Considerazioni su Logos e anti-Logos

La verità, secondo la celebre definizione di San Tommaso d’Aquino, è adaequatio rei et intellectuscioè corrispondenza tra realtà e intelletto. È invece menzognera la pretesa di far corrispondere la realtà (ovvero ciò che sussiste) al desiderio di ciò che non sussiste. O a una aspettativa, pur legittima.

Intendiamoci: di per sé i desideri non sono moti dell’animo negativi. Come rivela l’etimo de-sidera, si potrebbe dire che discendono dalle stelle. Hanno una forza propulsiva che può nobilitare chi li ha. Se sono desideri buoni e giusti possono muovere l’umanità a migliorarsi.

Ma il desiderio non buono, sganciato dalla verità o dalla realtà, può essere un desiderio non giusto. 

Perché occorre dirlo: verità e giustizia sono categorie collegate. Così come sono inoltre collegate a bontà, bellezza, amore e libertà. 

C’è dunque un legame che tiene uniti Verità, Giustizia, Bontà, Amore, Bellezza e Libertà. Ciò che tiene inscindibilmente legato tutto questo è il Logos, cioè un ordine soprannaturale che possiamo (e dobbiamo) ricercare, arrivare a comprendere e amare. Ma, in opposizione al Logos che unisce, c’è un principio maligno che divide. Il contrario del Logos, inteso come ordine perfetto, non è il caos ovvero la casualità elevata a principio di disordine. Un caos cieco, senza regole e senza guida, non sarebbe altro che una forza neutra. Ovvero non teleologica, non orientata ad un fine.

Il contrario del Logos è invece l’anti-Logos cioè un’opera di distruzione per realizzare un ordine al contrario; speculare ma, in un certo senso, anch’esso ordinato e meticoloso. Il mondo al contrario, di cui vediamo le crescenti manifestazioni oggigiorno e che si percepisce anche senza essere teologi o credenti, è una espressione di questo principio che si oppone a Dio creatore. 

Ricordiamoci quello che ha detto Gesù, cioè che ‘la verità vi farà liberi’: la verità precede sempre la libertà e ne è fondamento. Ma se ‘la verità ci farà liberi’ allora diventa ovvio che la menzogna ci renderà schiavi. Cioè succubi del principe della menzogna.  

Il rifiuto del Logos è l’essenza metafisica della Rivoluzione francese e di ogni movimento progressista che, da allora ad oggi, si ispira ad essa. 

Il grande equivoco quando si studia la Rivoluzione francese è ritenere che il triennio del Terrore, culminato nel 1792/4, sia stato la degenerazione di un movimento, tutto sommato, fondato su istanze giuste.

A quei tempi faccio presente che si ghigliottinavano centinaia o migliaia di francesi con accuse sommarie di scarsa adesione ai principi rivoluzionari. L’onere della prova era rovesciato: non erano gli accusatori a dover dimostrare il reato ma erano gli accusati che, per evitare la pena capitale, dovevano dimostrare di essere buoni rivoluzionari. 

Le esecuzioni dei nemici del popolo avvenivano in gran parte a Parigi, in Place de la Concorde: notare il beffardo appellativo (Piazza della Concordia) scelto per questo luogo di tormenti, tipica espressione del mondo al contrario.

Quella piazza ha storicamente dimostrato che i principi sbandierati di libertà, fraternità, uguaglianza, per quanto giusti, essendo totalmente disancorati dal Logos, non potevano che realizzarsi in modo opposto. Il loro esito ‘terrorizzante’ ha dimostrato nei fatti, al di là delle teorie, che quei principi di facciata erano pretesti, strumentali all’obiettivo primario di distruzione dei canoni di ordine. Cioè, al progetto sottostante di sistematica distruzione del Logos

Si è passati quindi da giuste rivendicazioni contro soprusi di casta e di potere all’obiettivo di demolire la fede, la famiglia e, paradossalmente, quegli stessi valori di fratellanza, uguaglianza, fraternità. 

Ma il sanguinario Robespierre, ispiratore ed esecutore massimo dell’ideologia giacobina, non è colui che ha tradito la Rivoluzione bensì quello che ha realizzato pienamente il furore rivoluzionario e che ne è ha plasmato l’essenza. 

Altrettanto si può dire di Lenin, Stalin, Pol Pot e altri dittatori comunisti del secolo scorso, i quali non hanno tradito la loro ideologia; al contrario, quando hanno avuto tutti i poteri per realizzarla, lo hanno fatto. 

Il mondo al contrario, oggi come al tempo del Terrore durante la Rivoluzione francese o come ai tempi di Stalin, è espressione piena dell’anti-Logos. Distruggendo l’ordine divino, si finisce prima o poi per distruggere l’uomo. 

Spesso sentiamo dire ‘Dio ci ama’. Però non sentiamo mai dire che ‘Satana ci odia’. Chi segue Satana che ci odia e abbraccia il suo progetto di divisione e distruzione dell’ordine, l’anti-Logos, finisce per odiare sé stesso e tutti gli uomini.

Questo preambolo teologico-filosofico, che potrebbe sembrare a tratti una disquisizione sui ‘massimi sistemi’, andrebbe agganciato a precisi avvenimenti e stagioni storiche, per essere capito meglio.

L’accenno alla Rivoluzione francese che ho voluto fare è già un limpido esempio di cosa succede quando l’anti-Logos irrompe virulentemente nella società, opponendosi al Logos

Tutti abbiamo qualche idea degli analoghi effetti sulla società che hanno avuto i regimi rivoluzionari, di destra e di sinistra, nel secolo scorso. 

