“Farò germogliare per Davide un germoglio giusto”

Piero della Francesca, Storie della Vera Croce, Profeta Geremia, 1458-1466,
Arezzo, Basilica S. Francesco di Assisi – Fonte Wikipedìa

Colletta

O Dio, nostro Padre,
suscita in noi la volontà

di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene,
perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria
a possedere il regno dei cieli.

Liturgia della Parola in LIS,
sottotitolazione e audio a cura della CEI (Conferenza Episcopale Italiana)

Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della I DOMENICA DI AVVEBTO – ANNO C – 01 Dicembre 2024

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg


«Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia» (Geremia 33,14-16).

Oggi nella Chiesa si inizia un nuovo Anno liturgico che si apre con l’Avvento, un tempo per fare memoria riconoscente e gioiosa della venuta di Gesù nella storia e per vigilare con sapienza e fiducia nell’attendere il ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi.

Il profeta Geremia promette l’arrivo di giorni nei quali Dio, che è fedele, realizzerà le promesse di giustizia fatte dai suoi servi, Abramo, Giacobbe e Davide. Da qui l’invito agli abitanti di Gerusalemme e di Giuda che stavano vivendo tempi terribili di fame, guerra e distruzione, a collocare la propria speranza solamente nel Signore, presentato come un innesto divino su una radice quasi morta, in grado di rinnovare il mondo.

Grazie a quel germoglio che cresce nel tempo e nella storia come un seme inarrestabile, si aprono per tutti i viventi prospettive di un futuro di giustizia e di tranquillità.

La Speranza di Geremia

Nel registro superiore della parete centrale delle «Storie della Vera Croce» che si trovano nella cappella maggiore della basilica di San Francesco ad Arezzo, è visibile il «Profeta Geremia», affrescato da Piero della Francesca tra il 1458 e il 1466. Il profeta, raffigurato sulla parete centrale, in alto, a destra della vetrata centrale in pendant con Ezechiele, dipinto sul lato opposto, in piedi, con la veste blu e il mantello rosso e bianco, tiene in mano un cartiglio che, a motivo del tempo, risulta ormai senza iscrizione. Gli studiosi sono giunti ad identificare il personaggio nel profeta Geremia, affrescato accanto alla Morte di Adamo, verso la quale guarda, proprio a partire dal testo biblico sopracitato in cui si annuncia la venuta di un discendente di Davide, fatto crescere dal Signore come «un germoglio giusto» che Seth, fratello di Caino e Abele, sta piantando nella bocca del padre, Adamo, appena morto. L’albero, vero protagonista delle «Storie della Vera Croce», è la prima prefigurazione della croce di Cristo.

Gianni Rodari, «La speranza»

Con la poesia «La speranza», Gianni Rodari ricorda che essa si rigenera ogni giorno tra di noi.

«S’io avessi una botteguccia

fatta d’una sola stanza

vorrei mettermi a vendere

sai cosa? La speranza.

“Speranza a buon mercato!”

Per un soldo ne darei

ad un solo cliente

quanto basta per sei.

E alla povera gente

che non ha da campare

darei tutta la mia speranza

senza farla pagare».


don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

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Author: Libertà e Persona

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