Sentinelle in piedi a Bologna

Questa sera – 26 febbraio – alle 19 in Piazza Maggiore a Bologna le Sentinelle in Piedi, insieme alla Manif pour tous Bologna, veglieranno in difesa della famiglia. Come sta avvenendo ormai in moltissime città d’Italia, si sta allargando un dissenso pacifico alla cosiddetta ideologia del gender. Abbiamo incontrato la responsabile della Manif pour tous Bologna per farle alcune domande.

Chi siete?

La Manif Bologna è uno dei coordinamenti della Manif pour tous Italia che nasce in forte unione con l’omonima realtà francese. Siamo giovani con un’età media tra i 18 35 anni, ma con noi ci sono persone di tutte le età.

Cosa vi spinge a vegliare in Piazza Maggiore?

Andiamo in piazza questa sera per vegliare e invitare a farlo perché oggi, con la cosiddetta Legge Scalfarotto, è in pericolo la libertà di pensiero. Vogliamo invitare la città a svegliarsi, per riaccendere le coscienze, soprattutto nei confronti dei molteplici attacchi alla famiglia, cellula fondamentale della società.
Vorremmo anche sensibilizzare le coscienze contro quella che si sta profilando come la dittatura lgbt che ci vorrebbe tutti sottomessi al pensiero unico. Quello per cui non si nasce con un sesso donato, ma che si può scegliere in base alle proprie personalissime preferenze. Si sta instaurando una dittatura dove chi la pensa diversamente viene pregiudizialmente attaccato come omofobo. Non siamo omofobi e abbiamo tutte le ragioni di poter dire che i bambini hanno bisogno di un papà e una mamma e che il matrimonio è solo fra uomo e donna.

Cosa pensate dei diritti alle persone omosessuali?

Parlare di diritti degli omosessuali è un problema che rischia di essere mal posto. Ad esempio la possibilità di vedere tutelate le eredità per queste coppie già esiste con la normativa vigente. Per quanto riguarda un ipotetico diritto al figlio alla coppia omosessuale è una follia. I figli non sono un diritto per nessuno. E se vogliamo dirla tutta neanche il matrimonio è un diritto civile, lo sono invece la libertà di espressione e di manifestazione che la legge Scalfarotto vorrebbe abolire per un reato presunto di omofobia.

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Author: Libertà e Persona

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