12 febbraio, Darwin Day – per non dimenticare

Oggi 12 febbraio, mentre in tutto il mondo si celebra la canonizzazione di Charles Darwin, è più che mai opportuno ricordare cosa veramente sia stato il darwinismo sociale.

“Per non dimenticare mai” recitava in modo francamente eccessivo il titolo di un articolo apparso il 23 novembre 2012 sul sito “Evolve or die” e ripreso il giorno successivo sul portale dell’evoluzione Pikaia.

Come dicevamo si tratta di un titolo eccessivo se riferito alla celebrazione di un personaggio della storia della scienza, la frase “per non dimenticare” è infatti normalmente impiegata per la commemorazione di eventi altamente drammatici e in genere significativi nella storia dell’umanità, per averne un esempio basta digitare la frase in un qualsiasi motore di ricerca.

Se dunque l’espressione “per non dimenticare” appare inadatta alla celebrazione di uno scienziato appare invece adeguata al ricordo di un evento drammatico che ha avuto conseguenze nel tempo. E allora quella stessa espressione appare invece freudianamente adatta per ricordare le conseguenze del darwinismo sociale che, facendo riferimento alla teoria scientifica, proiettò la sua ideologia su tutto il ’900.

Nella lunga serie di Darwin Day programmati in tutta Italia non sentiremo certamente nominare l’affermazione dell’eugenetica fondata dal cugino di Charles Darwin, Francis Galton, e fortemente sostenuta da Leonard Darwin, figlio di Charles, una dottrina che nei primi decenni del ’900 ebbe come conseguenza la sterilizzazione forzata negli USA, in Svezia e Svizzera di persone colpevoli solamente di essere povere e analfabete e per questo ritenute ‘deboli di mente’ e geneticamente ‘malate’, si trattava per lo più di giovani donne che divenendo ragazze madre avrebbero ‘pesato’ sui contribuenti.

Con la sopravvivenza della ‘razza favorita’ nella lotta per la vita, come recitava il sotto titolo dell’opera di Darwin, venivano così ad essere giustificate le politiche di ingiustizia sociale e in seguito razziste, infatti in paesi come l’Inghilterra l’eugenetica colpiva le classi povere mentre invece in un paese a forte immigrazione come gli USA i ‘deboli di mente’ erano spesso irlandesi, italiani ed ebrei.

Ma la lotta tra le razze favorite giunse  ad alimentare un sentimento di superiorità razziale già nella Germania della I Guerra mondiale, come riferito in un saggio dimenticato di quello S. J. Gould che viene ricordato solo per quel che fa comodo, e avrebbe costituito il terreno fertile per la teoria della razza della Germania nazista che non per caso fu il paese nel quale si affermarono nel modo più feroce le politiche eugeniche che sfociarono nel programma Lebensborn e in quello eutanasico Aktion T4.

Ma anche la giustificazione di politiche coloniali con conseguenze pesantissime sono parte dell’eredità dell’antropologia di tipo darwinista (forse per questo, come ricordato su Evolve or die, Lord Palmerston, uno dei più spregiudicati colonialisti della storia, propose subito un’onorificenza per Darwin),  il che non vuol dire, sia chiaro, che Darwin abbia consapevolmente lavorato per l’affermazione di determinate ideologie, o che senza la teoria dell’evoluzione per la lotta tra le ‘razze favorite’ questo forse non sarebbe comunque accaduto, ma non si può negare che da quel momento ciò che in precedenza era stato ritenuto inaccettabile diventava legge di natura e quindi una necessità inevitabile.

Questa fu l’eredità del darwinismo, una visione del mondo fondata oltretutto su una teoria sbagliata, una teoria che dalla fine dell’800 agli anni ’40 fu abbandonata pressoché in tutto il mondo, infatti gli storici della scienza chiamano quel periodo “eclissi del darwinismo”, e che risorse all’inizio degli anni ’40 con la Sintesi Moderna che ha posto il caso a spiegazione di quasi tutto. Quale grande scienziato si deve quindi celebrare per aver proposto una teoria sbagliata?

Ma forse l’insistenza nel voler proporre la figura di Darwin si sta rivelando come una scelta controproducente, un indizio si può trovare nei pochi commenti, fondati o no che siano, inseriti al termine di un articolo intitolato Sulle orme di Darwin anche la scienza è in evoluzione pubblicato sul Corriere della Sera il 9 febbraio.

Va inoltre detto che nell’articolo sul Corriere la giornalista scientifica Manuela Campanelli ha riconosciuto la paternità della teoria ad A. R. Wallace che la propose prima di Darwin, cosa che non mancherà di mandare su tutte le furie più di qualcuno.

Questo e molto altro ci sarebbe da dire parlando di Darwin e della sua teoria, ma nelle decine di appuntamenti proposti per i Darwin Day, possiamo stare certi, non se ne farà parola. 

 

www.enzopennetta.it

 

 

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.