«Noi sappiamo che siamo diverse dalle altre atlete. Ma non vogliamo dimostrarlo. Facciamo del nostro meglio per sembrare come loro. Sappiamo di essere ben lontane da quelle che gareggiano qui, lo capiamo benissimo. Ma più di ogni altra cosa vorremmo dimostrare la nostra dignità e quella del nostro paese.» Da Non dirmi che hai paura
– E sentiamo … come credi di poter vincere contro quei ragazzi più grandi di te?
– Andando più veloce di loro, ah, behh! Forse, ancora no, ma un giorno, sarò la più veloce di Mogadiscio.
Inizia tra le strade di Mogadiscio – bianche come le case e i muri degli edifici, bucherellati dai proiettili e devastati dalle granate- questo intenso romanzo di Giuseppe Catozzella, vincitore del premio Strega giovani nel 2014 .
Samia è una ragazzina somala, che ama correre, vuole diventare una campionessa e arrivare a gareggiare alle Olimpiadi. Ma la sua famiglia è povera, la Somalia è oppressa e devastata dagli integralisti islamici di Al- Shabab e il suo sogno appassionato di riscatto fatica a trovare possibilità concrete per realizzarsi.
Samia è allenata dall’amico fraterno Ali, prima di giorno e poi di notte, quando le restrizioni alla libertà di movimento delle donne si fanno più pesanti.
Contro tutte le previsioni, la ragazzina riesce a qualificarsi, appena diciassettenne, alle Olimpiadi di Pechino del 2008: arriva ultima, competendo con atlete molto più allenate di lei:
– Ero la più bassa, la più magra e la più piccola. Me l’ha svelato questo specchio impietoso , prima della gara.
Suscitò, comunque, una grande curiosità e una grande stima intorno alla sua minuta persona, simbolo della Somalia oppressa e delle sue figlie desiderose di riscatto e di libertà.
Il successivo cammino di Samia, verso le Olimpiadi di Londra del 2012, dopo il ritorno a Mogadiscio, si rivela ancora più difficile: le leggi degli integralisti islamici sono sempre più oppressive nei confronti delle donne ed è impossibile per la giovane allenarsi, chiusa in un pesante burqua.
Senza la possibilità di ottenere i documenti per espatriare, Samia decide dunque di intraprendere, da sola, il Viaggio: ottomila chilometri tra l’Etiopia, il Sudan, il deserto del Sahara e poi la Libia, nella speranza di imbarcarsi clandestinamente verso l’ Italia e poi raggiungere Londra e realizzare il suo sogno olimpico.
Il Viaggio si rivelerà una tragica odissea, in compagnia di innumerevoli altre creature disperate che tentano, come lei, di fuggire dalla miseria e dall’oppressione. Ottenuta, dopo mesi di prigionia e di violenze in Libia, la possibilità di imbarcarsi su una malconcia imbarcazione, stipata di uomini, donne e bambini in cerca di una vita più dignitosa, Samia attraversa un mare che, improvvisamente, a poca distanza da Lampedusa, diventa cupo e minaccioso …
Vola, Samia, vola come il cavallo alato fa nell’aria …
Sogna Samia, sogna, come se fossi il vento che gioca tra le foglie …
Corri, Samia, corri come se non dovessi arrivare in nessun posto …
Vivi, Samia, vivi, come se tutto fosse un miracolo …
…
Bum.
Questo è lo start. Adesso si corre!


