Il catastrofismo di certi ambientalisti. Qualcosa non torna.

Il rispetto del Creato sta certamente a cuore a tanti. Ed ha sicuramente una sua urgenza. Ci sono però allarmismi, catastrofismi, diagnosi e ricette che non convincono.

Ho avuto già modo di ricordare le stranezze dietro il caso Greta, in un articolo in cui notavo, come tanti altri, l’abile regia dietro il grande successo della ragazzina svedese.

In quell’articolo chiedevo: da decenni viene ripetuta l’idea che tutto stia per finire: ricordate  la “bomba demografica” che in poco tempo avrebbe spazzato via l’umanità? Se ne parla da cinquant’anni, ma tutte le profezie nefaste si sono rivelate errate.

E le previsioni del calendario Maya, quello secondo cui il mondo sarebbe finito nel 2012? 

E le profezie apocalittiche, sempre a partire dalla catastrofe ecologica prossima ventura, del politico americano del partito democratico Al Gore (che voleva salvare la Terra da una distruzione imminente, e si guadagnò il Nobel)?

Questo catastrofismo è molto sospetto. Anzitutto per la sua avversione all’uomo, considerato colpevole di ogni male (nonostante i mutamenti climatici abbiano caratterizzato la Terra anche in ere di cui dell’uomo non vi era traccia!).

Un catastrofismo che ricorda per molti aspetti persino il nazismo: come non ricordare che l’ecologismo fu una delle componenti fondamentali dell’ideologia nazista, per la quale si poteva sperimentare sugli uomini, ma bisognava tutelare il più possibile gli animali e il sacro “suolo”? (non è forse vero che anche oggi non pochi tra i più solerti ambientalisti poco si interessano delle nefandezze compiute, per esempio, sui cuccioli d’uomo?).

Vignetta satirica denigrante l’animalismo nazista

Come è noto, il nazismo si richiamava al paganesimo, e quindi ad una concezione dell’Universo come unica realtà, eterna ed increata.

La negazione di un Dio Creatore andava di pari passo con la divinizzazione dell’Universo, inteso come un Tutto indistinto, cioè un tutto in cui non vi è differenza tra materiale e spirituale, tra materia inorganica e materia organica, tra uomini e animali.

Per Hitler, nei suoi Discorsi a tavola, un sasso, una pianta, un cane, un uomo, non sono altro che espressioni solo apparentemente diverse dell’unica natura, perchè “non esiste alcuna frontiera tra l’organico e l’inorganico“.

All’interno di questa visione, che in linea teorica non distingue tra uomini e animali, accade in verità un ribaltamento. Per Hitler e per molti gerarchi nazisti, eredi di un pensiero ecologico panteista a loro precedente, in verità l’uomo non solo non è superiore, come nella stolta visione biblica, ebraica e cristiana, ma è addirittura inferiore agli altri animali:

L’uomo è indubbiamente il microbo più pericoloso che si possa immaginare. Sfrutta il suolo che ha sotto i piedi …. se si esaminasse attentamente questo problema, vi si scorgerebbero probabilmente l’origine delle catastrofi che si verificano periodicamente sulla faccia della Terra” (Hitler, Discorsi a tavola, Goriziana, 2010, p.42).

Questo pensiero viene espresso da Hitler il 5 luglio 1941, data in cui, evidentemente, nessuno scienziato serio potrebbe piazzare riscaldamento globale o cose simili!

Ma non è un’idea un po’ nazista anche quella di coloro che invitano gli occidentali, in estinzione, a non fare più figli (perchè sono micribi! Perchè inquinano!)? E quella di coloro che invitano a suicidarsi, per salvare il pianeta?

Non sono un po’ “nazisti” anche gli ambientalisti ed animalisti del Movimento per l’estinzione volontaria, nel loro “amore” per gli animali che sta insieme all’odio per gli uomini? E un Sanders che vuole salvare il pianeta aumentando gli aborti? O un Marco Pannella che esalta le stragi “nazicomuniste” cinesi e non solo, auspicando una umanità più che dimezzata?

Ma torniamo, senza alcuna pretesa di essere esaurienti, alle previsioni catastrofiste.

Vediamo alcune di queste tristi profezie:

Questo articolo del 1993 ricorda che le previsioni terrificanti iniziano, ad opera del Worldwatch Institute, nel 1984! Allora si profetizzava la fine del mondo, o qualcosa di analogo, per l’anno duemila. Poi, un po’ come per i Testrimoni di Geova, l’apocalisse è stata spostata via via.

In questo articolo del 2000 il solito Lester Brown diffonde dati terrificanti…

Qui sopra, invece, siamo nel 1989: siamo 10 anni, si dice, prima dell’Apocalisse!

Passano 27, e la fine del mondo è rimandata di 30 anni!

Nel 1989 tutto doveva saltare nel 1999 circa: ora sembra che la catastrofe sia per il 2047!

Ma è proprio così?

Senza negare l’urgenza di un diverso modo di rapportarsi con il Creato, senza scadere nè nel panteismo, nè nel consumismo che tutto annichilisce, e l’uomo e la natura, rimando qui ad alcuni approfondimenti, solo per iniziare ad avere uno sguardo critico:

Franco Prodi, climatologo di fama internazionale ed ex direttore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr:

https://www.huffingtonpost.it/2019/03/15/franco-prodi-giusta-la-protesta-dei-ragazzi-ma-i-cambiamenti-del-clima-sono-ancora-tutti-da-decifrare_a_23693405/

da: Il volto oscuro dell’ecologia, di Laurent Larcher

Non è tutto così chiaro:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/allarme-clima-500-scienziati-contro-tutti-farsa-1757848.html

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