“Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti”

«In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: “Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome”» (Atti degli Apostoli 10,34a.37-43).

Pietro parla di Gesù: ha beneficato tutti, è stato crocifisso, è risorto e offre la salvezza ad ogni persona.

Il dipinto la «Predica di san Pietro» realizzato da Masolino da Panicale tra il 1424 e il 1425, fa parte del ciclo di affreschi della Cappella Brancacci, nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze. L’opera che adorna il registro superiore della parete di fondo della cappella, a sinistra dell’altare, mostra l’apostolo come un oratore vestito alla romana mentre sta predicando a una folla parlando di Gesù, con un gesto eloquente. Le espressioni degli astanti sono le più varie: al centro, davanti al santo, si trova il nucleo dei fedeli più vicini con in prima fila l’anziano assopito, la monaca attenta, la fanciulla assorta e, dietro di loro, altre persone con reazioni diverse. In piedi, sulla destra, si trovano dei carmelitani poiché l’affresco si trova proprio nella chiesa del Carmine, sede dell’ordine religioso. Le tre teste di giovani dietro al santo sono probabilmente ritratti di contemporanei, con dei copricapi tipici dell’epoca (il mazzocchio).

Dalla poesia di «Pasqua» composta dalla irlandese Katharine Tynan:

Ci scambiamo gli auguri nel Cristo risorto, il Vivente che ci aiuta ad essere vivi in ogni situazione.
Prego e auguro di cuore: Buona Pasqua di Risurrezione.

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S

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Author: Libertà e Persona

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