Et incarnatus est

L’incarnazione è il cuore della confessione cristologica. L’Incarnazione è quindi la discesa del Figlio di Dio nella storia, attraverso il sì di Maria.

Significato teologico dell’infanzia di Gesù.

Incarnandosi Gesù è divenuto un bambino. La sua futura missione, inizia così nell’infanzia, nel concepimento materno. Divenire uomo, implica l’essere stato bambino. Cosa significa essere bambino? Il bambino è colui che vive un rapporto di dipendenza e di aiuto. Lo stesso è accaduto per Gesù. Lui era anzitutto dipendente dal Padre, ma anche da altri uomini, quali Maria e Giuseppe. Gesù è stato nel grembo della Vergine Maria dalla quale ha ricevuto la sua carne, il suo sangue, i battiti del suo cuore, i suoi comportamenti, la sua parola. Il Salvatore da come si evince, ha ricevuto la vita di un altro essere umano. Gesù ha ricevuto nel contempo il peso della storia antica: Egli infatti si è incarnato per porre definitivamente fine al peccato. Cristo ha sofferto suddetta storia, infatti le braccia spalancate di Lui, bambino deposto nella mangiatoia, vanno viste nelle braccia di Lui giovane sulla croce.

Significato teologico dell’essere bambini.

In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli(Mt. 18, 3).

L’essere bambino per Gesù non è uno stato transitorio, ma bensì riconoscere la sua condizione: la figliolanza, che in toto lo ha visto in circolarità con l’Abbà, con il Padre. Gesù era conscio di non essere solo, anche nel dramma della croce, ove il grido proferito “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato” altro non fu che un atto di amore verso il creatore e le sue creature. Si comprende che l’infanzia di Gesù non è una forma di potere, ma bensì un costante rivolgersi al Padre. Joachim Jeremias(esegeta tedesco) ribadisce che l’essere bambino nel senso di Gesù significa apprendere a dire il sostantivo Padre. Quando si apprende a dire Padre, ci si inserisce nel suo mistero, per condividerne la gloria che il Figlio ha rivelato, non nella dimensione di autodeterminazione, come fecero i progenitori, ma bensì seguendo l’esempio dell’umiltà di Maria e di Giuseppe. È nella sola accettazione della carità spirituale, che l’uomo giunge alla sua più grande maturazione e di conseguenza emancipazione.

Esaltazione dei poveri: secondo aspetto dell’infanzia di Gesù.

L’attenzione di Cristo verso i poveri non è una forma di romanticismo, ma piuttosto istanza che interpella la coscienza. Per riprendere il tema dell’infante, il bambino è povero, dacché da solo non può provvedere a se stesso, non può compiere alcun atto o scelta. Il bambino riceve infatti tutto dagli altri e in virtù di questo risulta essere libero. Il significato teologico dell’essere bambini è proprio il suddetto: essere libero, per poter anelare a Dio a differenza di chi si reputa autoreferenziale e brama l’avere e il riconoscimento umano. Chi perde la consapevolezza che il mondo è nelle mani di Dio, perde la sua infanzia, nel senso che non potrà accedere al Regno di Dio. Il metropolita greco Stylianos Harkianakis ha richiamato l’attenzione sulla questione dell’essere bambino, riprendendo Platone. Il filosofo nel Timeo mette in risalto una forma di giudizio ironico, ossia afferma che i greci sono degli eterni aei paides, ossia eterni fanciulli. Platone in questo vede l’esaltazione dell’essere greco, quindi dal liberarsi dagli attaccamenti veniali, per poter così contemplare la verità.

La madre.

Essere bambini significa individuare la figura della madre. La madre non può essere elusa, perché ogni bambino, in primo luogo Gesù viene al mondo per mezzo della madre. In suddetto frangente, va posta l’attenzione anche sull’Eucaristia. Eucaristica cosa significa? Rendere grazie. Cristo istituendola il Giovedì Santo ha reso grazie a Dio Padre, ma anche a sua madre, povera ancella, dalla quale imparò il sì. Il sì di Cristo come quello di Maria è un sì totalizzante, che dona incessantemente.

Nazareth: luogo fondante dell’infanzia di Gesù.

Nazareth è la città in cui la Sacra Famiglia ha sede. La famiglia è il nucleo fondante della società, come anche forma di collaborazione con Dio. L’allora Cardinale Laval in Canada nel diciassettesimo secolo in riferimento alla famiglia, a causa della penuria di clero, chiamò i laici alla responsabilità familiare, affidando al capofamiglia la vita di preghiera. La famiglia diviene così Chiesa domestica, sull’esempio della famiglia di Nazareth.

Charles de Foucauld: Nazareth primario luogo di incontro con il mistero.

Charles de Foucauld nel suo pellegrinaggio in Terra Santa venne colpito profondamente dalla semplicità di suddetto luogo. Egli voleva seguire Gesù adempiendo le seguenti parole: quando sei invitato a nozze, va a sederti all’ultimo posto(Lc. 14,10). Quale nesso con Nazareth? Codesta città è l’ultimo posto, ove Foucauld segue l’esempio di Cristo lavoratore, apprendendo così al di sopra di ogni studioso il vero significato dell’essenza gesuana. L’idea di Chiesa povera e umile ha origine a Nazareth ove però non viene meno la sacramentalità e l’adorazione costante. Nazareth ricorda che la Nuova Alleanza non ha origine nel Tempio e nemmeno sulla Santa Montagna, ma bensì nella capanna della Vergine, nella Sacra Famiglia ove il naturale e il soprannaturale si conciliano.

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Autore: Emanuele Sinese

Emanuele Sinese è nato a Napoli il 24 Novembre 1991 e da anni vive a Bergamo. Ha frequentato l’Istituto di Scienze Religiose in Bergamo, conseguendo nel 2017 la Laurea triennale con la tesi Il mistero eucaristico in San Pio da Pietrelcina. Nel 2019 ha ottenuto la Laurea magistrale con la tesi La celebrazione eucaristica secondo il rito di San Pio V.  È insegnante specialista di Religione. Da ottobre 2024 prosegue gli studi presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Attualmente è anche coordinatore per la didattica di un laboratorio territoriale di alcuni docenti di religione nella diocesi di Bergamo.