Giovanni Bosco: l’importanza di divertirsi in modo sano

Don Bosco è stato anche, tra le tante cose, il teorizzatore del “sistema educativo preventivo”, sintetizzabile in un opuscoletto di poche pagine. Noi, insegnanti di oggi, faremmo fatica a prenderlo in considerazione, abituati come siamo a poderosi e intricati manuali di pedagogia, nei quali vengono forgiate, come nelle fucine di Efesto, parole sempre nuove per descrivere le patologie della nostra epoca. Quasi che con le parole, magari composte, magari neologismi grecizzanti, particolarmente orecchiabili e colti, potessimo veramente afferrare la sostanza dei problemi.

In cosa consiste la pedagogia di Don Bosco? Essenzialmente nel comunicare degli ideali, delle virtù, prescindendo, in buona parte, dalle chiacchiere. Non troverete mai, nel suo vocabolario, i valori della “pace”, della “solidarietà”, dell’Agenda 2030 e del moralismo scolastico odierno.

Tutte cose “astratte”, lontane, prive di concretezza e di potenza educativa. Per Giovanni Bosco l’essenziale è che l’educatore tratti i suoi alunni “non con le percosse e i castighi (se possibile) ma con mansuetudine“, insegnando con la Religione, la Ragione e l’Amorevolezza, in modo da mettere gli “gli allievi nell’impossibilità di commettere mancanze“.

I luoghi dell’educazione sono la cappella, il cortile e la scuola: quest’ultima, appositamente, all’ultimo posto. Occorre anzitutto che i giovani siano amati: “questo avviene nella fusione fraterna del cortile, dove i giovani, sentendosi amati in quelle cose che loro piacciono, cioè nei divertimenti, imparano a vedere l’amore degli educatori in quelle cose che naturalmente loro piacciono poco, quali la disciplina, lo studio, la mortificazione di se stessi, e queste cose imparano a fare con amore”.

Sintetizzando, dovremmo insegnare ai nostri giovani, anzitutto, a divertirsi, semplicemente, sinceramente, spensieratamente, come spesso credono che non sia neppure possibile fare: cantando, come una volta, e non sempre ascoltando e guardando, passivamente, alla tv, nani e ballerine; giocando per le strade, andando in montagna, senza amenicoli vari, senza sostanze, senza complicazioni tecnologiche…Perché il sapersi divertire con sana allegrezza, molto più che l’essere “colti” e magari saccenti, è il segno di un’anima veramente educata.

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Author: Francesco Agnoli

Segnaliamo alcune pubblicazioni dell'autore: Darwin ha preso un granchio (QUI); L’anima c’è e si vede. 18 prove che l’uomo non è solo materia, ED. Il Timone, 2023 (QUI); Hitler, l'anticristo (QUI); Scienziati dunque credenti (QUI) La Politica (QUI); Donne che hanno fatto la storia (QUI); (QUI). Ha una pagina youtube: QUI

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