San Francesco d’Assisi piccolino ripara la Chiesa di Cristo anche oggi (2)

Saint Francis of Assisi in Ecstasy-Caravaggio c. 1595 Pubblico dominio Creato: 1594 – Caricato: 16 maggio 2011

Sappiamo che Papa Benedetto XVI ha trovato ampia ispirazione nella tradizione francescana fin dalla sua giovinezza tanto che i suoi studi bonaventuriani lo portarono a scrivere un’ampia tesi per l’abilitazione del 1957 su san

Bonaventura («La teologia della storia di San Bonaventura») da non confondersi con la precedente tesi per il dottorato del 1953, «Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di Sant’Agostino». Non che non vi sia un naturale collegamento tra le due, che ritroviamo nelle dottrine agostiniane sulla Chiesa che il giovane Ratzinger rivede nella esposizione di Agostino attraverso la quale individua una lettura della Chiesa La Chiesa è vista come nuovo popolo di Dio in cammino nella storia, dove il tema della storia vede le due città, e la Chiesa come edificio spirituale, dimora di Dio tra gli uomini edificata attraverso la grazia.

Il cristocentrismo agostiniano risplenderà in San Bonaventura dopo che Bobaventura l’aveva ammirato in San Francesco. E in questa chiave ha assolutamente senso leggere il titolo di Alter Christus, criticato da Barbero nel suo Francesco, quando non coglie che il titolo gli viene riconosciuto da Bonaventura non tanto per stabiulire un modello super umano, quanto per riconoscere come il sogno di Francesco di voler essere come Gesù si è in lui effettivamente relizzato, come già la Chiesa aveva riconosciuto. Non un modello indifferente alle vicende storiche, ma intriso della presenza della Grazia operante in Francesco attraverso il mistero cristologico, l’Eucaristia, fulcro della vita ecclesiale, suo fonte e culmine.

Da qui deriva a Francesco la grande stima dei sacerdoti, anche poverelli di questo modo, cioè peccatori, l’amore alla fragrante Parola di Dio Altissimo, all’interno del legame tra la realtà visibile della Chiesa terrena e la sua perfezione escatologica, nella Gerusalemme celeste. Agostino, Bonaventura, la Gerusalemme del Cielo per cui Francesco è lieto di incontrare sorella morte per accedere pienamente al Regmo di Dio.

La grande fedeltà di Francesco alla Chiesa come via di santificazione è la chiave per capire anche le scelte di governo di Bonaventura per l’Ordine che rischiava di frantumarsi in rigagnoli sensibili all’eresia o all’esagerazione ascetica di talune correnti. La scelta di selezionare i contenuti delle numerose agiografie sorte su San Franesco partiva proprio da questa esigenza che sarebbe stata a cuore, come lo fu finché fu vivo, anch edi Francesco: mettere da parte alcuni personalismi per far emergere non il presunto Francesco -tanti Francesco quante le diverse sensibilità dei frati- quanto Francesco come riflesso reale del Cristo, Alter in quanto riflesso. Non modello irraggiungibile, ma addirittura superabile, se un santo, come San Massimiliano Kolbe, all’inizio del suo cammino di conversione disse: -Se tale fu Francesco, io sarò di più! Non fu orgoglio, ma risposta a quell’ Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. E quale potrebbe essere il limite se non il limite dell’inifinitezza di Cristo?

Ma lasciamo spazio alla sapiente parola di Papa Benedetto XVI che pone in luce anche tanti altri aspetti che lumeggiano la grandiosità ‘superabile’ di san Francesco.

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Author: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.

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