Siamo tutti eterosessuali

La sessualità è un aspetto fondamentale della personalità umana: essa, infatti, “[…] non è un attributo accidentale della persona, ma è assolutamente essenziale ed è lo strumento per la sua più piena realizzazione” (R. Marchesini, Come scegliere il proprio orientamento sessuale (o vivere felici), Fede&Culura, 2007, pp. 58, 8 euro).

Facendo una catalogazione, è lecito affermare che la sessualità umana è composta essenzialmente da tre aspetti:
1) Il sesso biologico, a sua volta composto dal sesso cromosomico, dal sesso gonadico e dal sesso somatico;
2) Il sesso psicologico, che è l’unione dell’identità sessuale (ossia la coscienza di essere maschio o femmina) e dell’identità di genere (ossia la consapevolezza del ruolo che svolgono le persone del proprio sesso sono chiamate a ricoprire nella società);
3) L’orientamento sessuale, che è definito dall’oggetto verso cui si scatena il desiderio sessuale;

Ebbene, negli ultimi tempi l’orientamento sessuale è al centro del dibattito pubblico, in Italia e all’estero. Su questo argomento si fronteggiano essenzialmente tre linee di pensiero differenti: quella incarnata dall’ideologia gay, quella propagandata dall’ideologia di genere e quella che si rifà al ‘senso comune’.

L’ideologia portata avanti dal movimento gay (che, è bene specificarlo, è una realtà socio-politica che non riunisce tra le sue fila tutti gli omosessuali: molti di loro, infatti, non reputano “normale” l’omosessualità e non intendono agire affinché essa venga considerata tale) è in massima parte contenuta nel libro “After the ball”, pubblicato nel 1989 a firma di Marshall Kirk e di Hunter Madsen.
In questo volume, i due autori analizzano le azioni portate avanti dal movimento gay e ne evidenziano alcuni difetti, per poi proporre alcuni suggerimenti pratici atti a convincere la società – soprattutto grazie all’uso strumentale dei mass media – che essere omosessuali è una circostanza assolutamente naturale, in quanto determinata dalla biologia, e che gli omosessuali sono spesso “vittime” dei pregiudizi dell’odierna società bigotta e oscurantista. Peccato solo che, ad oggi, non esista alcuno studio scientifico a sostegno della teoria innatista dell’omosessualità.
In conclusione, dunque, secondo l’ideologia gay “[…] l’orientamento sessuale è stabile, immutabile e definito, ma non legato all’identità sessuale della persona. Inoltre esso è subìto: la persona non ha alcuna possibilità di scegliere il proprio orientamento sessuale. Né di cambiarlo: ecco spiegato l’atteggiamento del movimento gay nei confronti delle terapie cosiddette ‘riparative’” (Ibidem, pp. 32-33).

La seconda linea di pensiero sull’orientamento sessuale è quella portata avanti dall’ideologia di genere, una dottrina sorta negli anni Sessanta dall’incontro tra il marxismo e il femminismo più radicale.
Il nocciolo dell’ideologia di genere consiste nell’affermazione secondo la quale l’identità di genere non è in alcun modo legata al sesso della persona; sarebbe esclusivamente l’esito delle influenze socio-culturali alle quali siamo esposti fin dalla nascita (e anche prima)” (Ibidem, pp. 34-35).
L’ideologia di genere nega dunque che l’orientamento sessuale sia una caratteristica fondamentale degli individui umani e sostiene che esso altro non è che la risposta ad un desiderio momentaneo, che non è stabile e definito.

Infine, vi è un terzo modo di interpretare l’orientamento sessuale: quello che risponde al cosiddetto ‘senso comune’, che altro non è che “[…] ciò che tutti spontaneamente sanno e pensano riguardo a ciò che tutti hanno in comune come persone umane” (Ibidem, p. 49).
Le radici della filosofia del senso comune affondano nel pensiero metafisico di Aristotele e di San Tommaso d’Aquino. Secondo i due filosofi, la meccanica del divenire può essere illustrata tramite due principi, coesistenti ma distinti, di ‘potenza’ e ‘atto’; il divenire consiste nel passaggio da uno stato potenziale (la potenza) ad uno stato compiuto (l’atto)” (Ibidem, p. 50).
Secondo il ‘senso comune’, quindi, il fine ultimo della vita delle persone è quello di giungere a “compimento”, di realizzare pienamente il potenziale insito in ognuno di noi. E non vi è nessun processo più naturale che quello di dare adito, nell’orientamento sessuale, alla natura sessuata che ci è propria, maschile o femminile che sia.
Certo, “[…] non è detto che la natura trovi sempre e comunque le condizioni che le permettono di realizzarsi e quindi anche l’orientamento sessuale può indirizzarsi in una direzione non conforme a quella richiesta dalla natura” (Ibidem, p. 53), perché il processo che dalla potenza porta all’atto non è scontato però, in linea con quanto appurato nel 1962 da un’estesa ricerca dello psicanalista Irving Bieber, è innegabile che “l’eterosessualità sia la norma biologica, e che tutti sono eterosessuali, a meno che non subiscano qualche tipo di interferenza” (I. Bieber e Coll., Omosessualità, uno studio psicanalitico, p. 345).

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.