A mio avviso, c’è un film che, rappresentando una realtà a noi più vicina nel tempo, fotografa lucidamente la spietatezza dell’anti-Logos, realizzata dal comunismo di stampo sovietico. Questo film è Le vite degli altri, uscito nel 2006. Un orribile capolavoro. Squallido, ma anche pieno di amore e compassione.

Ambientato nella Berlino Est del 1984, è un affresco dolorosissimo e potentissimo della disumanità del Potere. L’uomo, privato di ogni libertà di pensiero dissenziente, minacciato e represso continuamente, anche nel suo ambiente famigliare, diventa un nemico da controllare e piegare. È il trionfo del ‘Pensiero Unico’, gestito da una casta intoccabile di oligarchi. 

Ma attenzione: quegli oligarchi che manovrano il popolo non sono padroni assoluti. Essi stessi sono marionette, a loro volta manovrate da un regista occulto, ispiratore da sempre dell’anti-Logos. La loro sorte è sempre appesa ad un filo: un errore si paga carissimo (come per gli adepti della Spectre nei film di 007). E ciò li rende ancora più spietati.  

E se agganciassimo il mio preambolo ai nostri tempi e alle nostre vite, cosa potremmo dire?

Anche oggi, come avveniva ieri in tanti regimi autoritari, succede questo: la realtà viene incessantemente riplasmata da una ideologia che pone l’utopia al di sopra di tutto. Il Logos deve, oggi più che mai, piegarsi e soccombere all’anti-Logos.

Avanzano nuove forme di oppressione sistematica e imposizioni ideologiche (vedi Agenda 2030, agende ONU, agende massoniche e di altre lobby di potere) ben più invasive che nel passato. Abbiamo controlli asfissianti, crescenti restrizioni di comportamenti e, d’altro canto, espansioni di libertà ma solo per ciò che è gradito al sistema di sorveglianza. Le libertà che avevamo fino a poco tempo fa stanno diventando concessioni, sempre più svilite e condizionate. 

La digitalizzazione, gli strumenti di tracciamento odierni, le schedature di ogni tipo, l’utilizzo dell’IA assicurano agli Stati e ai manovratori occulti un potenziale illimitato per reprimere ogni dissenso; al confronto, i nuovi mezzi fanno sembrare i controllori della Stasi nella DDR comunista nel film sopra citato come dei paciocconi dilettanti.

Ed è curioso che, chi denuncia ossessivamente un patriarcato che non c’è, possa benevolmente accettare uno Stato patriarca, accentratore e fustigatore.

Siamo sorvegliati da telecamere ovunque, lo stesso smartphone ci analizza e plagia continuamente, siamo monitorati da chip pervasivi che si infilano dappertutto, anche negli elettrodomestici, nelle TV, nei computer, nelle auto…. Persino i vaccini che ci consigliano per la nostra salute sono vettori di sostanze tossiche e strumenti di controllo sociale; potenzialmente anche una porta per iniettare nell’organismo nano-particelle che possono essere attivate con sofisticate tecnologie militari per scopi per noi imprevedibili. 

E non manca l’ipocrisia di mascherare i veri intenti dietro cortine fumogene o di presentarli con nobili finalità. Prendiamo la lotta alle emissioni climalteranti: mentre devastano il mondo con guerre e deflagrazioni pestilenziali i governanti globalisti ci dicono che il problema per il pianeta siamo noi poveri cristi che consumiamo troppa carne o che vogliamo spostarci ovunque o viaggiare oltre i 30 chilometri orari nelle città. Ci fanno pagare tasse sull’aria per poi finanziare oltremisura armamenti per distruggere popoli e territori (consiglio, in proposito, la lettura di questo interessante articolo). 

Per non parlare, poi, del nobile rispetto dell’ambiente o degli ecosistemi che presenta un conto sempre più salato per le persone: molte specie animali e vegetali sono molto più tutelate degli uomini.  In Spagna, per fare un esempio, per la distruzione di un uovo di aquila o di altra fauna protetta si va in prigione, ma se vuoi distruggere un feto umano anche di cinque o sei mesi lo Stato ti aiuta nel tuo proposito. E in Francia si mette in prigione chi anche solo critica questo diritto. 

Dunque, troppo spesso gli interessi umani devono soccombere a quelli di piante, animali o allo sviluppo di tecnologie energivore come l’IA o il 5G/6G,  che, teoricamente, dovrebbero essere al servizio dell’uomo.

Come non vedere in queste manifestazioni mortificanti l’opera dell’anti-Logos, regista occulto e principe del male? 

Ebbene sì, c’è una presenza carsica che nel tempo appare e scompare. E quando riaffiora si rivela in forme sempre diverse ma sempre mantenendo la propria identità. Questa presenza multiforme è un ‘qualcosa’ che un grande romanziere, Stephen King, ha intuito ed esplorato a suo modo nella propria opera di maggior successo: IT

IT, in italiano ‘quella cosa lì’: un’essenza di male assoluto.

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.

Author: Roberto Allieri

Nato a Pavia nel 1962, sposato e padre di quattro figli, risiede in provincia di Bergamo. Una formazione di stampo razionalista: liceo scientifico, laurea in giurisprudenza all’Università di Pavia e impiego per oltre trent’anni in primario istituto bancario. L’assidua frequentazione di templi del pensiero pragmatico e utilitarista ha favorito l’esigenza di porre la ragione al servizio della ragionevolezza e della verità. Da qui sono seguite esperienze nel volontariato pro-life, promozione di opere di culto, studi di materie in ambito bioetico, con numerose testimonianze e incontri per divulgare una cultura aperta alla vita, ancorata alla fede e alla famiglia. Collabora al Blog Oltre il giardino QUI Vedi tutti gli articoli di Roberto Allieri

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.