Associazione

Sviluppare la coscienza della nostra identità

Libertà e Persona nasce dal desiderio, avvertito da un gruppo amici, di creare una sorta di “laboratorio” di cultura e politica, che consenta di cogliere e sviluppare la modalità con cui alcuni principi condivisi possono costituire una risorsa per rispondere alle molteplici sollecitazioni poste dalla società attuale.

Il punto di partenza è la comune consapevolezza che un impegno per il bene comune, portato avanti a qualsiasi livello, risulta tanto più efficace quanto più chiara è la coscienza della propria identità, cioè dei primari valori della libertà, della persona, del popolo, della società, della sussidiarietà, dell’autonomia, dell’educazione, della famiglia e dell’intrapresa socio-economica nei quali crediamo e da cui ci sentiamo uniti.

Siamo tuttavia coscienti che, nel contesto della realtà trentina di oggi, ogni iniziativa pubblica mossa da questi valori e non assimilabile al pensiero “politically correct”, reso mentalità dominante dai maggiori centri di potere politici, economici e dell’informazione della provincia, ha bisogno, per reggere, non solo di una solida preparazione individuale, ma anche e soprattutto di un consenso socialmente rilevante.

Di qui l’idea di costituire un’associazione animata dalla tensione a due obiettivi essenziali:

1. offrire un punto di riferimento formativo e informativo stabile, utile a chiunque intenda approfondire i temi a noi più cari (libertà, persona, difesa della natura umana, famiglia, primato della società sullo stato) di fronte agli attacchi sempre più pesanti e distruttivi che questi principi fondamentali della nostra civiltà stanno subendo;

2. e in secondo luogo sostenere l’azione di chi fra noi è impegnato in ambito pubblico, sociale e politico, nel portare avanti questi ideali, attraverso l’elaborazione sistematica di giudizi, progetti e posizioni da proporre all’interno delle istituzioni e attraverso gli organi di informazione, di fronte ai problemi che di volta in volta si presentano.

Il primato del fattore umano

Abbiamo scelto di chiamare la nostra associazione “Libertà e Persona” per mettere in risalto da un lato le radici e dall’altro gli ideali che ci spingono ad assumerci la responsabilità di un lavoro culturale e politico orientato a tutelare e promuovere il primato e i diritti inviolabili del singolo e delle sue formazioni sociali rispetto alle istituzioni e allo Stato.

Tutelare e promuovere il fattore umano nella nostra società significa oggi, in primo luogo, proteggere e sostenere la famiglia.

Forse mai quanto in questi ultimi tempi la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e riconosciuta dalla Carta Costituzionale del nostro Paese, è resa oggetto di una campagna di aggressione e di delegittimazione che utilizza ogni mezzo, ed in particolare un malinteso concetto di libertà, per sgretolare la credibilità e la tenuta di questo istituto sul quale si regge l’intero edificio sociale e lo stesso tessuto economico della comunità civile.

Contro questo attacco esplicito e senza precedenti alla famiglia, all’istituto del matrimonio e al diritto dei bambini di avere per genitori un padre e una madre, dietro il quale si cela la volontà di distruggere alla radice la relazione educativa naturale e primaria, minando in tal modo la conditio sine qua non della crescita equilibrata dei figli, la nostra associazione intende impegnarsi in una battaglia culturale e politica senza risparmio di energie, con la consapevolezza che la posta in gioco è la dignità stessa della vita.

Diritto essenziale di ogni persona è infatti quello di poter nascere e crescere dentro una famiglia, alla quale va assicurato tutto ciò di cui ha bisogno per svolgere il proprio ruolo. A questo diritto deve corrispondere un preciso dovere della politica: quello di creare le condizioni perché la famiglia sia difesa, rispettata e valorizzata sul piano legislativo e amministrativo.

Il binomio Libertà e Persona indica poi anche il versante più attivo ed espressivo della dimensione umana. La libertà non si esaurisce nel diritto dei cittadini singoli e associati di avere delle opinioni e di manifestarle, ma anche nella possibilità di organizzarsi e di prendere l’iniziativa in vari campi adoperandosi per l’edificazione del bene proprio e di tutti. A servizio di questo diritto la politica è chiamata ad assumere precise responsabilità e l’ente pubblico deve porsi in ciascuna delle sue articolazioni.

Siamo convinti che libertà e persona siano indissolubilmente legati e tali da implicare una concezione e una organizzazione della società funzionali al principio di sussidiarietà. Sussidiarietà che, correttamente intesa, colloca la persona e le sue formazioni sociali (famiglia, organizzazioni di servizio ed imprese, ecc.) al centro dell’attenzione politica e istituzionale non in senso puramente teorico o ideologico, ma nel concreto dinamismo della realtà.

C’è, in altri termini, un dato che viene “prima” di ogni altro e precede quindi anche il soggetto pubblico, troppo spesso identificato con il protagonista indiscusso della vita civile. Questo dato è la persona con la sua libertà, con la sua esistenza, con il suo diritto ad essere riconosciuta e valorizzata in ogni ambito. Compito della politica è mettere ogni individuo nelle condizioni di poter diventare, “ciò che realmente è” , cioè di realizzare la propria natura più vera.

Soltanto in tal modo la persona sarà realmente “la” risorsa della società. Ancora, soltanto a partire da questa prospettiva unitaria, che fa perno sulla centralità e sulla libertà della persona, l’investimento nel sistema imprenditoriale e produttivo non è incompatibile con l’attenzione alle esigenze di una comunità e con la solidarietà verso le persone, le famiglie, i soggetti deboli e indigenti.

