Enrico Maria Romano

Guareschi, una associazione cattolica ci va in pellegrinaggio

guareschi

Si dice ripetutamente che il romanziere Giovanni Guareschi (1908-1968) sia l’autore, o almeno l’autore novecentesco, più letto all’estero, ed anche il più tradotto nei mille idiomi del pianeta. Il che, se fosse vero, sarebbe un bel vanto per la nostra cultura, nazionale e religiosa, essendo impossibile concepire un Guareschi e la sua celeberrima saga, al di fuori della cattolicità e dell’italianità del secondo dopoguerra.

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Liverani acattolico?

avvenire_landing_blCome varie volte ha sottolineato il quotidiano indipendente La Verità, Avvenire – il “quotidiano di ispirazione cattolica” in Italia – ultimamente sta annacquando sempre più cotal nobile ispirazione. Addirittura, a volte, sembrerebbe un giornale laico-laicista-progressista, sullo stile, certo inarrivabile, di Repubblica, La Stampa o Il Corriere della Sera.

Si pensi alla lotta accanita condotta dal direttore Tarquinio e dai suoi contro Donald Trump, presentato più o meno come un demonio eletto misteriosamente presidente, o alla feroce condanna del Brexit e del cosiddetto populismo. Tutte battaglie sicuramente iper-politiche e arci-divisive che richiederebbero, in sé e per sé, più misura in un organo finanziato dalla CEI, Conferenza episcopale che vuol essere una istituzione aperta a tutte le sensibilità e non lontana da alcun cittadino della paese…

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Mons. Benigni e l’uso politico della storia

BenigniVOL2-194x300Che l’uso della storia per finalità di indottrinamento o di proselitismo sia qualcosa di diffuso e di attestato, ecco una verità fattuale che nessuna persona di mondo si sentirebbe di contestare.

La cosa paradossale è che tale uso politico o ideologico, viene spesso anzi normalmente ritenuto appannaggio delle dittature e dei regimi autoritari (fascismi e comunismi) ed essendo sepolti questi, il problema sarebbe sepolto con essi. Riduzionismo evidente o angelismo beota.

E’ palese che qui si gioca con le parole o c’è chi fa, per ragioni di comodo, il finto tonto. Dal processo di Norimberga (1946) in poi infatti, è apparso più chiaramente che mai il valore del motto secondo cui “la storia la scrivono i vincitori”. Continua a leggere

Trump e la Dottrina sociale della Chiesa

Donald-TrumpMolto spesso viene citata o almeno chiamata in causa, negli ambienti più disparati, la Dottrina sociale della Chiesa, per attribuire ad essa tutto e (quasi) il contrario di tutto. Pochi giorni fa il giornalista Francesco Agnoli, dalle colonne della Verità, ha mostrato il distacco tra le posizione cattoliche in materia di società e quelle espresse dal quotidiano di ispirazione cattolica Avvenire. La questione in ballo era il trattamento di Trump, dalla stampa cattolica ufficiale bollato più o meno come eretico, demoniaco e anti-cristiano. Ma il problema in realtà è più generale.

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3 mesi fa, il 31 ottobre 2016, il papa commemorava Lutero a Lund

bergoglio_luteroDal Concilio Vaticano II (1962-1965) in poi si registra una netta e crescente volontà, da parte delle autorità cattoliche di passare, in rapporto a tutte le religioni, le ideologie, le mode del momento e le tendenze culturali, “dall’anatema al dialogo” (come recita il titolo di un libro un tempo celebre del filosofo francese Roger Garaudy).

Il Concilio stesso parla lungamente di ecumenismo tra cristiani nel decreto Unitatis redintegratio, arrivando perfino a dire, nero su bianco, che tra i beni condivisi dalle varie chiese cristiane, non esclusi dunque luterani e calvinisti, ci sarebbero niente di meno che la Scrittura e la fede (così ai nn. 3 e 23).

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Un nuovo libro: “Pensieri controrivoluzionari. Fede, società, cultura”

libro campariIl desiderio dell’uomo di conoscere è illimitato, anzi anche qui vale il detto motus in fine velocior. Ovvero più si sa e più si desidera sapere, sapendo bene quanto ancora non si sa.

Esistono però due tipi di conoscenze, né contrarie né contradditorie che si completano perfettamente, quando ciò accade. La prima è la conoscenza speculativa, teoretica, astratta del filosofo o dello scienziato. Conoscenza utilissima in sé e per sé, ma conoscenza che può accompagnarsi anche all’ozio, all’ignavia, alla passività, all’egoismo più grezzo e brutale.

La seconda è la conoscenza di chi, pur volendo acquisire dati e informazioni, elementi e concetti, desidera diffondere la conoscenza acquisita. Come il motto avito dei padri domenicani che recitava così: “Contemplare e portare agli altri il frutto della contemplazione”.

Questa seconda conoscenza si basa sulla prima, ma rispetto alla prima è completiva e assiologica.

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Terremoti, castighi e Provvidenza. Galantino e Becciu ripassino il catechismo e usino quella misericordia che tanto declamano

  1. Tutti coloro che sono attenti all’attualità hanno preso conoscenza del recente caso Cavalcoli. Il sacerdote domenicano parlando su Radio Maria ha stabilito un nesso tra i terremoti e il peccato umano, e così è stato condannato dal laicismo (l’Espresso-Repubblica), dalla Chiesa cattolica (mons. Becciu della Segreteria di Stato e mons. Galantino segretario CEI) e dallo stesso Ordine domenicano bolognese (Provincia di san Domenico). Per altri dettagli si veda il sintetico e chiarissimo articolo del vaticanista Lorenzo Bertocchi su La Bussola quotidiana del 5 novembre 2016.

  2. Coraggiosamente padre Giovanni Cavalcoli, profondo teologo tomista e autore di importanti studi di metafisica, filosofia ed etica, ha ribadito le sue posizioni sia in un’intervista radiofonica a La Zanzara, sia in un intervista on line a lafedequotidiana.it.

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Mons. Luigi Negri per la resistenza al sistema

immagini.quotidiano.net 

Affranti dalla violenza e dal terrorismo, dal crollo di tutti i valori e dallo sfaldamento (programmato) della famiglia, ed altresì dall’incultura e dall’insipienza di una classe dirigente cieca e priva di ogni autorevolezza, noi altri italiani, a volte restiamo pensosi e non sappiamo più dove trovare rifugio, sicurezze, ideali e l’agognata pace interiore.

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Cosa ne pensa Gesù del divorzio?

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Il recente Sinodo sulla famiglia ha innescato controversie, discussioni e dibattiti, sia nella Chiesa che nei media: dibattiti i cui echi sono ben lungi dall’essersi chiusi con l’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia di Papa Francesco. Anzi, l’Esortazione post-sinodale stessa è stata oggetto di letture, analisi e interpretazioni – massimaliste o minimaliste, conservatrici o progressiste – che paiono aver divaricato ulteriormente le già distanti posizioni etiche, interne alla teologia cattolica e alla comunità ecclesiale.

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