La situazione politica è assai ingarbugliata.
Da una parte Renzi che ha tutto l’interesse a far cadere il governo: se si va ad elezioni, a breve, lui sarà senza dubbio il premier…
Per questo si agita di continuo, sapendo che ogni mese che passa gioca contro di lui: sia perché Letta potrebbe fare qualcosa di buono, volente o nolente (chissà, tutto è possibile, anche l’incredibile…); sia perché l’effetto novità, in una società mediatica come la nostra, si logora in breve; sia perché Renzi non ha ancora vinto la guerra all’interno del Pd, dal momento che la vecchia guardia non mollerà mai; sia, infine, perchè il NCD ha vitale bisogno di tempo per organizzarsi, essendo un partito senza padrini, se non qualche legame, sparso e disorganico, con alcune realtà cattoliche (non di vertice, chè il vertice della Cei è assolutamente lontano dalla politica, sia per la crisi interna, sia per il nuovo corso dato dal nuovo pontefice, sia per l’assoluta assenza di un figura come quella di Ruini, capace di organizzare e guidare un nugolo di vescovi che vanno in ordine sparso), e un filo resistente che tiene legato Alfano e compagnia non a Forza Italia, ma alla persona di Berlusconi.
Questo quadro serve per capire perché Renzi abbia spinto subito l’acceleratore su due tematiche: i cosiddetti diritti civili (vedi matrimonio gay) e l’immigrazione. Si tratta infatti di due temi che non portano certo voti al giovane e ambizioso sindaco di Firenze. Nessuno li sente prioritari, se non una parte della vecchia sinistra. Di cui Renzi non è affatto il rottamatore (perché, per ora, non ci riesce).
Allora perché scegliere quei temi? Anzitutto per pagare dazio a quei settori della sinistra che non apprezzano le sue idee in campo economico e politico: Renzi sente di dover dar loro, subito, qualcosa… qualcosa di sinistra. Qualcosa che a lui non è mai interessato nulla (vedi appoggio al Family day), ma che ora può servire a tener buoni i “compagni” (dare a tutti un osso, è il meglio che possa fare, un leader ancora insicuro).
In secondo luogo Renzi ha scelto questi argomenti, per mettere il bastone tra le ruote tra Letta, e l’altro suo nemico, Alfano.
Il NCD, infatti, è formato per lo più da cattolici, che hanno rotto con i falchi, in buona parte, sulle tematiche etiche (basti ricordare, riguardo a ciò, il ruolo di rottura svolto da Giovanardi, Formigoni, Roccella, Pagano e Sacconi). Il ragionamento di Renzi è questo: spingere Alfano e compagnia a rompere sui temi etici, e su un altro tema cui un partito che si dichiara di (centro) destra non può, almeno a parole, rinunciare (le frontiere). Di qui la dichiarazione di Alfano di 6 giorni fa: «Se propongono il matrimonio gay, ce ne andiamo un attimo prima a gambe levate e denunciandolo all’opinione pubblica… Se non ci fossimo noi la sinistra riterrebbe normale legalizzare la cannabis, aprirebbe matrimoni e adozioni ai gay e spalancherebbe le frontiere. Noi crediamo che la famiglia sia composta da un uomo e da una donna, siamo al governo per fare scudo alle cose che la sinistra farebbe se non ci fossimo noi. Siamo riformatori di un campo alternativo alla sinistra, sappiamo quello che c’è da riformare e quello che c’è da conservare».
Logorare Letta, dunque, dall’interno, per quanto possibile, e minando l’alleanza decisiva con Alfano.
Per fare questo Renzi non esita ad incontrare Verdini e Berlusconi. Senza però sapere assolutamente cosa Berlusconi voglia davvero. Cosa vuole Berlusconi?
Sino a poco fa sembrava evidente: le elezioni, come i suoi falchi. In verità, proprio ai tempi della scissione con Alfano, era evidente, come scrissi, che le cose non stavano come apparivano. Anzitutto perché Berlusconi ha tutto l’interesse a stare con un piede, Forza Italia, fuori dalla maggioranza, per poterla accusare dei suoi numerosi errori; dall’altra con un piede, Alfano (con cui i rapporti sono sempre continuati), dentro.
In vista di due obiettivi principali. Il primo: riorganizzare il partito. Berlusconi sa benissimo che andando diviso, il centro destra guadagna voti; sa anche, però, che ora come ora perderebbe, contro Renzi. Riorganizzare il partito significa, lo dicevamo già, far fuori i falchi, con cui sino a ieri sembrava fosse in perfetto accordo. Di qui le tensioni interne a Forza Italia, in cui la classe dirigente dei falchi, che puntava, con la scissione, a prendersi tutto il partito, trasformandolo, tra le altre cose in un partito radicale (vedi voce Bondi-Galan-Carfagna-Capezzone..). Si spiegano così i mali di pancia di Verdini, Fitto e compagnia di questi giorni… credevano di essere arrivati alla meta, che fare i super berlusconiani li rendesse importanti, e invece si vedono scomparire tra le mani il potere, rottamati in favore di Toti e di altre facce nuove (quali Cattaneo, sindaco di Pavia, che ha il pregio di essere giovane e amato dalla sua città, e che in materia etica è ben lontano da Bondi e compagnia, e vari altri…).ù
Il secondo obiettivo di Berlusconi, mentre riorganizza il partito, divenuto impresentabile? Logorare Renzi. Perché Renzi fa paura, è un cavallo (per ora) vincente… Ma per logorare l’avversario nulla di meglio che flirtare con lui… Usando gli ambasciatori toscani, prendendo tempo, facendo sorrisi che Renzi pagherà cari presso la sua base…
Cosa vuole Berlusconi? Far cadere il governo? Forse sì, forse no… intanto lavora. Tutti hanno bisogno di tempo: Letta, Alfano, Berlusconi…l’unico che ha una paura terribile di perdere il treno, è lui, Matteo. Lotta contro il tempo…
Bisognerà vedere se la sua baldanza, la sua ambizione, la sua forza, saranno sufficienti a sconfiggere i nemici… dura, quando non è chiaro quali siano gli amici e quali i nemici.
E se Renzi ce la facesse? Avremmo un governo che farebbe passare in due giorni matrimoni gay, droga libera e quant’altro… Lavoro, giustizia, politica e temi economici? E’ una scommessa. Renzi è un abile oratore, come Berlusconi; è un Berlusconi di sinistra. Quanto però a capacità di amministrare e a esperienza è tutto da valutare… Governare Firenze, infatti, non è un granché, come tirocinio, prima della palude Italia…