La contrapposizione ideologica tra politiche economiche e politiche di welfare esiste nella misura in cui si vuole affermare la logica dello stato assistenziale, quando cioè l’ente pubblico si autoconcepisce come l’unico soggetto titolato ad occuparsi del bene comune e tende quindi ad identificare la libera iniziativa dei privati esclusivamente con l’interesse particolare. Al contrario, è proprio l’autonoma intrapresa dei cittadini nei vari settori imprenditoriali dell’economia e dei servizi quella che può assicurare anche una risposta ai bisogni di tutti, producendo ricchezza e occupazione e rendendo possibile un’equa distribuzione del benessere.

La possibilità di coniugare cultura dell’impresa e solidarietà coinvolge innanzitutto la responsabilità educativa della scuola, alla quale è affidato il compito di rispondere ai bisogni di crescita della persona tenendo conto delle legittime aspettative delle famiglie e della società. In tal senso la nostra associazione ritiene oggi essenziale che la politica concentri gli interventi sul versante scuola, la cui qualificazione dipende da misure che stimolino una competizione virtuosa fra istituti e permettano il libero incontro fra domanda e offerta di educazione ed istruzione, sostenendo la crescita dell’autonomia e del pluralismo delle proposte.

Occorre in altri termini un grande investimento sulla scuola per favorire quel primato del fattore umano che è all’origine del nostro modello di convivenza e al quale è ancorata anche la tradizione popolare della nostra terra. E’ per favorire il recupero di questo primato, al quale oggi si tenta di negare il diritto di cittadinanza, che Libertà e Persona vuole adoperarsi.

Per un’alleanza fra laici e cattolici

La condivisione di questa attitudine ad individuare nell’intreccio fra libertà e persona il nucleo vitale e portante di ogni idea di società, ha storicamente permesso a laici e cattolici di superare antichi steccati e di sviluppare il dialogo e la collaborazione politica per la crescita del Paese.

Siamo convinti della necessità di rilanciare, oggi, questo rapporto aperto e costruttivo in vista di un’alleanza fra pensiero cristiano e pensiero liberale che da sempre, nel primato assegnato all’essere umano e alla sua libertà, esprimono un’intima e profonda sintonia. Senza un’alleanza forte fra laici e cattolici difficilmente potranno essere fronteggiate con efficacia le derive ideologiche di chi pretende di

piegare la persona ad interessi e fini ad essa estranei e ostili. Occorre che l’indisponibilità della persona al potere, sia esso statale, politico, militare, giudiziario o religioso, sia considerata una legge fondamentale della vita pubblica.

Siamo inoltre fermamente persuasi che proprio per tutelare la laicità dello Stato, a nessuno può essere negato il diritto di manifestare pubblicamente la propria identità e il proprio punto di vista. Quando ciò accade si afferma non la laicità, bensì un esasperato laicismo che identifica nell’ente pubblico la fonte e non più il garante dei valori dell’uomo e della società.

La forma della nostra attività

Come recita l’articolo 1 del nostro statuto, l’associazione Libertà e Persona si costituisce per studiare, approfondire, dibattere e diffondere la cultura e la tradizione politica del popolarismo, traducendone i principi in progetto politico, economico, sociale ed istituzionale.

Crediamo che oggi la politica, a prescindere dai diversi e opposti schieramenti, soffra di una grave perdita di rapporto con la società civile, anche a causa del venir meno della consistenza e dell’autorevolezza dei partiti. Si è affievolito fino a scomparire in particolare, a partire dai primi anni novanta, il ruolo di “scuola della politica” e quindi di progressiva preparazione ad assumersi un impegno nelle istituzioni, che il partito esercitava nei confronti degli aderenti e specialmente dei giovani.

Quanto sia grave questa carenza è reso oggi evidente dalla qualità troppo spesso bassa e insufficiente della rappresentanza politica all’interno delle istituzioni democratiche.

Per questo un’associazione come la nostra, che si ripromette di diventare un laboratorio di cultura e politica, non può ignorare questo bisogno di formazione all’impegno nelle istituzioni e vuole offrire un contributo in questa direzione.

Circa i modi per dare attuazione a questo scopo sociale, non è nostra intenzione limitarci ad organizzare conferenze e convegni con esperti qualificati e relatori di richiamo. Certamente promuoveremo anche incontri pubblici di questo tipo, ma riteniamo soprattutto opportuno valorizzare in primo luogo le risorse e le competenze culturali e professionali esistenti al nostro interno, individuando le forme e gli strumenti più adeguati per mettere in circolazione e confrontare le analisi, le idee e i giudizi che maturano fra noi. Ciò anche allo scopo di evitare un approccio “generalista” e inconcludente ai temi e ai problemi di cui ci occuperemo, impegnandoci piuttosto a “contestualizzare” le nostre valutazioni e posizioni, per arrivare tendenzialmente ad incidere sulla realtà del nostro territorio e sull’opinione pubblica locale.

Per questo daremo vita a cicli di seminari condotti da nostri associati nell’ottica di un “laboratorio” sempre aperto ad approfondimenti, dibattiti e sviluppi, nel quale tutti i partecipanti si sentano particolarmente coinvolti, liberi e stimolati ad intervenire e a contribuire con il loro punto di vista.

Apriremo questo ciclo di incontri di respiro annuale con un momento di presentazione pubblica della nostra associazione, in occasione del quale una personalità di spicco del mondo della cultura affronterà un tema destinato ad evidenziare il filo conduttore del nostro lavoro nei mesi successivi. Analogamente, chiuderà i nostri seminari al termine dell’anno sociale una conferenza dibattito aperta al pubblico nella quale inviteremo un relatore a tirare le fila delle nostre riflessioni.

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