SU ALI D’AQUILA

Matteo Veroni, Volo d’aquila, acquarello

Grazie dell’attenzione e della lettura, del ricordo e della preghiera. Dopo aver percorso insieme per tre anni, a partire dall’8 marzo 2020, di settimana in settimana, il commento artistico-spirituale al Vangelo della domenica, secondo il ciclo triennale – anno A, B, C – vi propongo di proseguire il viaggio settimanale alle stesse modalità, soffermandoci sul brano della prima lettura domenicale (un testo tratto dall’Antico Testamento e in tempo di Pasqua dagli Atti degli Apostoli) che è strettamente collegata al brano evangelico.

Don Tarcisio Tironi


Antifona

Ascolta o Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi,
Dio della mia salvezza. (Sal. 26,7.9)

Commento artistico spirituale al Vangelo di Domenica XI – Anno A del giorno 18 Giugno 2023

di Don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia.


«In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte. Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: “Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”» (Èsodo 19,2-6).

Il libro biblico che continua il racconto iniziato in Genesi, narra – come significa la parola Esodo – l’«uscita» del popolo d’Israele dalla schiavitù in Egitto sotto la guida di Mosè. Quando il condottiero sale sul monte per ricevere le tavole della legge incontra Dio che gli chiede di rassicurare tutti gli Israeliti perché Egli manterrà fede all’alleanza promessa. Per farsi comprendere il Signore chiede a Mosè di riferire ai tutti suoi: «Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me». Attraverso quest’intensa e poetica immagine, Dio testimonia, allora e come oggi, un immenso amore segnato da cura e da tenerezza, dimostra di essere sempre a nostro favore, garantisce di accompagnarci e di sostenerci.
L’acquarello di Matteo Veneroni allude alla vertiginosa bellezza e al delizioso incanto d’essere portati come su ali d’aquila più in alto dei monti e riempiti dalla luce e dal calore del sole. L’affascinante ed essenziale foglio steso nelle sfumature dei colori caldi, espressione di vivacità e di gioia, fa riferimento all’aquila che porta il piccolo sulle ali per insegnargli a volare, a gettarsi in picchiata e poi a riprendere quota.
Dio ci invita a fare memoria del passato e a riconoscerlo nella nostra storia, consapevoli che, se il nostro volare è tanto basso da sfiorare il suolo, secondo lo scrittore Giovanni Papini ha un’unica causa: «Non vi sono altezze troppo alte ma soltanto ali troppo corte».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

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Author: Libertà e Persona

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