IL FASCINO DELL’ODISSEA E DEI LUOGHI CANTATI DA OMERO

Chi mai avesse saputo gustare la realizzazione RAI (1968) de L’Odissea (ancora oggi riproducibile su Rai Play), pregevole eco di quell’antico poema attribuito ad Omero, ancora ammaliato dal pegrinare di quel multiforme uomo, in pellegrinaggio verso Itaca che fu Ulisse, si chiederà se i luoghi

ed i popoli da lui incontrati, siano effettivamente esistiti. Così, attraverso gli studi accurati di noti ricercatori e filologi, la stimata docente Silvia Stucchi intreccia, per il moderno lettore su Libero di Giovedì 16 Luglio 2026, il percorso di un nuovo viaggio alla scoperta di quei lidi sui quali si proiettò la vicenda di uomini che, dopo dura guerra, durata dieci anni, più non fecero ritorno, se non Ulisse, e solo per un breve tempo, ancora assetato di scoprire quale destino gli riservasse il fato.

La terra dei Lotofagi, o Polifemo, o i Feaci, i Lestrigoni o l’Averno, così familiari a quegli antichi, potranno nuovamente evocare voci, luci, pensieri, sentimenti, sogni, nostalgie anche in noi, avvicinandoci, oggi, a quel tempo che sembra così lontano e perduto.

Con piacere, dunque, invitiamo alla lettura integrale dell’articolo della Professoressa Stucchi del quale qui offriamo solo una rapida anteprima. (Articolo completo su Libero di Giovedì 16 Luglio 2026)

Marcello Giuliano

“Quando, nel III sec. a.C., nasce la letteratura latina – ad opera di un poeta di madrelingua greca, Livio Andronico, originario di Taranto, caduta in mano romana nel 271 a.C. – arriva la traduzione latina di Omero. Ma non l’Iliade, poema bellico che si sarebbe ben intonato alle inclinazioni guerresche dei Romani, bensì dell’dissea, col titolo di Odusia. Del resto, il poema era ambientato nel Mediterraneo, verso il quale, ormai, si stavano orientando le mire dei Romani, che, ben presto, con le guerre Puniche, ne avrebbero conteso il dominio ai loro avversari storici, i Cartaginesi (Poeni, in latino).Vediamo allora quali possono essere i luoghi che Omero trasfigurò nel suo poema, facendovi sbarcare il suo eroe. Ma attenzione: uno dei detti dei filologi alessandrini è che si saprà con assoluta certezza dove siano i luoghi omerici solo quando si saprà con precisione da quale animale Eolo ha ricavato la pelle per realizzare l’otre dei venti donato all’eroe.Ma se proprio vogliamo impegnarci in questo divertissement, vediamo quali dei luoghi odissiaci potremmo visitare nelle nostre vacanze, al di là del disaccordo dei singoli studiosi su questa o quella particolare località.

E, per saperne di più, consultiamo L. Ferrari, Realtà e fantasia nella geografia dell’Odissea (Palermo 1968), o il più recente Sulle rotte di Ulisse. L’invenzione della geografia omerica, di L. Braccesi (Laterza 2020).La terra dei Lotofagi viene collocata a Djerba, o comunque in Tunisia: qui la popolazione (IX, 82-104) accoglie con favore Ulisse e compagni, offrendo loro il loto, [QUI l’articolo completo]

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Author: Silvia Stucchi

Laureata in Lettere Classiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Dottore di Ricerca in Filologia e Letteratura Latina, insegna Latino e Italiano nei Licei ed è docente a contratto di Lingua Latina presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica e alla Statale di Milano. Membro scientifico della SIAC (Société Internationale des Amis des Cicéron) e della SIEN (Société Internationale des Études Neroniennes), ha pubblicato saggi su Petronio e sulla sua ricezione, sulla tematica consolatoria nel mondo antico, Seneca tragico, Lucano, Ovidio, Petronio e la sua fortuna, Cassio Emina e Apuleio. Collabora con le edizioni Ares, svolge attività di giornalista pubblicista su varie testate. Ultime pubblicazioni: Come il latino ci salva la vita, Ares 2020; A cena con Nerone. Viaggio nella cucina dell’antica Roma, Ares 2021; Nerone. Verità e vita dell’imperatore più calunniato della storia, Giunti 2022.

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