L’estetica non può essere solo un concetto filosofico, ma una nozione che si relaziona anche con la teologia nelle sue branche differenti. Estetica deriva dal greco aisthesis e significa sensazione, percezione. Nel XVIII secolo il filosofo tedesco Alexander Gottlieb Baumgarten designa l’estetica come la scienza della conoscenza sensibile. Da un punto di vista teologico liturgico, l’estetica ha origini antiche e studia la dimensione sensibile, simbolica e artistica del culto.
Estetica liturgica nel Cristianesimo delle origini(I – III secolo)
L’estetica delle origini del cristianesimo non consiste nello sfarzo, ma bensì nella relazione con il Cristo identificato come Buon Pastore. In che modo l’estetica è in relazione al Buon Pastore? Attraverso quel concetto greco, che prende il nome di Kalos che unisce la bellezza esteriore, con l’amore supremo. L’evangelista Giovanni presenta Cristo come il “pastore buono e bello”. Giovanni redige al capitolo 10, 11 – 14:
“Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore. Il mercenario, che non è pastore e al quale non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e le disperde), perché è mercenario e non si cura delle pecore. Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me”.
Giovanni afferma che Cristo dona la vita per le sue pecore, trasformando l’amore supremo in una forma di bellezza; perché trasforma il patibolo di morte in un’opera di salvezza. Giovanni l’evangelista, utilizza infatti l’espressione “ho poimenho kolos” ossia intende una bellezza che attrae. Il coraggio del Buon Pastore non è l’eroismo, ma la croce, evento massimo dell’amore di Dio per l’uomo.
La Chiesa delle origini collega il Buon Pastore al Battesimo.
Ogni nascituro ha con se il peccato originale. La Chiesa delle origini in riferimento al peccato originale, utilizzava l’immagine del Buon Pastore come Cristo che salva l’uomo. Il neofita infatti veniva immerso interamente nell’acqua, per poi risalire. Tale immersione indicava il passaggio dalla vita vecchia, alla nuova vita in Cristo. In relazione al Battesimo i Padri della Chiesa offrono un valido supporto circa il Buon Pastore. Origene afferma che il Buon Pastore incarna il Logos disceso dal cielo, per redimere l’umanità. Origene vede nell’immersione(Katabasis) la volontà da parte di Dio di recuperare le anime perdute. Sempre in riferimento al Buon Pastore Origene vede il ritorno trionfale di Cristo (amabasis) il quale dopo aver ritrovato le anime perdute, le risolleva verso il Regno dei Cieli. Questo movimento afferma Origene coincide con l’anastasis, ovvero la Risurrezione. Il Buon Pastore chiosa Origene conosce le sue pecore e le chiama per nome. Suddetta conoscenza afferma Origene è mistica e spirituale, che supera quella carnale. La pecora è poi ciascun fedele, che si lascia guidare dal vero Pastore, per passare dalla condizione di peccato, alla libertà dei figli di Dio. Agostino altro Padre della Chiesa fornisce una valida testimonianza nel Discorso sui Pastori. L’Ipponate pone una netta distinzione tra il Buon Pastore e il mercenario. Il mercenario è colui che serve il gregge, per un suo obiettivo personale: il guadagno. I pastori buoni(vescovi,guide spirituali) sono coloro i quali cercano Cristo conducendo a Lui le anime.
Estetica liturgica in relazione all’epifania di Cristo.
La liturgia è l’epifania, quindi la manifestazione di Cristo che nella sua praticità si manifesta nelle lampade,candele e nella solennità del canto. Questi elementi sono così l’irruzione della luce divina nel buio del mondo. Le candele e le lampade sono la vittoria di Cristo sulla morte, che indicano la reale presenza di Dio. La cera che compone le candele è allegoria della carne di Cristo, crocifissa per il mondo. Lo stoppino è la sua anima e la fiamma è la sua divinità. Dal punto di vista estetico, la fiamma rappresenta l’azione in divenire, il cui movimento da agli altari e alle navate vitalità. Ulteriori elementi estetici liturgici sono l’adorazione dei Magi, il Battesimo nel Giordano e il Miracolo di Cana.
Dimensione estetica teologica dell’adorazione dei magi:
Estetica:
- Universalità e umiltà: i Magi simboleggiano i tre continenti e le tre età dell’uomo. Il deporre ai piedi di Gesù i doni, indica la subordinazione del potere terreno alla regalità divina.
Teologica:
A livello teologico i dono sacrificali(oro, incenso e mirra) sono la proclamazione di fede. L’oro simboleggia la regalità di Cristo. L’inceso la sua natura divina. La mirra è la sua umanità e futura passione. Romano Guardini nel testo “Lo spirito della liturgia” descrive la liturgia come l’esperienza della bellezza interiore, di un’opera d’arte che eleva l’uomo verso Dio. Allo stesso modo i gesti, i paramenti, gli spazi, i tempi liturgici sono simboli concreti che esprimono a livello visibile l’invisibile, consentendo all’uomo che è corpo ed anima di fare esperienza del divino. Guardini intende la liturgia come una esperienza mistica,ove il bello conduce alla trascendenza divina.
Dimensione estetica teologica del Battesimo al Giordano
Il Battesimo al Giordano trasforma il rito di purificazione in una manifestazione visiva del divino. È la prima teofania di Cristo. Dal punto di vista estetico si attua la Kenosi ove il Figlio di Dio per così dire si spoglia della sua regalità, per entrare in contatto con i peccatori. Dall’altro lato c’è la dimensione cosmica in relazione al Giordano ove il cielo, la terra e l’acqua con l’intero cosmo vengono santificati dall’immersione di Cristo nel fiume. Il Battesimo al Giordano è manifestazione dello splendere della verità, in cui il Padre svela la vera identità del Figlio. Da un punto di vista teologico il Battesimo di Gesù sta a indicare che il Messia instaura l’innocenza nuova, che Adamo perse. Il Giordano è così segno della vittoria divina sulle forze del caos.
Dimensione estetica delle Nozze di Cana
Le Nozze di Cana sono la manifestazione della bellezza divina e della salvezza. A livello estetico accade che la materia diviene gloria. L’acqua usata per la purificazione rituale diventa il vino eccellente a causa della presenza di Cristo, quindi luogo Cristologico.
Dimensione teologica delle Nozze di Cana
La tramutazione dell’acqua in vino indica il passaggio dal periodo della legge all’instaurazione di un nuovo periodo: il periodo messianico. Il vino buono(Kalos) è la gioia della festa, che riempie di pienezza divina la vita di ogni uomo. In questa dimensione estetica teologica c’è Maria donna per eccellenza, la quale nell’affermare “fate quello che vi dirà” anticipa l’avvenimento escatologico, ove la salvezza è presentata come festa di nozze. L’estetica teologica ovviamente non può prescindere dall’evento della croce. Le Nozze di Cana sono l’anticipazione del Venerdì Santo, ove l’ora si compirà.