Il modello tomista
Tommaso d’Aquino definisce il bello(pulchrum) come qualcosa che desta piacere. La definizione di Tommaso si fonda su tre pilastri: integrità, proporzione e splendore.
- Integrità: Tommaso reputa un oggetto integro quando non rovina la natura.
- Proporzione: le parti dell’oggetto devono essere ordinate e tra loro in armonia con il tutto.
- Splendore: la luce che traspare dalla materia deve essere capace di catturare l’intelletto.
Quale nesso tra bellezza e natura?
La bellezza chiosa l’Aquinate non è solo un’apparenza. Essa è la manifestazione dell’essere. Il bello coincide con il verum, il bonum e il pulchrum. Il bello per eccellenza per San Tommaso d’Aquino è Dio in quanto bontà suprema, di cui l’uomo ne riflette l’essenza mediante l’intelletto. Dio è bellezza suprema, perché possiede ogni perfezione e così diviene causa di ogni splendore e armonia nel creato. L’uomo? Ogni ente chiosa Tommaso è buono e bello nel suo ordine, in quanto deriva da Dio che è bellezza assoluta. L’ordine dell’uomo ricorda San Tommaso d’Aquino è un ordine interiore dell’anima e poi cosmico – morale.
Ordine interiore dell’anima:
- Il primato della ragione: la ragione deve condurre ogni facoltà dell’uomo.
- Sottomissione delle passioni: sia le passioni che gli appetiti sensibili non sono malvagi, ma devono sempre subordinarsi alla razionalità, quindi alla ragione.
Unità del corpo e dell’anima:
Tommaso riprende la dottrina dell’ilemorfismo aristotelico riconoscendo che l’uomo non è una giustapposizione di due sostanze distinte, esso è anima e corpo. L’anima è forma sostanziale del corpo, perché fornisce all’ipostasi l’essere, la vita, la sensibilità e la capacità razionale. Il corpo umano esiste come tale grazie all’anima che lo informa. Per Tommaso l’anima è forma sussistente, in quanto deriva da Dio mediante l’atto creativo. L’anima è poi incorruttibile, perché è pura e spirituale, quindi non si decompone e per questo motivo è immortale. L’anima è ovviamente insita al corpo, che non è un limite per Tommaso, ma una componente essenziale. L’intelletto umano chiosa l’Aquinate necessita dei sensi ed anche del corpo per comprendere i concetti universali, che sono i seguenti Ante rem(prima della cosa) essi sono idee presenti nella mente di Dio prima della creazione. In re(nella cosa) essi sono nella realtà concreta come essenza e forma sostanziale delle cose create. Post rem(dopo la cosa) essi sono concetti astratti elaborati dalla mente umana attraverso l’esperienza e l’intelletto. In successione, alla morte del corpo l’anima che è separata, si trova in una condizione innaturale, poiché non costituisce l’intera persona. La condizione innaturale consta nel fatto che l’uomo è anima e corpo e l’anima è destinata ad animare la materia. L’anima non è un ospite, ma come sopra redatto è unità con il corpo. L’anima se separata dal corpo perde l’uso dei sensi, in quanto ha bisogno anche del corpo per conoscere l’essere. Con la morte l’anima si scinde dal corpo, ma alla parusia tornerà ad essere un tutt’uno.
Ordine cosmico e morale:
- Il rapporto con Dio: l’uomo è un essere creato da Dio e da Lui dipendente.
- La legge naturale: l’ordine morale dell’uomo, si esprime nel rispetto della legge naturale, la quale conduce l’uomo alla conoscenza della verità.
Legge naturale:
Tommaso riconosce che l’uomo attraverso la legge naturale partecipa in virtù della ragione alla legge eterna. Un ruolo centrale lo ha ovviamente la coscienza(synderesis) che custodisce i principi universali del bene. La coscienza è l’atto pratico con cui l’uomo applica i principi universali, giudicando così se un’azione è giusta, oppure errata.
La proposta tommasiana e l’estetica liturgica
Da come si è compreso la bellezza è una proprietà ontologica dell’essere, che unisce l’armonia formale della parti, con la forma. A livello estetico liturgico è fondamentale per Tommaso la visibilità del mistero e l’ordine cultuale. Per visibilità del mistero si intende che i segni istituti da Gesù e celebrati dalla Chiesa sono sensibili. I segni sensibili sono elementi materiali, azioni o parole che attraverso i cinque sensi possono essere percepiti. Tommaso ricorda infatti che Dio si comunica all’uomo mediante i mediatori materiali, si pensi ai sacramenti oppure all’unione tra anima e corpo. Le cose materiali, sono i conduttori verso il trascendente. La forma maggiore che apre l’uomo alla trascendenza è il culto. I gesti liturgici ricorda San Tommaso sono forme sensibili con cui l’uomo esprime la sua intima unione con Dio. L’Aquinate vede così nel sacrificio della Messa il reale memoriale della Passione di Cristo che unisce i credenti nel Corpo mistico della Chiesa.
Differenza tra segno e causa in Tommaso d’Aquino
Il segno è un elemento percepibile, che consente alla mente di conoscere un altra realtà. Il segno opera sul piano della conoscenza e della rappresentazione simbolica sacramentale. La causa è invece Dio da cui tutti gli enti dipendono. Per ciò che concerne i Sacramenti, Tommaso afferma che essi sono causa e segno perché producono in modo efficace la grazia, in virtù del fatto che la simboleggiano e la significano.