Ci sono mussulmani moderati coi quali dialogare in vista di una pacifica integrazione? Questa era, e in parte è ancora, l’illusione di certe anime belle e di qualche cattolico ma, Corano alla mano, si tratta appunto di un abbaglio tutto occidentale.
Fino a qualche anno fa si parlava molto di un fantomatico islam moderato col quale cercare un dialogo per una maggiore integrazione della componente mussulmana nelle nostre società. Peccato che un islam moderato non esiste o quantomeno è ininfluente all’interno della comunità dei credenti: umma.
Fermo restando il fatto che l’Islam non è un blocco monolitico e che al suo interno vi sono gruppi minoritari e persino perseguitati in quanto considerati “eretici” dalla maggioranza sunnita (87-90% dei devoti) – come il sufismo, mistico, o gli sciiti, maggioritari in Iran, Azerbagian e Barhein e un significativa presenza in Afghanistan, Pakistan, Yemen, Libano e India – il testo sul quale si regge l’intera religione islamica è il Corano, la cui lettura svela inequivocabilmente la sua natura violenta, discriminatoria e integralista.
È vero che Maometto raccomanda la tolleranza per le “la gente del libro” (Ahl al-Kitab), ebrei e cristiani, ma questi di fatto e nel migliore dei casi sono persone di “serie B” nella società islamica e soggetti al pagamento di una tassa, la jizya, che è un deterrente per il mantenimento della loro fede.
In ogni caso il Corano costituisce un libro perfetto dal punto di vista linguistico e dottrinale sia per chi lo considera increato ed eternamente presente, sia per chi lo ritiene opera creata per ispirazione divina. Pertanto, benchè la questione dell’interpretazione dei versetti (sure) abbia attraversato l’intera storia dell’Islam ed è rintracciabile già nella storica divisione tra sciiti e sunniti avvenuta nel VII secolo subito dopo la morte del profeta; se gli sciiti sono inclini ad attribuire un potere di interpretazione agli imâm, i secondi – che come abbiamo detto sono largamente maggioritari – sono invece propensi ad accettare il senso letterale del testo.
È proprio l’interpretazione letterale, a prescindere dal contesto storico nl quale le sure sono state pensate o scritte e dal contesto nel quale devono essere applicate, che attualmente prevale nell’islam e che fornisce la giustificazione a quelli che noi occidentali consideriamo come degli eccessi o manifestazioni di fanatico integralismo. I jihadisti che uccidono innocenti o si fanno esplodere tra la folla, nonché i guerriglieri dello Stato islamico o gli adepti di Al Quaeda, che hanno messo a ferro e fuoco il Medio Oriente e parte dell’Africa, si considerano loro Corano alla mano i veri musulmani, i più fedeli seguaci di Maometto. Per loro, gli altri musulmani sono mediocri, traditori e complici dell’Occidente cristiano.
Di seguito ecco alcuni passaggi di una conferenza tenuta dallo sceicco Abu Talal al-Qassimi ai musulmani di Milano e riprodotta su una videocassetta acquistata presso il Centro islamico di viale Jenner nel 2021: «Il musulmano è terrorista per natura, nel senso che deve terrorizzare i nemici di Dio, ma è sicurezza e pace per i fedeli… Sono ignoranti coloro i quali non appena si sentono accusare che l’islam si è diffuso con la spada corrono a negarlo. Invece, l’islam è la religione della forza e incita a terrorizzare il nemico e ad essere clementi con i fedeli».
«Il Corano ci ordina di combattere tutti, senza esclusione. La nostra religione non può convivere con nessun’altra. La Jahiliya (miscredenza, ndr) non può arrivare a delle tregue definitive con l’islam. Quelli non ci lascerebbero in pace nemmeno se noi lo facessimo».
E riguardo a coloro che, immigrati in Occidente col desiderio di vivere magari pacificamente: «Dio ci rivolge la parola: Cosa avete?, vi siete accomodati, vi lasciate attrarre dai piaceri della terra… mentre loro violano la nostra religione e profanano le nostre terre. Questo vi deve bastare per affrettarvi ad unirvi al Jihad». È significativo che in occasione dei gravi attentati jihadisti che hanno funestato l’Europa nessun imam, personaggio di spicco o comunità islamica abbia inequivocabilmente e chiaramente condannato gli atti di terrorismo.
Da quanto fin qui detto si comprende che, nel caso la presenza islamica nelle nostre città divenga significativa o addirittura maggioritaria, coloro che consideriamo “moderati” dovranno necessariamente schierarsi e partecipare alla guerra santa – che implica lo sterminio o la sottomissione forzata dell’ “infedele” – se non vorranno essi stessi essere considerati infedeli o apostati e come tali uccisi. E lo ripetiamo: non si tratta di supposizioni ma di quanto si evince dalla lettura del Corano, il libro sacro non ispirato ma dettato da Dio a Maometto e quindi da applicare alla lettera in ogni sua parte.
P.S. quando sentite parlare dell’islam “religione di pace”, tollerante verso le altre religioni sappiate che nel Corano è prevista la taqiyya, ovvero la “dissimulazione”: un comportamento tattico usato dagli islamici nei rapporti con i non-musulmani per confonderli e nascondere le reali intenzioni e natura dell’islam.
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