle pagine di storia che, a distanza di quasi un secolo e mezzo, i «vincitori» pensavano ormai di aver archiviato, in quanto definitivamente imposta — tramite un uso propagandistico della memorialistica e la reiterazione di racconti di comodo in migliaia di pubblicazioni e manuali scolastici — ai «vinti».

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Il commercio degli schiavi fu prima di tutto responsabilità degli arabo- musulmani

Secondo la vulgata prima di sinistra e oggi woke l’uomo bianco deve espiare tra i suoi molti peccato anche la tratta degli schiavi, ma si dà il caso che furono innanzitutto i mercanti islamici ad alimentare il traffico di carne umana che provocò tra i 15 e i 17 milioni di vittime solo nell’Africa subsahariana. Un traffico che si fermò molto dopo quelli verso l’Occidente. Ma questo pochi lo sanno

In un mondo parallelo La capanna dello zio Tom, anziché svolgersi nel Kentucky di metà Ottocento, avrebbe potuto benissimo essere ambientata in Turchia, in Oman o in Egitto. Anche lì, infatti, sono stati deportati milioni di schiavi africani, vittime di una tratta di esseri umani che ancor oggi è poco conosciuta. E ancor meno condannata. Eppure la tratta schiavista del mondo arabo è stata assai più duratura e crudele di quella atlantica, che pure ha portato milioni di giovani africani a diventare merce e a solcare l’oceano in direzione del Nuovo Mondo colonizzato dagli anglosassoni, dai francesi, dagli spagnoli e dai portoghesi. I numeri parlano chiaro: la tratta atlantica durò quattro secoli (dal XVI al XIX) e provocò la deportazione di circa 10-12 milioni di persone, delle quali il 20 per cento morì durante la navigazione.

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Memoria di una Unità malfatta

Gli italiani non conoscono la loro vera storia patria. Per loro Garibaldi è ancora un eroe, il Risorgimento fu glorioso e i meridionali che osarono ribellarsi erano “briganti”. Ma la verità è un’altra e così rimaniamo un popolo diviso, incapace di ricucire le proprie ferite.

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Quando la fede fa bene allo Stato. L’Equador di Garcia Moreno

Garcia Moreno governò in nome della dottrina sociale e del Vangelo riportando pace e prosperità in un paese devastato dalle ideologie liberali e dalla massoneria. Un esempio per le nostre democrazie e i nostri politici, sempre più screditati agli occhi del popolo.

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