Ballerino vince in gara al femminile

Elia Salzman, Alyssa. Fonte Immagine Pinterest

Un giovane ballerino di 15 anni, nato maschio e chiamato Elias Saltzman ha vinto un torneo di danza irlandese, tenutosi ad Orlando negli Stati Uniti, nella categoria «solista femminile Under 16». E non è la prima volta che accade.

Secondo la ricostruzione delle battagliere femministe di Reduxx, Elias Saltzman, dopo aver concorso più volte in gare maschili e non

aver mai conquistato alcun titolo, ora che compete con le ragazze, e si dichiara «donna» accumula le vittorie, non si sa quanto meritate.

Nel 2023 Saltzman, dopo aver iniziato a farsi considerare una «ragazza trans» con il bel nome di Alyssa, ha iniziato una rapida ascesa, riuscendo a conquistare «il primo posto» nella «categoria femminile U14». Il che gli ha dato, pardon, le ha dato, la possibilità di partecipare ai mondiali di danza.

Da allora sino all’ultimo exploit di alcune settimane fa, la carriera di Alyssa è stata tutta in discesa, costellata, oltre che da trofei e traguardi, anche degli elogi a mezzo stampa per il «coraggio» dimostrato nel fare «coming out».

A margine delle comprensibili polemiche per le vittorie di Alyssa Saltzman, P.J McCafferty, direttore regionale della «Irish Dance Teachers Association», ha rilasciato una dichiarazione per «difendere la decisione» con cui i giudici sportivi hanno permesso a Saltzman di «competere contro le ragazze», argomentando a partire dalle «politiche inclusive» della Florida in fatto di sport.

«Sono consapevole» ha riconosciuto McCafferty che c’è «molto disagio» riguardo alle decisioni sportive regionali, in particolare perché esse permettono ai «ballerini transgender» di partecipare a competizioni con atleti dell’altro sesso. Ma ciò accade, secondo il responsabile, perché queste politiche si allineano «all’identità di genere» vissuta dagli sportivi nella loro «vita pubblica quotidiana, nella loro vita accademica, lavorativa, sociale e domestica».

Quindi? Quindi in nome dell’inclusione che pare oggi l’argomento imparabile per eccellenza, McCafferty ha difeso Saltzman esprimendosi con pathos sul valore della «tolleranza», asserendo di voler sostenere «ognuno dei nostri ballerini».

Se dunque un domani un calciatore, un pugile, un tennista o un maratoneta dichiarerà di «sentirsi donna» – essendo impossibile dimostrare che lo faccia con dolo – avrà in qualche modo il «diritto» di gareggiare contro «avversarie» e magari potrà perfino partecipare a interi campionati femminili? Sembrerebbe di sì, secondo la logica dell’inclusione e della tolleranza che ci viene dalla Florida.

In modo opposto si è espressa in una lettera aperta Maggie McKneely, ballerina e militante femminista all’interno del «Concerned Women for America». Secondo la McKneely, che denuncia apertamente l’ingresso dell’ideologia del gender nel mondo della danza, «come in ogni altro sport competitivo», i ballerini e le ballerine dedicano tantissimo tempo tra «studio e palestra» alla loro passione e ciò «fin da piccoli».

«Chi raggiunge i vertici» prosegue la battagliera danzatrice ha la «possibilità di esibirsi» in spettacoli importanti, quali sono in Florida «Riverdance» e «Lord of the Dance» oppure può decidere di aprire le «proprie attività» di insegnamento della danza. Ma il successo nella carriera dipende, in larga parte, dalla «vittoria delle competizioni». Ed esattamente come avviene in «qualsiasi altro sport», i ballerini maschi «sono naturalmente più forti e veloci»: «nessuna pratica» della danza, enfatizza la McKnelly può preparare una ragazza «a competere e vincere contro i maschi».

Il discorso è lineare e semplice, per chi non ha le lenti oscurate dall’ideologia del gender e dal cosiddetto trans-femminismo (anti-muliebre) di oggi. «È giusto» si chiede ironicamente la militante, chiedere alle giovani ragazze di «mettere il cuore in uno sport» – magari in nome della parità coi maschi, tradizionalmente più sportivi – e poi privarle del premio «per cui hanno lavorato così duramente?». Ed è eticamente corretto «vestire un ragazzino» con un «tutù e una parrucca» e insegnargli a ballare come una ragazza solo «perché è confuso?».

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Author: Libertà e Persona

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