Giovanni Francesco Barbieri (Guercino), Cristo Risorto appare alla Madre, 1628-1630, Cento (FE), Civica Biblioteca Il Guercino. Fonte immagine Wikipedìa – Pubblico dominio
Antifona
Un segno grandioso apparve nel cielo:
una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi
e sul capo una corona di dodici stelle. (Ap 12,1)
SOLENNITÀ DELL’ASSUNTA
– 15 Agosto 2026
Colore Liturgico Bianco
Commento artistico-spirituale alla Seconda Lettura di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
A pochi giorni dall’eclissi solare, la liturgia – ecco il commento alla Seconda Lettura – ci invita ad alzare lo sguardo al cielo. Contempliamo Maria, la “Donna vestita di sole”, assunta in Cielo.
«Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza. È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi» (dalla Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 15,20-26).
L’Assunta dimostra che la promessa della risurrezione della carne non è un’idea astratta, ma una realtà già iniziata nella storia dell’umanità con Maria.
Il dipinto «Cristo risorto appare alla Madre», è stato realizzato a olio su tela da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, tra il 1628 e il 1630 come pala nell’Oratorio del Santissimo Nome di Dio a Cento (FE) e oggi esposto nella Pinacoteca Civica della stessa città natale del pittore. Cristo si mostra alla Madre, inginocchiata e colta in un momento di profonda commozione, mentre allunga la mano per sfiorare la ferita del costato. Questo gesto al centro della scena esprime la forza dell’amore materno di Maria anche se esternamente ricorda l’incredulità di san Tommaso. Il Risorto sorregge trionfalmente un’asta con una bandiera bianca che sventola. È l’attributo iconografico che simboleggia la vittoria sulla morte e sugli inferi, dove il tessuto e il manto, scossi da un vento improvviso, evocano il soffio vitale dello Spirito Santo. Sulla destra, il libro con le profezie bibliche è aperto per confermare che, con la Risurrezione, Gesù Cristo, la Parola di Dio, è una realtà vivente davanti agli occhi di Maria.
Il Risorto si racconta in versi
Un particolare contributo alla riflessione è il testo poetico tratto dal volume di Giorgio Mazzanti «Poema Cristo Maria. Il Risorto si racconta alla Madre», pubblicato nel 2021.
«Non c’è parola, Madre, che contenga/ il sussulto del tuo cuore che mi tocca,/ la tua mano tesa sul mio fianco aperto,/ dove il dolore si fa luce e carne.[…] Tocca la piaga che aprì il soldato,/ senti che il sangue è vivo, è la mia gloria. […] Tu mi guardi e ritrovi il mio mattino,/ la giovinezza che non ha tramonto […] Stringimi, Madre, in questo giorno nuovo,/ l’alba del mondo che non ha più sera:/ nella tua mano che sul petto muovo/ rifiorisce la terra intera».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.