Confessione in una chiesa a Varsavia. Fonte immagine Wikipedìa/Wiki CC BY-SA 4.0
Pubblichiamo da Matrimonio cristiano l’articolo Si può amare così?
a firma di P. Luca Frontali, LC.
Si può amare così?
Posted by P. Luca Frontali, LC
Cari sposi, per me parlare di perdono mi porta sempre ad un ricordo molto caro e ad un’esperienza fondamentale per la mia vita di sacerdote, vissuta nel contesto di un ritiro di Retrouvaille. La coppia, facente parte dell’équipe che guidava il ritiro, stava condividendo a tutti i partecipanti i momenti più difficili della crisi della relazione, in cui ci furono più episodi di tradimento e di violenza domestica. Ricordo assai bene il mio stupore commosso nel constatare che,
nonostante la durezza e drammaticità del racconto, loro due fossero proprio lì a raccontarlo e da allora mi sono chiesto sempre: “ma si può amare così?” Cioè, può una coppia perdonare così tanto, sopportare tutto quel dolore, arrivare a un tale abbassamento? Non è a rischio la dignità personale? Non è forse una svalutazione e una rinuncia al proprio decoro?
È esattamente quello che Gesù vuole trasmettere a Pietro con la parabola dei due servitori indebitati. Se traducessimo in Euro le due cifre menzionate da Gesù avremmo da un lato i 10.000 talenti che corrisponderebbero circa a 6 miliardi del primo debitore contro i circa 1800€ del secondo! Ma perché tale sproporzione? Cosa vuole comunicarci Gesù? Che il mio peccato offende anzitutto Lui, il Suo Cuore, la sua Bontà infinita. Finché non tocchiamo con mano il senso tremendo del peccato, non ci convertiremo mai: chiediamo la grazia di poter dire con il cuore che in noi “l’Amore non è amato!”, come gridava san Francesco in lacrime.
Santa Teresa D’Avila partì proprio da qui, è lei stessa a raccontarcelo: “Entrando un giorno in oratorio, i miei occhi caddero su una statua che vi era stata messa, in attesa di una solennità che si doveva celebrare in monastero, e per la quale era stata procurata. Raffigurava nostro Signore coperto di piaghe, tanto devota che nel vederla mi sentii tutta commuovere perché rappresentava al vivo quanto Egli aveva sofferto per noi: ebbi tal dolore al pensiero dell’ingratitudine con cui rispondevo a quelle piaghe, che parve mi si spezzasse il cuore. Mi gettai ai suoi piedi in un profluvio di lacrime, supplicandolo a darmi forza per non offenderlo più” (Il libro della mia vita).
Capiamo così perché Gesù ci preavvisa che ci vorrà addirittura la Persona divina dello Spirito Santo a convincerci del peccato, cioè a donarci il giusto sguardo su di esso, affinché poi possiamo ad aprirci alla Sua Misericordia. Senza questo convincimento interiore, tutti faremmo la fine del secondo servo, il quale sta a simboleggiare la cecità e chiusura del cuore che dimostriamo nel valutare e soppesare le mancanze altrui piuttosto che piangere e commuoverci per le nostre.
Per voi sposi è fondamentale questo passaggio! Di per sé il matrimonio è potenzialmente sempre pieno di conflitti quotidiani. Ferite piccole o grandi possono essere all’ordine del giorno e se non si vive con la consapevolezza di essere … [Qui l’articolo completo da Matrimonio cristiano]
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