Chi sono io?

Chi sono io? È la domanda che ognuno dovrebbe porsi almeno una volta nella vita, ma può sembrare strana e persino sconveniente in tempi così caotici, confusi e spesso distratti come gli attuali.

Ultimamente molti sono stati sollecitati a riflettere su questo quesito fondamentale, grazie a un semplice, brevissimo video dell’attore James David Van Der Beek, molto amato dal pubblico più giovane per il ruolo di protagonista nella fortunata serie televisiva Dawson’s Creek, trasmessa negli Stati Uniti dal 1998 al 2003.

L’11 febbraio scorso, anniversario delle apparizioni di Lourdes e Giornata del malato, l’ex idolo delle adolescenti è morto in seguito a un cancro estremamente aggressivo, che ne ha devastato il fisico, ma ne ha purificato e reso più forte l’anima, al punto da indurlo a donarci questa preziosa testimonianza, in occasione del proprio quarantottesimo e ultimo compleanno. È un miracolo della fede, incomprensibile a chi ritiene che la nostra esistenza si esaurisca su questa terra.

Van der Beek ripercorre le tappe della sua vita in rapporto alla propria identità e alle più profonde esigenze del cuore, dalla carriera di attore, al ruolo di marito e padre orgoglioso di 11 figli (di cui 6 viventi), fino alla completa spoliazione, cui l’ha costretto la malattia. In questo abisso di dolore, ha incontrato l’infinito amore di Dio, al punto da affrontare la morte con coraggio, fede e grazia, come testimoniano i suoi familiari e gli amici.

Può sembrare follia a chi non l’ha sperimentato, perciò è molto più efficace riportare le parole dello stesso James (https://www.youtube.com/shorts/tbtegtNeVlk):

Oggi è il mio compleanno. Ed è stato l’anno più difficile della mia vita.

Voglio condividere con voi qualcosa che ho imparato.

Quando ero più giovane, mi definivo solo come attore, giusto? Il che non è mai stato così appagante.

Poi sono diventato marito ed è stato molto meglio. Poi sono diventato padre… ed è stato il massimo. Potrei definirmi come un marito amorevole, capace, forte e solidale, un padre, un capofamiglia, un custode della terra su cui abbiamo la fortuna di vivere. E per molto tempo mi è sembrata un’ottima risposta alla domanda ‘Chi sono? Cosa sono?’

Poi mi sono trovato faccia a faccia con la morte. E tutte quelle definizioni a cui tenevo così tanto mi sono state strappate via. Ero lontano per le cure. Non potevo essere un marito che aiutava sua moglie. Non potevo essere un padre che accompagna i figli a scuola, li mette a letto, è lì per loro. Non potevo nemmeno essere un sostegno economico perché non lavoravo.

Mi sono trovato davanti a una domanda: se sono solo un uomo troppo magro, debole, solo in un appartamento con il cancro… chi sono io?

Ho meditato. E la risposta è arrivata.

Sono degno dell’amore di Dio. Semplicemente perché esisto.

E se sono degno dell’amore di Dio… non dovrei essere degno anche del mio?

E questo vale anche per voi.

Se non credete in Dio, potete dirlo così: sono degno di amore.

Mentre attraverso questo percorso di guarigione … volevo condividere questa cosa con voi. Perché quella rivelazione è arrivata anche grazie a tutte le preghiere e all’amore che mi avete rivolto. Quindi ve la offro qualunque sia il suo posto nella vostra coscienza, qualunque sia la sua risonanza in voi.

Grazie a tutti per l’amore e le preghiere. Vi auguro una giornata benedetta.

Views: 82

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.

Author: Wanda Massa

Wanda Massa, nata a Milano, vive in provincia di Monza. Laureata in Scienze dell’Informazione, ha lavorato per oltre vent’anni in società di consulenza informatica.  È impegnata in realtà prolife, in particolare l'associazione Ora et Labora in difesa della Vita. Collabora saltuariamente con il blog di Sabino Paciolla e con il foglio La Domenica della Società San Paolo. Con un piccolo gruppo di amici ha ideato la Rete nazionale Patris Corde e amministra la chat telegram omonima. È tra i fondatori dell'associazione Luces Veritatis che ha l'obiettivo di riportare Cristo al centro della società attraverso la creazione di una rete di comunità ispirate alla regola benedettina e alla dottrina sociale della Chiesa.