L’Italia: fu vero Risorgimento?

Nella nuova puntata di Dal passato al presente lo storico Francesco Agnoli e Giuseppina Coali affrontano in una sintesi efficace ed intrigante la politica estera del Belpaese nel corso dei secoli: da paese diviso in tanti stati, militarmente debole, ma cuore religioso e culturale del mondo, a paese politicamente unito, ma più per l’intervento straniero che per l’azione dei Savoia.

Quello che chiamiamo Risorgimento fu davvero un momento glorioso per il nostro paese? Da allora abbiamo acquistato indipendenza e sovranità, oppure l’Italia ha patito, ora più ora meno, le ingerenze di altri paesi?

L’entrata nella guerra mondiale, il fascismo, l’adesione alla Nato e infine la caduta della Dc e del PSI, con la fine della I Repubblica: come leggere questi fatti  in relazione alla maggiore o minor capacità della politica italiana di determinare autonomamente il destino del paese?

Proviamo un’impresa piuttosto ardua: la politica estera italiana in pochi minuti

Proviamo… Siamo stati il cuore di un impero sino al 476 d. C. Come impero abbiamo inglobato varie culture, tra cui quella greca e quella biblica. Le due visioni del mondo più significative e più universali della storia si sono dunque incontrate a Roma, città già a suo modo universale. Poi, politicamente è iniziata la divisione, e mentre gli altri paesi diventavano monarchie nazionali, l’Inghilterra, la Francia e la Spagna, noi rimanevamo un popolo diviso in tanti piccoli stati…

Divisi politicamente, deboli quindi, militarmente….

Sì, ma fortissimi culturalmente, ed anche economicamente. L’Italia è stata per secoli il giardino della fede, dell’arte, della bellezza e della scienza… I Comuni italiani tra il Mille e il 1200 sono senza dubbio le città più ricche e più belle del mondo. Qui nascono le prime università, i più grandi scultori, pittori, architetti… qui vengono inventati la carta italiana e gli occhiali, qui nascono o studiano i più grandi scienziati… Questo perché Roma è il cuore di una visione spirituale universale: non è la capitale degli italiani, è la capitale della fede e della cultura europea e non solo. Inoltre, l’Italia è a sua volta fatta di tante capitali: Bologna è a suo modo una capitale, Ravenna è stata capitale dell’Italia bizantina, Palermo è capitale del regno normanno, Venezia è capitale di un impero marittimo, Firenze è capitale di uno stato regionale che al suo apogeo ha una influenza che si espande sino alla Francia…Tante capitali, tanta arte, tanti cibi diversi…

E poi cosa succede?

Dopo l’invasione del francese Carlo VIII (1494) inizia un lungo periodo di sudditanza agli stranieri… La scoperta dell’America, di due anni prima, riduce l’importanza del mediterraneo…  Ma questo non toglie all’Italia il suo ruolo religioso e culturale mondiale. La crisi più drammatica si ha con un italiano prestato alla Francia: l’invasione di Napoleone nel 1796 è il grande schok da cui l’Italia non si riprenderà più. Viene saccheggiata, derubata, umiliata… la secolare Venezia viene abbattuta, due papi vengono fatti prigionieri, grandi uomini di cultura e di scienza, come Galvani e Ruffini, vengono umiliati e perdono la cattedra… Mentre la Francia ci saccheggia le opere d’arte, l’Inghilterra associa alla sua Royal Society i nostri scienziati…Inizia il furto dei nostri cervelli. Francia e Inghilterra sono paesi uniti, con grandi eserciti, stati centrali forti… noi abbiamo piccoli stati messi brutalmente davanti alla forza degli eserciti di massa di Napoleone…

Ma poi arriva il Risorgimento

Sarebbe stato Risorgimento se fosse andato in porto il progetto federalista: l’unione graduale, nella diversità, senza guerre intestine del nostro paese. Ma i Savoia decisero che questo progetto andava boicottato e che l’Italia doveva nascere come un’ espansione del Regno di Sardegna. L’Italia è stata unificata da una famiglia di cultura francese sino allora ben poco significativa nella storia millenaria del paese. Per fare questo i Savoia fecero 3 operazioni distruttive: saccheggiarono i beni della Chiesa (che era stata per secoli la finanziatrice di scuole, ospedali, arte,,.), umiliarono il Meridione e chiesero aiuto di potenze straniere.

