Antifona
O Dio, accogliamo il tuo amore nel tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende sino ai confini della terra;
è piena di giustizia la tua destra. (Cf. Sal 47,10-11)
Commento artistico-spirituale al Vangelo della XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A – 9 Luglio 2023
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
«Così dice il Signore: “Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina. Farà sparire il carro da guerra da Èfraim e il cavallo da Gerusalemme, l’arco di guerra sarà spezzato, annuncerà la pace alle nazioni, il suo dominio sarà da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra”» (Zaccarìa 9,9-10).
«9Exulta satis filia Sion Jubila Ecce rex tuus venit».
Sopra l’immagine del profeta Zaccaria compare, l’iscrizione latina, tratta dal suo libro, che recita «Esulta grandemente, figlia di Sion. Giubila […] Ecco, a te viene il tuo re». L’opera «Il profeta Zaccaria» è dipinta sull’esterno dell’ala sinistra del «Polittico dell’Agnello mistico» dai fratelli Hubert e Jan Van Eyck tra il 1426 e 1432 e custodita a Gand in una cappella della cattedrale dedicata dal 1559 al monaco belga San Bavone, protettore della città.
Il tema del capolavoro che con amici ho avuto modo di contemplare qualche mese fa, è quello della redenzione e della glorificazione del Redentore, trattato con pittura ad olio su due registri, attraverso dodici pannelli di legno di quercia di cui otto dipinti anche sul retro. Gli sportelli chiusi fanno da introduzione rappresentando nelle lunette laterali i profeti Zaccaria e Michea e, in quelle centrali, le sibille Eritrea e Cumana; al centro del registro centrale, l’angelo annunciante e la Vergine; nel registro inferiore, alle estremità i donatori inginocchiati e al centro i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. Al centro del polittico aperto, il pannello centrale del registro inferiore presenta l’Agnello mistico posto sull’altare con attorno angeli e quattro gruppi di fedeli adoranti. Nell’ordine superiore, al centro campeggia il Cristo tra Maria e il Battista, attorniati da angeli cantori e musicanti e da Adamo ed Eva, ritratti rispettivamente sui due pannelli esterni.
Nel testo il cosiddetto Deutero-Zaccaria, descrive le caratteristiche del salvatore d’Israele che, diversamente dagli Assiri e poi dall’esercito con cui Alessandro Magno aveva invaso la Palestina, è giusto, vittorioso, umile, annunciatore e costruttore di pace. I suoi principali collaboratori e artefici sono i poveri (=quanti cercano la giustizia del Signore), i piccoli e gli umili che in lui – ricorda Gesù nel Vangelo (Matteo 11,28-30) – troveranno «ristoro». Egli cavalca un asino e non il cavallo, vince la guerra con l’arcobaleno della pace.
Grazie al poeta Francis Jammes (+1938) gustiamo la conclusione della «Preghiera per andare in Paradiso con gli asini». «Fa’ che, in pace, ci conducano gli angeli/verso gonfi ruscelli su cui tremolano ciliegie/lisce come la carne che ride di ragazzine/e fa’ che assomigli a quegli asini/che specchieranno la loro povertà umile e dolce/nella limpidità dell’eterno amore».
don Tarcisio Tironi
direttore del M.A.C.S.
