Trinità perfetta e Unità semplice

Niccolò di Pietro Gerini, Trinità con i Santi Francesco e Maria Maddalena,
1380-1385, Accademia di Firenze

Commento artistico-spirituale al Vangelo di Domenica 12 Giugno nella Solennità della Santissima Trinità

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

«S(AN)C(T)A TRINITAS MISERERE MEI» (Santa Trinità abbi pietà di me) si legge sullo zoccolo della tavola centinata «Trinità con i Santi Francesco e Maria Maddalena», dipinta da Niccolò di Pietro Gerini tra il 1380 e il 1385, ora alla Galleria dell’Accademia di Firenze.


Forte dell’affermazione di Gesù nel Vangelo – «chi vede me, vede il Padre» – il pittore fiorentino di scuola giottesca, raffigura su un fondo dorato una splendida Trinità dove il volto del Padre è identico a quello del Figlio, aiutandoci a riconoscere sempre e in ogni condizione che il Cristo rivela Dio Padre. La prima persona della Trinità è rappresentata di fronte, seduta sul trono regale, con lo sguardo rivolto a tutti mentre con la mano sinistra sostiene la croce con il Figlio che muore (quasi risposta al suo grido: «Dio mio perché mi hai abbandonato?») e con l’altra benedice. Le prime tre dita della destra indicano la Trinità: l’unità tra il Padre e il Figlio (l’unione tra l’indice e il medio) grazie allo Spirito (ricordato dal pollice). L’anulare e il mignolo, uniti e piegati, rappresentano le due nature di Cristo.
La terza persona trinitaria è rappresentata dalla colomba con l’aureola, posta in volo tra il Padre e il Figlio.
Nel brano evangelico (Giovanni 6,12-15) Gesù aiuta a comprendere un poco della misteriosa vita trinitaria. Egli infatti parla di sé («Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso»), dello Spirito che manda sugli apostoli («Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da sé stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»), di tutto quello che ha ricevuto dal Padre («Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»).
Guardiamo a Francesco, accanto alla Maddalena, riconoscibile dal vestito rosso e dai lunghi capelli, mentre sta ricevendo le stimmate e facciamo nostra la straordinaria preghiera alla Santissima Trinità che conclude la sua «Lettera a tutto l’Ordine» (FF 233): «Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri di fare, per tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, e con l’aiuto della tua sola grazia, giungere a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nell’Unità semplice vivi e regni e sei glorificato, Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen».

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