La perizia a firma della Psichiatra Dottoressa Ceccoli, incaricata dal Tribinale de L’Aquila per i necessari approfondimenti, è stata duramente contestata dal Dr. Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, che ne ha criticato sia l’impostazione sia i contenuti. Cantelmi ha definito l’elaborato “unilaterale, logorroico, e
inconsistente”, accusandolo di presentare “errori metodologici macroscopici” e una bibliografia datata.
Secondo lo psichiatra, le criticità sarebbero tali da poter essere contestate in tempi rapidi nell’ambito delle osservazioni previste dalla procedura.
Uno dei punti più rilevanti della contestazione riguarda il confronto con altre valutazioni già disponibili. In particolare, Cantelmi richiama le conclusioni della neuropsichiatria della Asl di Vasto, cosa che npoi avevamo già evidenziato in un nostro scorso articolo (FAMIGLIA NEL BOSCO. Risposta del Tribunale per i Minori de L’Aquila del 21 Aprile 2026.). Tali che – a suo dire – offrirebbero un quadro completamente diverso, smentendo la ricostruzione della consulente d’ufficio e confermando invece le posizioni della difesa. Non solo: il consulente denuncia anche un problema più ampio, sostenendo che la perizia e il sistema nel suo complesso avrebbero “ignorato sistematicamente le voci dissonanti”, lasciando intendere un possibile squilibrio nel processo valutativo.
Nel frattempo, il procedimento si muove su un terreno complesso, dove si intrecciano valutazioni tecniche, diritti dei minori, prerogative genitoriali e un forte impatto emotivo e mediatico. La decisione finale del Tribunale dovrà tenere insieme questi elementi.