“Chiedete e otterrete”

Pino Spagnulo, Chiedete e vi sarà dato, Lezionario per i tempi forti, CEI, 2009

Colletta

Signore e creatore del mondo,
Cristo tuo Figlio
ci ha insegnato a chiamarti Padre:
invia su di noi lo Spirito Santo, tuo dono,
perché ogni nostra preghiera sia esaudita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Commento artistico-spirituale al Vangelo della XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C – 24 Luglio

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

«È difficile dire come fosse mio padre, ma ciò che non scorderò mai sono le sue mani, perché dentro quelle mani c’era tutta l’energia che gli ha permesso di guidare la sua vita e di costruire il proprio lavoro. Le sue erano mani di chi riesce a modificare la materia ed al tempo stesso ad abbracciarmi quando ero bambino». Chi scrive è Federico, nel ricordo del papà Pino Spagnulo passato nell’eternità nel 2016. Questi, oltre ad essere scultore apprezzato nel mondo, ha lasciato numerose opere su carta, quasi tridimensionali di potente forza espressiva, ricche di materia, sintesi di neri bituminosi, carbone, ossido di ferro, carminio.
Ammiriamo una delle sue opere, «Chiedete e vi sarà dato», realizzata per il «Lezionario per i Tempi forti» (C.E.I. 2009) e la cui immagine è tra le pagine 268 e 269. L’artista ha letto la narrazione dell’evangelista Luca (11,1-13) là dove il Maestro risponde a un discepolo che gli aveva chiesto: «Signore, insegnaci a pregare», dicendo: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione”». Spagnulo riscrive quanto Gesù proclama di seguito: «Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto».
L’autore, servendosi di riferimenti umani e perciò inadeguati e limitati, crea una composizione dove, il volto del Padre è caratterizzato da due parti. In quella superiore, il disegno dal tratto largo, inventa la testa quale sede della mente e quindi del pensiero, della volontà e delle conseguenti decisioni divine, eternamente orientate a dare vita piena. Lo conferma la scelta iconografica concepita dall’artista nella parte inferiore della scena: due grandi mani di rosso fuoco-amore sempre acceso, si aprono in ogni direzione verso il basso per donare a chiunque sia liberamente disponibile.
Gesù continua e fa dei paragoni con la nostra esistenza: «Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».
Federico così conclude la riflessione sul papà: «Aveva questa capacità straordinaria di fare molte cose, come se le estremità del suo corpo, una parte periferica dell’essere umano, fossero la sua anima. Con le mani dava vita alla terra, al ferro, spezzava il pane, ma riusciva anche a trasmettere tenerezza».

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