Cioè?

Cioè fecero l’Italia unita con i soldi del popolo, con i soldi inglesi e con l’esercito di Napoleone III, senza il quale mai avrebbero potuto sconfiggere gli austriaci. Capisce che fare l’Italia con l’aiuto straniero è un peccato originale. Se poi aggiunge che il sud fu devastato da imposizione di tasse mai viste, arruolamento di massa, prima inesistente, saccheggio dei banchi e dei beni del meridione per pagare una impresa sproporzionata rispetto alle proprie capacità, diventa chiaro che l’Italia nel 1861 nasceva più che zoppa…

Unita ma divisa?

Sì divisa tra nord e sud, tra centralismo e volontà di autonomia, tra Stato e Chiesa, tra borghesia e popolo… Per questo qualcuno credette che si potesse compiere il Risorgimento con la guerra mondiale, con la guerra degli italiani.

Sì, i nazionalisti credono questo; anche i Savoia immaginano grandi risultati dalla guerra; non pochi socialisti si intruppano, qualcuno sperando che dalla guerra nasca il caos e dal caos una rivoluzione socialista…

Il problema è che poi, a guerra finita, avremo la vittoria mutilata…

A guerra finita abbiamo una vittoria mutilata, Francia ed Inghilterra che si rimangiano parte delle promesse e rivelano con l’Italia lo stesso atteggiamento da imperi coloniali che hanno in Africa ecc. Fidarsi di loro è stato un grande errore delle classi dirigenti liberali. Inoltre, al posto del rafforzamento dei Savoia, abbiamo l’indebolirsi dello Stato e il caos auspicato da alcuni socialisti c’è…ma alla fine avvantaggia i fascisti…

Con Mussolini l’Italia non vuole più essere subalterna…

Sì e no. Mussolini è stato al soldo dei francesi e degli inglesi dal 1915, quando si è schiarato con gli interventisti. Ancora una volta, dunque, un’Italia che si fa guidare dall’esterno. Poi, certamente, cerca di dare all’Italia un ruolo internazionale, e per un po’ sembra anche riuscirci… ma poi torniamo ad essere al soldo di una potenza straniera. Emarginato da Francia e Inghilterra, che credono di poter sempre fare il bello e il cattivo tempo, Mussolini – complice la solita arroganza anglo francese, si getta tra le braccia di chi crede sia più forte, la Germania… e così, ancora una volta, Italia ciao…

E dopo la seconda diventiamo una colonia americana…

La seconda, voluta da un solo uomo poco più (questa volta i Savoia si limitano alla passività), la perdiamo ignominiosamente e paghiamo cara la sconfitta. Ma l’Italia a guida Dc torna alla vocazione italiana, a ragionare conoscendo la propria debolezza militare e la propria vocazione storica religiosa e culturale. L’Italia della Dc di Degasperi è atlantista, ma non servile. Ha una sua politica estera, che sa crearsi spazi di libera manovra, per esempio verso est e verso il Mediterraneo… Questo viene accettato, un po’ obtorto collo, anche dagli Usa, finché hanno bisogno dell’Italia… All’inizio degli anni Novanta l’Italia è davvero la 5 o sesta potenza mondiale… poi, con la caduta del muro, tangentopoli, cambia tutto….crollano – anche per mano straniera?- la Dc e il PSI e allora sì che diventiamo un paese senza quasi più sovranità…

vedi: https://www.amazon.it/Degasperi-pensiero-antifascista-sconfisse-sinistre/dp/B0942MLNLJ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3JGB5EXV7IBHW&dib=eyJ2IjoiMSJ9.1fZe2jq7MsST4s2euxeZyA.tpmdQe3TuAnJa2i1BioFBiYZMZgtPVN33Rv84swiZNM&dib_tag=se&keywords=alcide+de+gasperi+agnoli&qid=1772143583&sprefix=alcide+degasperi+agnol%2Caps%2C306&sr=8-1

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