E il Nobel di Greta è volato in Etiopia

di Giuseppe Leonelli.

I bookmaker hanno toppato. Greta Thunberg non ha vinto il premio Nobel per la Pace 2019 che è invece stato assegnato al premier etiope Abiy Ahmed Ali “per i suoi sforzi  – si legge nella motivazione – per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea”. E così, dopo avere accusato il leader del pianeta di averle “rubato i sogni e l’infanzia”, Greta si è vista scippare l’importante riconoscimento dal premier etiope.

Un ‘furto’ in realtà mai avvenuto, perché non era noto – se non nella imperante narrazione ambientalista – per quale motivo l’adolescente svedese dovesse essere insignita del Nobel. Un mistero il nesso tra la Pace nel mondo e le pur sacrosante rivendicazioni ambientali.

Eppure sotto sotto potrebbe essere stato un complotto internazionale ad aver strappato dalle mani di Greta il riconoscimento, forse la giuria (composta come noto da cinque persone scelte dal parlamento Norvegese) ha voluto boicottare la giovane svedese per motivi campanilistici, o forse il suo spot a favore del gay pride di Stoccolma è stato reputato troppo poco internazionale. Chissà… Quel che è certo è che nonostante “gli occhi di tutte le generazioni future” fossero fisse sul Comitato per il Nobel, nonostante la minaccia di un non perdono eterno, il premio è scivolato via dalle mani di Greta Thunberg. Poco male, un giretto con la barca di Pierre Casiraghi potrà (forse) consolarla. Pazienza… O meglio: pace.

Fonte: l’Occidentale

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Da “assembramento” a risposta di governo, il percorso del centrodestra per non morire

      di Carlo Mascio. Il centrodestra è tornato in piazza. Unito. È questa di per sé è già una notizia. Dopo mesi di tentennamenti e silenzi sulle strategie anti Covid messe in atto dalla macchina orwelliana del governo Conte e dopo continue divisioni sul piano di aiuti economici per la ripresa post pandemia, ora i leader del centrodestra tornano a battere un colpo. Leggi il seguito…

    • Scuola, così il Governo crea una generazione di bimbi-robot

      di Giuseppe Leonelli. La questione economica è enorme, ma ancora più grave appaiono le modalità fuori dalla realtà con cui si è pensato di affrontare il problema. Il tema è la riapertura delle scuole a settembre e, in particolare, le regole annunciate due giorni fa dalla ministro Azzolina, annuncio frutto di un copia e incolla pedissequo – come sempre è avvenuto in questi mesi – di quanto suggerito dal famoso Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute. Leggi il seguito…

    • Patria, il Comando che sfida l’ubriacatura globalista

      di Stefano Fontana. Perché la politica crede che lo Stato-nazione sia superato da una globalizzazione inarrestabile e così facendo condanna se stessa? A questo problema è dedicato l’XI Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel Mondo dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân. La nazione si configura come “patria” proprio perché ha le radici nei “padri” e Giovanni Paolo diceva che il dovere verso la patria deriva dal quarto comandamento: Onora il padre e la madre. Ecco perché è necessario un recupero di fronte all’attuale ubriacatura di forzato globalismo. Leggi il seguito…

    • Il tramonto di Giuseppi

      di Frodo. Un inno alla presentabilità che non è bastato: Giuseppe Conte, tra qualche settimana, potrebbe dover fare i conti con un giudizio simile a questo. Il chiacchiericcio retroscenista che limita per sentenza politologica la durata di un governo, di solito, tende ad allungare la vita dello stesso esecutivo. È una regola non scritta del giornalismo: quando si vuole fare un piacere ad un politico, bisogna darlo per politicamente morto. Chiedere, per maggiori informazioni, a Silvio Berlusconi. Ecco perché dare Conte per spacciato non conviene ad un centrodestra che bene farebbe, invece, a pensare a riorganizzarsi come una vera coalizione. Il respiro giallorosso però rimane corto. Come abbiamo già avuto modo di far notare, i nodi stanno inesorabilmente venendo al pettine. Leggi il seguito…