Santa Messa: cena o sacrificio? Il pericolo delle dottrine moderniste

Modernismo = protestantesimo. É matematico e ormai sempre meno un segreto. San Pio X definiva questo movimento teologico, nato tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900, “la sintesi di tutte le eresie” (Pascendi Dominici Gregis, 1907).
Addirittura?
Beh, purtroppo non esagerava.

É sempre più evidente la crisi presente nella Chiesa, come anche la spaccatura che vi é al suo interno. Gli insegnamenti dei sacerdoti, dei vescovi e dei cardinali fedeli alla Tradizione sono sempre più contrastati dalle omelie sentimentaliste dei preti modernisti che desiderano rileggere la fede cattolica alla luce della cultura moderna. Per carità, non sempre vi é la consapevolezza dell’errore, ma purtroppo gli insegnamenti modernisti oggi impregnano anche la formazione teologica che viene impartita all’interno di molti seminari, fuorviando così molte anime e conducendole all’errore.
Le eresie che questa corrente teologica racchiude in sé sono molte. Vi faccio qualche esempio:

Il modernismo presenta la fede come un sentimento, come un’esperienza interiore del credente, e non come una verità oggettiva. Ma i sentimenti mutano nel tempo, variano da persona a persona e dipendono dallo stato psicologico. Se la fede diventa un’emozione, allora nella notte oscura, quando Dio sembra assente, bisognerebbe smettere di credere, smettere di pregare. Ma allora che amore sarebbe? Che amore sarebbe un amore che resta soltanto quando l’altro ci fa stare bene? L’amore vero non è forse quello che resta anche nel momento in cui non si sente nulla?

Inoltre, se la fede diventa mero sentimentalismo, allora si cade nel relativismo. Noi crediamo invece che Dio sì é rivelato oggettivamente nella storia. Sappiamo che é verità. San Tommaso d’Aquino sosteneva che la fede e la ragione sono il mezzo per giungere alla verità e a conferma di questo, il santo dimostra l’esistenza di Dio tramite le sue cinque vie. È essenziale, quindi, che l’uomo aderisca alla fede tramite la volontà e l’intelletto.

Il pericolo maggiore di questa visione é che, vivendo la religione come un flusso di emozioni, si toglie fondamento ai dogmi, che per i modernisti non sono immutabili, ma possono invece evolversi nel tempo. Secondo la concezione di questa corrente, la Chiesa dovrebbe infatti adattarsi alla cultura del momento.

Vi ricorda qualcosa tutto questo?
A me sì, e questo parallelismo mi fa innervosire parecchio. «Tutto ciò che non è fondato sulla Scrittura deve essere rifiutato». La precedente è una celebre frase di Lutero, il quale sosteneva che il magistero della Chiesa, per noi intoccabile, non fosse verità di fede perché non presente nelle Sacre Scritture. Per noi cattolici è certo, invece, che i dogmi derivano dalla rivelazione divina e sono un fondamento della nostra religione. Essi non hanno nulla di inventato, ma rappresentano la fede autentica trasmessa dai Padri della Chiesa e dai Concili. Chi é cattolico sa anche che colui che si ostina nel negare anche solo un dogma é eretico.

“Dopo il battesimo, se qualcuno ostinatamente nega o dubita di qualcosa da credersi per verità divina e cattolica, tale persona è eretica.” – definizione canonica di eresia tratta dal Codice di diritto canonico (Canone 751).

Arriviamo ora alla perversa concezione modernista della Santa Messa: una concezione molto pericolosa, ormai diffusissima. Sappiamo bene che il centro della nostra vita dev’essere l’Eucaristia. Dobbiamo avere un amore grande, smisurato, verso l’Ostia Santa, presenza reale di Gesù. I modernisti, come i protestanti, vedono il Santissimo Sacramento come un simbolo, come un memoriale, e non come corpo, sangue, anima e divinità di nostro Signore (se si hanno dubbi sulla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia basta una ricerca veloce su google per sfatarli consultando le immagini dei miracoli eucaristici)

La Santa Messa, come é sempre stato creduto per fede dai cattolici di ogni tempo e luogo, é il Sacrificio di Cristo, che viene offerto all’altare nel momento della consacrazione, cuore della celebrazione. San Pio da Pietrelcina ci esorta a catapultarci con il cuore ai piedi della Croce, accanto a Maria:

“Rinnova la tua fede partecipando alla Santa Messa. Tieni la mente concentrata sul mistero che si sta svolgendo davanti ai tuoi occhi. Con la mente portati al Calvario e medita sulla Vittima che si offre alla giustizia divina pagando il prezzo della tua redenzione.”

