Colletta
O Dio, che conosci la fragilità della natura umana
ferita dal peccato,
concedi al tuo popolo
di intraprendere con la forza della tua parola
il cammino quaresimale,
per vincere le tentazioni del maligno
e giungere alla Pasqua rigenerato nello Spirito.
I DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A – 22 FEBBRAIO 2026 ANNO A
Colore Liturgico Viola
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: “È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di alcun albero del giardino?”. Rispose la donna al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male”. Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture» (Genesi 2,7-9; 3,1-7).
Il passo biblico descrive i momenti principali della creazione dell’uomo e della donna, la tentazione e la successiva «caduta» nel giardino di Eden. Il male è il risultato del cattivo uso della libertà umana e del desiderio di sostituirsi al Creatore.
Il peccato di Adamo e di Eva
«Il peccato di Adamo e di Eva» di Mimmo Paladino è la tavola contenuta nel «Lezionario domenicale e festivo della Chiesa Cattolica Italiana» (tra le pp. 132 e 133) che introduce le letture della Prima Domenica di Quaresima (Anno A). I due progenitori, acquerellati su uno spazio uniforme di azzurro e di grigio, si allontanano da un grande albero nero che li sovrasta quasi a cosificare il peccato e camminano a passo svelto, uscendo dall’Eden verso sinistra.
Adamo ed Eva si coprono il volto con le mani per lo sconforto e per il senso di colpa e anche nel tentativo istintivo di sottrarsi all’occhio di Dio, che ora è percepito come un giudice e non più come un padre.
Sofferenza
Nella poesia n. XXXVIII, Emily Dickinson celebra la capacità di superare le prove terrene mantenendo lo sguardo sull’assoluto.
«Tattraverso il passaggio rettilineo della sofferenza/ I martiri addirittura camminarono,/ I loro piedi sulla tentazione,/ I loro volti rivolti verso Dio».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
P.S.: Ricordo oggi (ore 16.30) l’inaugurazione della mostra “Alle radici del mondo” (opere di Milena Bellometti), in vista della “Giornata internazionale dei diritti della donna”.
Views: 14