Le elezioni in Emilia Romagna e una candidata assente sui valori

di Pino Morandini

Non mi stupisce la vittoria del Presidente uscente in Emilia – Romagna: sia perché comunque quella Regione non è stata governata male (penso alla Sanità, per fare un esempio); sia perché il vincitore ha saputo in campagna elettorale furbescamente affrancarsi, almeno in apparenza, dal PD, presentandosi senza il suo simbolo, ben conoscendo la debolezza attuale di quel Partito, nonostante il risultato elettorale; sia ancora per la limitatezza politica della sua diretta concorrente, efficace nell’ argomentare su vari temi, inconsistente, al limite dell’assenza, nell’ affrontare e proporre i valori antropologici, probabilmente nemmeno da lei condivisi.

Valori che, si badi, non sono orpello secondario della politica, bensì fondamento laico, perché umanamente ineludibili per chi intenda dar vita ad una società realmente umana e costruita sulla roccia dell’attenzione alla vita più fragile e della promozione della famiglia naturale, come la storia ha ampiamente dimostrato. 

Qualcuno dirà che è facile formulare siffatte considerazioni a risultati noti. In realtà, proporre all’elettorato emiliano – romagnolo (da anni invaso – salvo una sua parte che coraggiosamente non si è  mai rassegnata al potere dominante – dall’ ideologia marxista, poi annacquatasi nel partito radicale di massa coll’avvento del PD) come alternativa una candidatura decisamente leghista, ha configurato un’azione politica quantomeno spericolata. Di fronte ad essa un candidato – o una candidata – più rassicurante, magari presa dal mondo esterno alla politica, comunque di cultura politica più moderata e più capace di dialogare con tutti, a partire dal mondo cattolico, avrebbe molto probabilmente messo in forse la riconferma del Governatore uscente.

Anche perché il divario di otto punti rispetto al vincitore non è certo clamoroso, men che meno incolmabile, se si pensa che la coalizione di sinistra in quelle terre, da sempre di sua “proprietà elettorale”, vantava distacchi intorno ai venti punti! Va dato merito, in proposito, a FdI, che ha doppiato i 5 Stelle; alla Lega, il cui 32% si commenta da solo;  a certa parte del mondo cattolico che ha votato col criterio – a mio avviso corretto – del sostegno ai candidati che si riconoscono nella centralità culturale e politica dei valori antropologici e per questo si sono spesi e si sono dichiarati disposti a spendersi.

Ancora una volta è purtroppo emersa la divaricazione tra c.d. cattolici “della morale” e cattolici “del sociale”, che non ha invece motivo di sussistere, attesa la centralità, tantopiù oggi, della c.d. questione antropologica, da tutti condivisa – sollevata da Benedetto XVI nella “Caritas in Veritate” e ribadita recentemente da Papa Francesco – la quale non può non fungere, se intesa nella sua reale essenza, da collante per l’impegno sociale e politico dei cattolici, ma pure di tanti che si dichiarano non credenti, attesa la ragionevolezza e la laicità dei  valori che la fondano.

Anche per questo considero urgente:

  1. la costituzione a livello di Regione Emilia – Romagna di un Intergruppo per la vita e la famiglia, analogamente a quanto già sta avvenendo sul versante parlamentare su iniziativa dell’Associazione “Family Day”;
  2. l’incentivazione, sul territorio, di incontri/dibattito a carattere politico – culturale, nei quali, con argomenti squisitamente laici e razionali e con stile dialogico,  si faccia emergere la bellezza e la ricchezza umana derivanti dall’accoglienza della vita umana,  dalla  formazione e stabilità della famiglia naturale  e dalla libertà di educazione per i genitori;
  3. la promozione, ogni tanto, di qualche evento culturale di più ampia portata, cui vengano invitati i Segretari politici di tutti i Partiti, in un clima di confronto costruttivo sui valori antropologici;
  4. la cura della formazione all’impegno sociale e politico, al fine di preparare quella “nuova generazione” di politici, cattolici e non, di cui c’è davvero bisogno.
Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • A lezione dal virus

      di Marcello Veneziani. Sulla vita che è cambiata, seppur provvisoriamente, possiamo trarre molte lezioni. Per ora, la prima lezione è fare di necessità virtù, favorire la serendipity, cioè fare belle scoperte o riscoperte per il caso accaduto. Visto che siamo costretti, riscoprite il piacere di leggere, per esempio; che diventi virale. Riprendete le occasioni di riflessione, musica e sentimenti, per il domicilio coatto. O la grande opportunità di valorizzare il lavoro da casa, lo smart working, risorsa non ancora usata nelle sue ricche potenzialità ma che potrebbe ridare qualità alla vita, più attenzione alla famiglia e ai figli, minori ingorghi nel traffico e nei mezzi pubblici. E per chi crede alla Provvidenza, una bella profilassi spirituale è pregare. Le mani vanno lavate, ma restano pulite se sono giunte… Leggi il seguito…

    • Quarantena? Ci vorrebbe per Conte

      di Romano l’Osservatore. La polemica durissima che ha opposto il presidente del Consiglio ai governatori delle Regioni ha avuto ovvie ripercussioni sulla fiducia dei cittadini per le istituzioni. Oltretutto sono risultate a vanvera le accuse del premier Conte ai medici di Codogno, che paghiamo anche con ripercussioni internazionali. Leggi il seguito…

    • La Corte Europea dei diritti umani… e di Soros

      di Luca Volontè. Il centro studi ECLJ smaschera il conflitto di interessi della CEDU con le fondazioni di Soros. 22 giudici nel 2019 hanno o avevano avuto legami con sette ONG legate al magnate filantropo. Il Commissario dei diritti umani difenderà la giustizia europea?  Leggi il seguito…

    • I vescovi e il Dio che sostiene, ma non può fare miracoli

      di Stefano Fontana. I vescovi invitano a pregare perché Dio sostenga i malati e i medici, pochi di loro chiedono di pregare perché il Cielo sconfigga il contagio. Sembra che non si riconosca a Dio la possibilità di operare al di fuori dell’ordine del creato, come invece in San Tommaso, ma solo rispettando le leggi di questo ordine. Ecco il frutto della teologia di Rahner, dove Dio è intramondano.  Leggi il seguito…