Immagini dell’Autore realizzate con “IA”
Un’occasione per meditare sul Vangelo ogni giorno: unisciti al canale di Fiamma dello Spirito per ascoltare la meditazione audio.
Lunedì 19 ottobre 2026
San Paolo della Croce, sacerdote
Fa’ risplendere nei nostri cuori, o Signore amante degli uomini, la pura luce della tua divina conoscenza, e apri gli occhi della nostra mente per comprendere l’insegnamento del tuo Vangelo.
Lectio
Un uomo si avvicinò a Cristo e disse: “Maestro, ordina a mio fratello di dividere con me l’eredità”, ma gli rispose: “O Uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?”.
Gesù vuole che ci allontaniamo da tutte le cose secolari, che non diamo più peso ai tesori che passano, che disprezziamo la ricchezza e l’amore del possesso, insomma, che non accumuliamo tesori sulla terra.
Perché la cupidigia ci vincola agli spiriti maligni. Paolo li chiamava addirittura idolatria.
La follia di quell’uomo è ritenere che la durata della sua vita si allunghi in proporzione alle proprie ricchezze. Non guarda al futuro e non alza nemmeno gli occhi a Dio, perché non ritiene valga la pena di guadagnare quei tesori che sono lassù in cielo; cosa ancora più folle, fissa per sé la durata della propria vita.
L’originale greco del passo presenta un termine che va illuminato, perché lo stesso verbo ricorre due volte nel Vangelo con due esiti opposti: apothesaurizo, da apo, «da parte», e thesauros, «tesoro». Vuol dire mettere da parte per sé. Luca lo usa per il ricco che riempie i magazzini, indicando la sua condanna. Poi, nel Discorso della montagna in Matteo, Gesù comanda la stessa cosa: «accumulatevi tesori nel cielo» (Mt 6,20). Il vero ricco per Dio è invece colui che raccoglie per accumulare i tesori per i granai del cielo, perché riceverà l’interesse della sua virtù e la ricompensa di una vita retta e irreprensibile.
Meditatio e scrutatio
Penso che ogni trasgressione avviene nell’anima dell’uomo, perché abbandona la retta via tagliando Dio fuori dalla sua vita, smettendo di andare verso Dio, cessa anche di amare.
Dovremmo sentire adesso, proprio ora, che siamo nella miseria e prigionieri di noi stessi, che ci autoprocuriamo il danno più grande, per questo dobbiamo chiedere al Signore di salvarci da noi stessi.
Dio gli dice: stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua anima. E quello che hai preparato, di chi sarà? La stessa domanda, stanotte, attende da me una risposta.
Oratio
Signore e Maestro della mia vita,
allontana da me lo spirito di pigrizia,
di scoraggiamento, di desiderio di potere e di elucubrazioni inutili.
Concedimi di riconoscere le mie colpe.
Contemplatio
La mia vita spirituale è come una lampada. All’olio e al fuoco provvede Dio. Ma lo stoppino, la cosa che unisce i due, quello sono io. Se guardo alla lampada, spesso ciò che impedisce al fuoco di illuminare è la sporcizia spirituale. Il mio compito è mantenere lo stoppino pulito nell’olio di Dio. Devo purificarmi per poter essere cittadina del mondo che viene.