Firmiamo per la pace. Parla Enzo Pennetta

Premessa: parlando del conflitto in corso, papa Francesco ha detto più volte di non cadere nella trappola manichea: non c’è il Bene da una parte e il male dall’altra. Accanto alle responsabilità russe, c’è infatti un mondo occidentale (scristianizzato) che ha condotto una serie di guerre sanguinose e disastrose (Iraq, Libia, Siria…), ammantandole sempre di buoni propositi, e che da tempo “abbaia alle porte della Russia“.

Di qui la sua attività per la pace, che possiamo accompagnare con un’azione concreta nel nostro paese: firmare contro l’invio di armi in Ucraina; armi che non hanno altro fine che quello di rendere il conflitto sempre più profondo e devastante. La parola ad Enzo Pennetta, promotore del comitato Ripudia La Guerra che propone un referendum abrogativo delle leggi che consentono all’Italia l’invio di armi all’Ucraina future.

Il comitato Ripudia La Guerra, più specificamente, “chiede di togliere al Governo il potere di derogare il divieto di esportazioni di armi ai Paesi coinvolti nei conflitti attraverso la semplice informativa al Parlamento, come invece accade oggi: in questo modo, affermano i promotori, ‘ogni decisione futura volta a inviare armi in teatri di guerra, richiederebbe una legge formale e dunque la piena assunzione di responsabilità politica del Parlamento’ (Lapressa).

Siete contro l’invio di armi in Ucraina: perché?

«Per più di un motivo, innanzitutto non è vero che l’invio di armi contribuirà a far terminare prima la guerra, la situazione sul campo dimostra solamente che si è aggravato il numero dei caduti perché ad ogni azione corrisponde una reazione di pari intensità. L’idea di vincere militarmente sconfiggendo la principale potenza nucleare del pianeta può portare solamente alla Terza guerra mondiale.

In secondo luogo si tratta di uno spreco di denaro pubblico che viene tolto dagli investimenti nella sanità, nella scuola nelle infrastrutture, le cifre di cui si parla si aggira intorno ai 10 miliardi di euro che avrebbero potuto e dovuto trovare un altro impiego».

Cosa vi proponete con questo referendum?

«L’obiettivo principale è quello di evitare una escalation che porterebbe ad una Terza guerra mondiale che inevitabilmente sfocerebbe nell’uso di armi nucleari. L’Italia costituisce un elemento importante del blocco Atlantico, se la volontà popolare si esprimesse per un’ uscita dal coinvolgimento bellico inevitabilmente se ne dovrebbe tener conto. Alcuni obiettano che in questo modo si favorisce la vittoria della Russia, ma come dicevo prima la Russia non può essere sconfitta senza innescare una guerra nucleare, questa soluzione semplicemente non è praticabile. A prescindere dai torti e dalle ragioni ci proponiamo di spingere verso una trattativa che assicuri stabilità e sicurezza di tutte le parti in causa, e non ultimo il rispetto della volontà delle popolazioni che risiedono nei territori interessati».

Lei è cattolico, come vede l’ azione della Santa Sede in questa vicenda?

«La Santa sede che per prima anni fa si espresse in termini di una guerra mondiale “ma a pezzetti”, si è dimostrata più realista di qualsiasi paese occidentale riconoscendo l’errore di aver portato la Nato ad “abbaiare” ai confini della Russia. Questo implicitamente significa che viene chiesta una trattativa che garantisca la sicurezza di tutti. Per il resto come sappiamo la grande autorità morale della Chiesa le consente di giocare spesso dei ruoli importanti ma sappiamo anche che affinché questo possa avvenire c’è bisogno che la stampa giochi un ruolo positivo, cosa che obiettivamente in questo momento non si vede».

Intervista comparsa su La voce del Trentino

Vedi anche: https://www.byoblu.com/2023/05/21/sulla-guerra-diamo-la-parola-agli-italiani-ferrari-pennetta-quireferendum/

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Autore: Francesco Agnoli

Laureato in Lettere classiche, insegna Filosofia e Storia presso i Licei di Trento, Storia della stampa e dell’editoria alla Trentino Art Academy. Collabora con UPRA, ateneo pontificio romano, sui temi della scienza. Scrive su Avvenire, Il Foglio, La Verità, l’Adige, Il Timone, La Nuova Bussola Quotidiano. Autore di numerosi saggi su storia, scienza e Fede, ha ricevuto nel 2013 il premio Una penna per la vita dalla facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, in collaborazione tra gli altri con la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e l’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana). Annovera interviste a scienziati come  Federico Faggin, Enrico Bombieri, Piero Benvenuti. Segnaliamo l’ultima pubblicazione: L’anima c’è e si vede. 18 prove che l’uomo non è solo materia, ED. Il Timone, 2023.

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