La deriva modernista, invece, vede la Messa non come un sacrificio, ma come una cena, come un ritrovo, eliminando completamente la dimensione trascendente per lasciare alla celebrazione solo una dimensione orizzontale. In questo modo, diventa importante la sensazione, il ritrovarsi in convivialità, la fratellanza, il prendersi per mano, lo stare insieme.

Per carità!!! la Messa é e dev’essere tutta Cielo!!! Sono presenti in mezzo a noi gli angeli e i santi, la Santissima Vergine Maria é sull’altare!!! La Messa é ricevere Cristo che si offre in sacrificio per noi. É entrare in chiesa consapevoli che stiamo salendo sul Golgota, e non andando ad una festa in spiaggia. É avere gli occhi fissi su di Lui e su nient’altro, almeno per quella misera ora che Gli dedichiamo. É andare a riceverlo sulla nostra lingua con riverenza, in ginocchio, e non portandolo alla bocca tornando al posto come se fosse una caramella (senza minimamente considerare che ogni piccolo frammento dell’Ostia consacrata che cade a terra e viene poi calpestato é il Corpo di Cristo, Re del Cielo e della terra. Che immenso sacrilegio! Che grave offesa a Dio!). Torniamo a guardare al Cielo, al tabernacolo, al Santissimo, e non a guardarci in faccia durante la S. Messa!

“La presenza reale di Cristo è nell’Eucaristia, non nei fratelli. Il sacerdote non è “uno qualunque”. Vai a messa non per “timbrare” il badge come ad una riunione. Vai alla S. Messa perché è il mezzo privilegiato che hai per conformarti a Cristo, affrontare l’esilio fino alla morte, e rimanere con Dio per il resto dei tuoi giorni: non esiste amore, senza sacrificio.” (Edoardo Consonni, Ecclesia Dei)

San Pio X regala ai modernisti l’appellativo di “Nemici della croce di Cristo” poiché vorrebbero la Risurrezione senza la Croce. Tanti cristiani di oggi, contagiati dalla deriva modernista, si creano una religione “fai da te”, e si comportano come se si trovassero al supermercato, nel quale ognuno possa mettere nel carrello soltanto ciò che più gli piace. “Sono cattolica ma secondo me la Messa della Domenica non é necessaria”, “sono cattolica ma per me il divorzio non é peccato” ecc.
É necessario aggrapparsi a Cristo così come Egli si rivela, e non per come lo immaginiamo noi. É Satana che nel deserto propone a Gesù il compromesso del potere senza croce, della gloria senza sacrificio.
Se per qualcuno di noi la fede fosse questo, allora forse si troverebbe più a suo agio con i luterani.

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Author: Eleonora Bonfanti

Studentessa universitaria, al terzo anno di Scienze della Formazione Primaria, nata nel 2004, da anni si impegna nella lotta per difendere i valori non negoziabili di vita, famiglia naturale e libertà educativa dei genitori nei confronti dei figli. È presidente e fondatrice della sezione giovani del movimento dell’avv. Gianfranco Amato, Nova Civilitas. Per Nova Civilitas Giovani organizza diverse conferenze tenute da relatori noti nel mondo pro life, per la formazione dei ragazzi. Ha scritto diversi articoli per InFormazione Cattolica. Nel Gennaio del 2025 ha pubblicato il suo primo libro "Sete d'Amore - Consigli per giovani in cammino". Attualmente è anche Tour Leader per l'agenzia Bianco Viaggi accompagnando i pellegrini in Santuari Mariani. Inizio collaborazione con Libertà e Persona Domenica 22 Febbraio 2026